AC/DC, 'Power Up' canzone per canzone: l'ascolto di Rockol

Abbiamo sentito in anteprima il nuovo disco di Angus Young e soci: ecco cosa aspettarsi dal successore di 'Rock or Bust'
AC/DC, 'Power Up' canzone per canzone: l'ascolto di Rockol

Verrà pubblicato il prossimo venerdì, 13 novembre, "Power Up", il nuovo album degli AC/DC: il disco - il diciassettesimo in studio nella carriera della band di Angus Young - raggiunge il mercato a sei anni di distanza dal suo predecessore, "Rock or Bust" del 2014, e vede il reintegro nelle fila del gruppo sia del frontman Brian Johnson - costretto al forfait da problemi di salute nel corso dell'ultimo tour della band, nel 2016 - e del batterista Phill Rudd, allontanato dagli AC/DC in seguito a una vicenda legale che lo vide (suo malgrado) coinvolto tra il 2014 e il 2015.

Dopo il primo estratto "Shot in the Dark", Rockol ha avuto l'opportunità di ascoltare in anteprima il disco: ecco, di seguito, la prima impressione che ci ha fatto "Power Up", canzone per canzone.

1.        Realize

"I've got the power to hypnotize / Make a play, mesmerize / Feel the chills up and down your spine / I'm gonna make you fly": si accende l'interrutore e a dare la scossa sono tre accordi, e la voce di Jonhson affogata nel riverbero. Rudd e Williams sostengono la strofa con un incedere essenziale ma granitico, perfetto per sostenere il riff di Young fino all'apertura sul pre-ritornello, che finisce per esplodere grazie anche ai cori in secondo piano. Un pezzo, con la classicissima struttura A/B/A/B, più d'impatto che enfatico, che - non a caso - convince Angus a trattenere l'assolo, riservando alla sua SG solo dei colori sul ritornello finale.

2.        Rejection

L'indice dei BPM non è il più alto del disco, né la costruzione delle più elaborate - essendo, di fatto, basata per quattro minuti buoni sul riff di Young che apre il brano, ma "Rejection" suona come un pezzo per lo meno minaccioso: "You better give me what I want / Or I'll beat on you / You don't give me what I need / And I'll come for you / Better keep me on your side, or I'll find you in the night / I got your name and your number and I'll set you all ablaze (...) I don't want your money or greed / You better give me just what I need / If you reject me / I'll take what I want" ("Meglio che tu mi dia quello che voglio, o di farò nero / Non mi hai dato ciò di cui avevo bisogno / E verrò a cercarti / E' meglio avermi dalla tua parte, o ti troverò nella notte / Ho il tuo nome e il tuo numero e ti darò alla fiamme (...) Non voglio i tuoi soldi o la tua avidità / E' meglio che mi dia solo quello di cui ho bisogno / Se mi respingi / Mi prenderò quello che voglio"), canta un pochissimo rassicurante Johnson in versione stalker. Musicalmente parlando, "Rejection" è più vario di quanto appaia in prima battuta, con pochi fill piazzati nei punti giusti e uno special strumentale prima del ritornello finale inevitabilmente occupato dalla chitarra di Young.

3.        Shot In The Dark

Il singolo apripista di "Power Up" continua a dare l'impressione che aveva dato all'inizio dello scorso ottobre, quando si abbatté sulla comunità mondiale di fan del gruppo interrompendo un'attesa durata sei anni: sia musicalmente che tematicamente, "Shot In The Dark" è una sorta di summa dell'estetica che ha reso gli AC/DC i simboli di un certo tipo di intendere il rock, una canzone-manifesto che cristallizza in tre minuti netti un approccio che ha fatto scuola e continuerà a farla.

4.        Through The Mists Of Time

L'inizio sincopato e il riff bluseggiante ma più leggero del solito sorprendono, e il resto di "Through The Mists Of Time" non è da meno: recuperando sul ritornello i cori minimali di "Realize" la quarta traccia di "Power Up" si apre alla melodia, privilegiando le aperture al collaudato incastro tra rimtica in quattro quarti e riff schiacciasassi. "Hear the whisper / Of the whirlwind / Monster shadows / A light gone dim / Dark horses / Are in my sleep / Mystic voices / Conjure up our dreams" ("Ascolta il sussurro del vortice / Le ombre dei mostri / La luce che svanisce / I cavalli scuri popolano il mio sonno / Voci mistiche appaiono nei nostri sogni"): Johnson ci prende per mano e ci accompagna nei suoi incubi.

5.        Kick You When You’re Down

"Perché ti prendono a calci quando sei per terra?": un blues furioso, un uomo solo contro il mondo, dove il mondo non è altro che una quotidianità a metà strada tra quelle del looser e del bello e dannato. "Hey, hey, woman / Why do you kick me out of bed? / Is it something that I said? (...) Shady lady / You think that money grows on trees / Rotten apples by the barrel ain't a delicacy" ("Ehi, donna, perché mi butti fuori dal letto? E' per qualcosa che ho detto? Tipa losca / Credi che i soldi crescano sugli alberi / Le mele marce del barile non sono una prelibatezza"): Johnson si incazza ma non si autocommisera. Young mette la sua chitarra al servizio del pezzo, fornendo con Rudd e Williams il tappeto perfetto allo sfogo del frontman.

6.        Witch’s Spell

Si torna dalle parti di "Shot In The Dark", sia per tiro che per approccio alla scrittura: a una strofa più scarica segue il crescendo nel pre-ritornello e l'esplosione sul ritornello, con Young in gran spolvero nel solo prima del gran finale.

7.        Demon Fire

Insieme a "Shot In The Dark", "Demon Fire" è stato l'unico brano di "Power Up" a essere stato presentato - seppure in forma di trailer - al pubblico prima della presentazione del disco. Il delta e la sua iconografia - "Yeah, born of no family / Born of no creed / Raised a bad seed (...) Like a devil on a deadline / Gonna send you down / Demon Fire / Is all you desire / Demon fire / Get closer, fire" ("Nato senza famiglia / Senza fede / Cresciuto da un seme cattivo (...) Come il diavolo a una scadenza / di spedirò di sotto / Fuoco del diavolo / E' tutto quello che vuoi / Fuoco del diavolo / Avvicinati, fuoco...") - vengono frullati in tre minuti e mezzo serratissimi, suonati tutti d'un fiato, con il riff di Young a condurre il gioco sulla strofa e una valanga di decibel ad affogare la voce di Johnson sul ritornello. Una menzione speciale merita lo special strumentale prima del ritornello finale, dove Young costruisce un solo efficace ma tutto meno che stereotipato.

8.        Wild Reputation

"In a one-horse town / They try to pull you down / And make you feel out of place / Don't care to look in your face / Got a wild reputation (...) When I'm comin' down Main Street / Get outta my way / I ain't stoppin' for nobody" ("In una piccola città / cercano di buttarti giù / e ti fanno sentire fuori posto / Ho una reputazione selvaggia (...) Quando scendo giù per Main Street / stai fuori dai piedi / non mi fermo per nessuno"). A metà strada tra i banditi del West e i teddy boys anni Cinquanta, Johnson fa i conti con la provincia, ma anziché patirne il disagio e lamentarsene, mette subito le cose in chiaro: cerca pure di farmi sentire fuori posto e tutto il resto, ma - per il tuo bene - non rompermi le palle. Il torrido martellare sul basso di Williams è la chiave del pezzo, che pur essendo uno degli episodi più brevi e semplici del lotto non rinuncia a un piglio cinematografico che lo caratterizza e lo distingue.

9.        No Man’s Land

Una trama di chitarre si traina dietro un quasi mid tempo dove alla voce di Johnson è affidato il compito di dettare tempi e aperture, grazie anche alle linee melodiche più distese e definite rispetto alla media dell'album: dal punto di vista strumentale, colpisce il crescendo, che interessa il brano per tutta la sua durata. Young, più che arroventare le corde della sua SG con solo o riff, gioca in questa canzone un ruolo più defilato ma non per questo meno importante, dando prova di possedere una visione d'insieme e una sensibilità per gli equilibri interni della composizione sicuramente ereditata dal compianto fratello Malcolm.

10.     Systems Down

Una specie di colonna sonora per la fine del mondo, dove Young si riappropria del suo ruolo tradizionale macinando riff principale e assolo e dove Johnson molla il freno alla voce riempiendo gli spazi - con l'aiuto dei cori - nel ritornello. L'incipit perentorio non tragga in inganno: "Systems Down", dal punto di vista melodico, ha molte più carte da giocare di quante non ne dichiari.

11.     Money Shot

"Doctor, what's the antidote? / Lady, try the money shot / Best taken when hot" ("Dottore, qual è l'antidoto? / Signora, provi con il money shot / meglio se preso caldo"): detto che il tema non è il Covid, e rimandandovi a Wikipedia per il significato dell'espressione "money shot", prendiamo per buono quanto dichiarato da Angus Young a Rolling Stone USA ("I fotografi ci dicevano: 'Fai questo, fai quello' ed 'Ecco, questo è il 'money shot' ['shot', in inglese, può significare anche 'inquadratura']. L’ho raccontato a Brendan [O'Brien, il produttore] mentre lavoravamo al pezzo. E lui mi ha detto: 'Lo sanno tutti che cos’è il money shot'. E io: mmmh. E' stato un caso"), al quale ha negato ogni riferimento malizioso all'accezione più esplicita del termine. E' uno dei pezzi più marcatamente convenzionali del disco, con l'assolo di chitarra canonicamente piazzato poco dopo la metà del brano e il ritornello che chiama il singalong.

12.     Code Red

Il riff, nella intro, pare quasi una prosecuzione di quello che nel 1980 ha spedito nella leggenda "Back in Black": Johnson approccia la strofa con una metrica estremamente fitta, almeno per quelli che sono i suoi standard. Pur posto in chiusura, dal punto di vista strutturale "Code Red" è uno degli episodi più elaborati del disco, con frequenti cambi di passo e dinamiche molto ben calibrate e studiate negli arrangiamenti. Il botta e risposta tra Johnson e le seconde voci nel ritornello aggiunge ulteriore respiro senza intaccare la solidità del sound, che rimane - fino all'ultimo secondo, è il caso di dirlo - AC/DC al 101%.
 

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