I New Trolls negli anni Sessanta

Alle radici della band genovese, prima della svolta prog di 'Concerto grosso'.
I New Trolls negli anni Sessanta

In principio, a Genova, nel 1966 si formano i Trolls. Il gruppo nasce su idea di Pino Scarpettini (tastiere) e Vittorio De Scalzi (voce e chitarra). A loro si uniscono per completare la formazione: Ugo Guido (voce e basso), Pietro Darini (voce e chitarra) e Giulio Menin (batteria). Il primo 45 giri pubblicato è "Dietro la nebbia/Questa sera". Vittorio De Scalzi – che oggi compie 71 anni – però abbandona la band e ne forma una nuova l'anno seguente, i New Trolls. Al suo fianco Nico De Palo (voce e chitarra), Gianni Belleno (batteria), Giorgio D'Adamo (basso) e Mauro Chiarugi (tastiera). Il loro beat psichedelico è da subito molto apprezzato tanto da essere chiamati, in quel 1967, ad aprire i concerti italiani dei Rolling Stones. Il 45 giri d'esordio è "Sensazioni/Prima c'era luce".

Nel 1968 la formazione genovese pubblica il suo primo album, "Senza orario senza bandiera". Nel disco tranne, "Al bar dell'angolo", tutti i brani sono firmati anche da Fabrizio De Andrè. Le altre due collaborazioni di rilievo presenti sono quelle del poeta Riccardo Mannerini e del compositore Gian Piero Reverberi. La canzone più rappresentativa nell'esordio dei New Trolls è "Signore io sono Irish".

Nel 1969 i New Trolls partecipano al festival di Sanremo con il brano "Io che ho te" accoppiati al cantante Leonardo (all'anagrafe Leonardo Marino) che all'epoca aveva una certa notorietà in quanto interprete della sigla dello sceneggiato televisivo 'La freccia nera'. Il gruppo viene eliminato al primo turno e non riesce ad accedere alla serata finale. Per la cronaca, il concorso canoro viene vinto dalla coppia Bobby Solo/Iva Zanicchi con la canzone "Zingara".

Nel 1970 viene pubblicata la raccolta intitolata "New Trolls" dove convergono i singoli pubblicati sino a quel punto dal quintetto ligure. Tra questi "Visioni", "Un'ora", "Una miniera", "Annalisa", "Una nuvola bianca" e "Davanti agli occhi miei", il brano con il quale parteciparono al Disco per l'estate del 1969.

Nel 1971 i New Trolls pubblicano quello che è considerato il loro capolavoro, ovvero "Concerto grosso per i New Trolls". Un album nato da un'idea del compositore Luis Bacalov e prodotto da Sergio Bardotti. Le sonorità sono di stampo progressive, con questo disco si apre una nuova stagione per la formazione genovese. La suite musicale è divisa in quattro capitoli: i primi tre sono il vero e proprio concerto secondo la partizione del barocco italiano al quale si è ispirato Bacalov, mentre l'ultimo è un omaggio del gruppo a Jimi Hendrix, scomparso l'anno precedente.

Dall'archivio di Rockol - La storia di “Senza orario, senza bandiera” dei New Trolls
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