Manager EU: 'L'economia dello streaming deve cambiare'

L'associazione di categoria EMMA chiede riforme al mercato del digitale
Manager EU: 'L'economia dello streaming deve cambiare'

La European Music Managers Alliance, associazione di categoria europea che raggruppa gli agenti di autori, performer, musicisti, produttori e dj ha lanciato oggi, giovedì 5 novembre, una proposta di riforma del settore dello streaming musicale, dal tempo al centro del dibattito per il rapporto tra volume d'affari complessivo generato e corrispettivi corrisposti della big tech ai produttori di contenuti.

Pur riconoscendo alla piattaforme digitali il merito di aver rilanciato il comparto discografico, la EMMA ha osservato come "i servizi di streaming sono ancora concessi in licenza sulla base del mondo com'era dieci anni fa, non il mondo come esso è adesso", causando gravi disequilibri nella ripartizione della ricchezza generata. Per rendere più equo il settore, l'associazione chiede innanzitutto che i contratti di licenza vengano aggiornati mediante la formulazione di appositi tassi da applicare al formato digitale e l'eliminazione della cosidette distribuzioni "black box" - le revenue maturate da autori non identificabili o comunque non iscritti a società di collecting che vengono fatti confluire in base a quote di mercato ai soggetti titolari degli incassi più alti, maggiore trasparenza nei modelli di piattaforme che si basano sul pagamento di abbonamento ("per contrastare la manipolazione e la frode del flusso e aumentare la fiducia dei consumatori nei modelli di streaming") e una riapertura coordinata dei mercati musicali europei da attuare anche mediante sovvenzioni per rilanciare la ripartenza dopo la grave crisi vissuta in seguito all'emergenza sanitaria da Covid-19.

"Pratiche di licenza ingiuste e obsolete basate sulle quote di mercato si traducono in sostanziali pagamenti anticipati alle etichette, insieme a quote di partecipazione nei servizi digitali, clausole di violazione segrete, accordi di non divulgazione e una generale mancanza di trasparenza", si legge nella nota diffusa oggi da EMMA: "Anche prima dell'emergenza Covid questo sistema non era adatto allo scopo, specialmente per artisti e cantautori legati a contratti di obsoleti concepiti nell'epoca pre-digitale. Nel bel mezzo della pandemia, la necessità di cambiamento è diventata critica. E il cambiamento deve succedere adesso".

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