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Dino Stewart (BMG): 'I numeri non sono tutto: ripartiamo dalla qualità'

Il Managing Director della divisione italiana del gruppo Bertelsmann non ha ricette facili, ma idee chiare: 'Sbagliato sottovalutare il pubblico e rincorrere l'hype a tutti i costi: rimettiamo gli artisti al centro'

Dopo aver debuttato nella seconda metà degli anni Novanta prima alla Edel e poi - nello strategic marketing - alla EMI, Dino Stewart, oggi Managing Director della divisione italiana di BMG, ha prestato servizio presso la filiale tricolore del gruppo Bertelsmann a partire dal 2009 come A&R. Con la trasformazione di BMG Rights Management in BMG, Stewart si è trovato a dirigere una realtà ibrida, dove all'attività discografica tradizionale è affiancata una solida matrice editoriale. In un periodo in cui l'industria musicale si trova a fare i conti con la peggiore crisi globale mai sperimentata dalla fine del secondo conflitto mondiale, al settore conviene abbandonarsi tra le braccia delle big tech o recuperare lo spirito pionieristico del pre-digitale? La corsa verso il futuro si vincerà a colpi di novità o con un'attenta gestione degli asset e del roster? L'industria creativa di oggi non ha risposte facili da offrire, ma di una cosa Stewart è convinto: "Ripartire dalla qualità e non sottovalutare il pubblico. E non farsi accecare dall'hype del digitale".

    Dopo aver debuttato nella seconda metà degli anni Novanta prima alla Edel e poi - nello strategic marketing - alla EMI, Dino Stewart, oggi Managing Director della divisione italiana di BMG, ha prestato servizio presso la filiale tricolore del gruppo Bertelsmann a partire dal 2009 come A&R. Con la trasformazione di BMG Rights Management in BMG, Stewart si è trovato a dirigere una realtà ibrida, dove all'attività discografica tradizionale è affiancata una solida matrice editoriale. In un periodo in cui l'industria musicale si trova a fare i conti con la peggiore crisi globale mai sperimentata dalla fine del secondo conflitto mondiale, al settore conviene abbandonarsi tra le braccia delle big tech o recuperare lo spirito pionieristico del pre-digitale? La corsa verso il futuro si vincerà a colpi di novità o con un'attenta gestione degli asset e del roster? L'industria creativa di oggi non ha risposte facili da offrire, ma di una cosa Stewart è convinto: "Ripartire dalla qualità e non sottovalutare il pubblico. E non farsi accecare dall'hype del digitale".

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