Paul McCartney racconta che lavorare su ‘McCartney III’ è stato ‘abbastanza liberatorio’

L’ex Beatle parla del suo nuovo album, in uscita il prossimo dicembre.
Paul McCartney racconta che lavorare su ‘McCartney III’ è stato ‘abbastanza liberatorio’

Il prossimo 11 dicembre raggiungerà il mercato il nuovo lavoro discografico di Paul McCartney, intitolato “McCartney III”, ideale terzo capitolo del trittico composto dagli album pubblicati come solista dall’artista britannico nel 1970 e nel 1980, intitolati rispettivamente “McCartney” e “McCartney II”. Il successore di "Egypt Station" del 2018 è stato scritto, suonato e prodotto dall’ex Beatle, il quale ha iniziato a lavorare sul suo prossimo disco durante il periodo di lockdown. In una sessione di domande e risposte, riportata sul sito web di McCartney (a questo indirizzo), il musicista inglese ha descritto il lavoro su “McCartney III” come un processo “abbastanza liberatorio” e ha raccontato come ha preso forma il suo nuovo album.

Svelando cosa lo ha portato a iniziare a lavorare su “McCartney III”, l’ex Beatle ha spiegato: “Beh, scrivo sempre. È come il mio hobby! Avevo un paio di cose nuove - che avevo appena fatto - e durante il lockdown è stata fatta richiesta di restare a casa o di recarsi al lavoro solo se non si aveva la possibilità di lavorare casa. La cosa che non riuscivo a fare da casa era fare un disco, a meno che non avessi avuto intenzione di fare qualcosa dalla camera da letto, cosa che non ho mai davvero impostato. Questo significava che potevo andare in studio”. 

Narrado di aver dovuto finire delle musiche per un cortometraggio d’animazione e, una volta ritrovatosi presso il suo studio privato nel Sussex, di essersi divertito, McCartney - come già rivelato in una dichiarazione riportata nel comunicato stampa diffuso lo scorso 21 ottobre per annunciare l’uscita di “McCartney III” - ha raccontato di aver iniziato a lavorare su alcune canzoni che aveva lasciato incompiute e ha aggiunto: “C'erano canzoni su cui non avevo mai lavorato, ma che avevo scritto circa un anno fa, e mi è piaciuto tornarci su”. L’artista britannico ha poi fatto sapere: 

“È stato abbastanza liberatorio fare queste canzoni. E mi è piaciuto quel periodo, perché ho trascorso il lockown in casa con [mia figlia] Mary e la sua famiglia. È stato fantastico! Mary è un'ottima cuoca, quando tornavo dallo studio si cucinava e prima di cena chiacchieravamo e bevevamo. Mi chiedevano: "Che cosa hai fatto oggi?" Ed è diventato un piccolo rito: tiravo fuori i miei libri e facevo ascoltare la musica dal mio telefono”.

Pensando al periodo iniziale dei Beatles e cercando di descrivere le differenze tra lo scrivere canzoni in quegli anni e ora, Paul McCartney ha svelato che attualmente è solito registrare “molte” note vocali sul suo smartphone. L’ex Beatle ha detto: “Quando abbiamo iniziato tanti anni fa, John e io dovevamo ricordare tutto! Gli unici strumenti disponibili per effettuare delle registrazioni domestiche erano quei grandi registratori a nastro Grundig, e ovviamente dovevi essere molto ricco per averne uno, e noi non lo avevamo”. Ha continuato: “Dovevamo sempre ricordare cosa avevamo scritto quel giorno. Dopo aver scritto una canzone, tutto ciò che avevamo era un pezzetto di carta con le parole sopra e più tardi pensavamo ‘Come diavolo faceva quella canzone?’. Aspettavo un minuto, pensando che John si sarebbe ricordato. Spesso uno di noi si svegliava al mattino e fortunatamente aveva di nuovo la canzone in testa”. Paul McCartney ha poi detto:

“Al giorno d’oggi con gli iPhone registri un abbozzo di un’idea o un piccolo riff, forse solo due righe di una canzone e pensi ‘Lo finirò più tardi. Il mio telefono è pieno di piccoli abbozzi, alcuni dei quali ho tirato fuori durante il lockdown e ho pensato ‘Devo davvero finirli’. Così ho fatto”. 

Rivelando di utilizzare spesso il proprio telefono per salvare qualche idea musicale, McCartney  ha descritto questa procedura come “un’arma a doppio taglio”. Ha detto: “È una buona cosa perché puoi ricordare le tue idee. Ma è brutto perché non le finisci. Devi sforzarti di tornare indietro e finire. Fortunatamente, in questo periodo ho avuto l'opportunità di fare proprio questo”.

Dall'archivio di Rockol - La storia di “RAM” di Paul McCartney
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