Quella stupida canzone pop dei Cure

Robert Smith racconta "Friday I'm in Love".
Quella stupida canzone pop dei Cure

"Friday I'm in Love" dei Cure è una canzone inclusa nel nono album della band inglese intitolato "Wish", pubblicato il 21 aprile 1992, ed è uno dei loro brani più noti. Oltre che uno dei più spensierati che, trattandosi dei Cure, parrebbe un vero e proprio ossimoro.

Parlando con Guitar World, il leader dei Cure Robert Smith spiegò: “Ricordo che stavo guidando verso casa un venerdì pomeriggio ed avevo il fine settimana libero. Iniziai a pensare a questa sequenza di accordi davvero fantastica. Ero a circa venti minuti dallo studio. Così feci dietro front, tornai allo studio ed erano ancora tutti lì". E rivela ancora: "L'abbiamo registrata quel venerdì sera. Così da quel momento è stata sempre chiamata 'Friday'. Poi, quando dovevo scrivere le parole, ho pensato, perché non faccio una canzone su quel sentimento del venerdì? È una cosa che provi quando vai a scuola e provano molte persone che fanno lavori che non amano davvero. Quindi è quella sensazione del venerdì pomeriggio di un qualcosa che non vedi l'ora."

Il frontman dei Cure fu meno tenero con la canzone in una intervista rilasciata alla rivista Spin: ""Friday I'm in Love" è una stupida canzone pop, ma in realtà è abbastanza buona perché è così assurda. È fuori dal personaggio, molto ottimista là fuori in una terra felice. È bello avere quel contrappeso. La gente pensa che dovremmo essere i leader di una sorta di 'movimento triste'. Potrei sedermi e scrivere canzoni malinconiche tutto il giorno, ma non ne vedo il motivo. I testi pop sinceramente stupidi sono molto più difficili da scrivere dei miei soliti sfoghi del cuore. Ho scritto centinaia di fogli cercando di trovare le parole per questo disco. Devi scegliere qualcosa che non sia imbarazzante: una semplicità e un'ingenuità che comunica. C'è una stupidità in quel genere di fessure. Abbiamo sempre fatto canzoni pop. È solo che a volte sono troppo tristi, un po' disperate."

Tra l'altro, quando la scrisse, Smith era convinto di aver già sentito la progressione degli accordi del brano da qualche altra parte: ""Friday, I'm In Love" non è un'opera geniale, era quasi una canzone pianificata. Ha davvero una buona progressione di accordi, non potevo credere che nessun altro l'avesse usata e chiesi a molte persone - soffrivo di paranoia da droga - 'Devo averla rubata da qualche parte, non posso averla inventata." La rockstar inglese ha aggiunto ancora sulla questione degli accordi: “Ho chiesto a tutti quelli che conoscevo, a tutti. Telefonavo alla gente, la cantavo e dicevo, 'L'hai già sentita? Come si chiama?' Mi rispondevano, 'No, no, non l'ho mai sentita'. Nello stesso album c'erano canzoni su cui avevo sgobbato e all'epoca pensavo che fossero infinitamente migliori, ma 'Friday' è probabilmente la canzone dell'album "Wish"".

"Friday I'm in Love" rappresenta una delle poche incursioni nel pop più puro che i Cure abbiano mai fatto, ma ha regalato un genere di fama che non piacque del tutto a Robert Smith. “Avevamo trascorso tanto tempo a farci conoscere. [Quando] accadde, però, l'ho trovato molto scomodo. Per molto tempo non mi sono piaciute certe canzoni perché pensavo, 'La colpa è tua, bastarda. Mi hai reso popolare'. "Friday I'm in Love" ne è un esempio perfetto."

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