Depeche Mode e Nine Inch Nails entrano nella Hall of Fame

Nella notte si è tenuta la cerimonia di inclusione nella Rock and Roll Hall of Fame, guarda i discorsi di accettazione della band inglese e di Trent Reznor.
Depeche Mode e Nine Inch Nails entrano nella Hall of Fame

La cerimonia della inclusione nella Rock and Roll Hall of Fame al tempo della pandemia è stata mandata in onda dalla rete televisiva statunitense HBO la scorsa notte. Il vernissage che quest'anno ha accolto nell'olimpo del rock Doobie Brothers, T. Rex, Nine Inch Nails, Depeche Mode, Whitney Houston e Notorious B.I.G. si sarebbe dovuto tenere lo scorso 2 maggio al Public Auditorium di Cleveland (Ohio), ma poi ci si è messo di mezzo il Covid-19 e il tutto ha avuto bisogno di essere riorganizzato.

Quindi nessuna esibizione dal vivo (neppure da remoto), ma solo i discorsi di accettazione della nomina degli artisti eletti. I tre Depeche Mode - Dave Gahan, Andrew Fletcher e Martin Gore - nel loro discorso hanno dichiarato: “È incredibile far parte di questo club. Siamo cresciuti ascoltando moltissimi musicisti che vi fanno parte. David Bowie, Iggy Pop e gli Stooges, i Clash, solo per citarne alcuni. Sapete, crescere, ascoltare musica alla radio e ascoltare musica, ci ha davvero aiutato a sentirci normali, a sentirci parte di qualcosa. Questo è ciò che la musica fa per le persone e penso che sia ciò che i Depeche Mode abbiano fatto per molte persone. Penso che la musica unisca davvero le persone e Dio sa quanto oggi ne abbiamo bisogno più che in qualsiasi altro momento."

La band inglese ha inoltre riconosciuto l'importanza degli ex membri Vince Clarke e Alan Wilder, definendoli "parte della famiglia Depeche Mode e della storia dei Depeche Mode e del successo di questa band". Hanno ringraziato anche il direttore creativo Anton Corbijn – "ci ha fatto apparire cool" -, Daniel Miller della Mute Records, il manager Jonathan Kessler e i collaboratori Christian Eigner e Peter Gordeno.

Un'altra band introdotta nella classe 2020 è quella dei Nine Inch Nails. Il discorso di accettazione non poteva che essere tenuto dal leader del gruppo, Trent Reznor. "Anche oggi, la musica è sempre la cosa che mi fa andare avanti e, come artista, penso che il risultato o il sentimento più significativo sia realizzare qualcosa che hai creato da un luogo fragile e intimo che ha raggiunto, toccato e influenzato qualcun altro, forse cambiando il loro modo di vedere il mondo. Quindi, qualunque cosa significhi essere in una hall of fame, grazie per il riconoscimento. Per i fan dei Nine Inch Nails, ragazzi siete i migliori. Insieme siamo finiti in posti strani, siete un gruppo molto forte che può farmi impazzire, ma siete i migliori. Questo viaggio è tutt'altro che finito (...) Spero di vedervi presto dal vivo."

Il discorso di induzione di Whitney Houston, scomparsa all'età di 48 anni l'11 febbraio 2012 è stato fatto dalla madre Cissy Houston: "Sono molto, molto orgogliosa che Whitney sia stata inserita nella Rock & Roll Hall of Fame. Voleva essere qualcosa, non un qualcosa. Ci ha lavorato sodo." Pat Houston, la cognata manager, ha rivelato che l'essere inserita nella Hall of Fame è sempre stata una ambizione per Whitney: "Questo è qualcosa che Whitney ha sempre voluto. Ricordo che nel 2009 eravamo a Londra. Whitney mi guardò e disse, 'Questo è davvero speciale, manca solo una cosa: devo entrare nella Rock and Roll Hall of Fame.' Questo momento lo dimostra: esiste solo una ineguagliabile Whitney Houston, e lei stasera sarebbe molto orgogliosa e onorata di ricevere questo premio".

Un altro musicista nero che non è più tra noi è stato inserito nella Hall of Fame: il rapper Notorious B.I.G. ucciso in una sparatoria il 9 marzo 1997. A ritirare il premio in sua vece i figli T'yanna e CJ. T'yanna ha detto: "Quando mio padre è morto avevo solo tre anni. Anche se non l'ho conosciuto come avrei voluto, attraverso i suoi fan e la nostra famiglia, ho potuto vedere con i miei occhi che la sua musica ha trasceso l'industria dell'hip-hop. È stato in grado di diventare non solo il 'Re di New York,' ma il re della cultura". CJ ha descritto suo padre come "uno dei padri fondatori dell'hip-hop". Ed ha aggiunto: "Ha contribuito a rivoluzionare quella che era una giovane forma d'arte per la comunità nera e per il mondo. Sono onorato di condividere il suo nome e la sua dedizione alla musica nera, alla creatività, all'espressione di sé e alla libertà dei neri".

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