Ecco cosa avevano in mente i Led Zeppelin per il loro nono album

Jimmy Page racconta come sarebbe potuto essere il successore di ‘In through the out door’ del 1979.
Ecco cosa avevano in mente i Led Zeppelin per il loro nono album

Il 25 settembre 1980 venne rinvenuto, in una stanza della villa di Jimmy Page a Windsor, il corpo senza vita del batterista dei Led Zeppelin John Bonham. A seguito della morte di “Bonzo”, scomparso prematuramente all’età di 32 anni, la leggendaria band britannica decise di dare l’addio alle scene. “Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere in piena armonia tra noi e il nostro manager che non possiamo più continuare come eravamo”, comunicarono Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones attraverso un comunicato stampa datato 4 dicembre 1980, reso noto da Page nel 2019 con un post pubblicato sul suo profilo Instagram. Un anno prima della morte di Bonham e il conseguente scioglimento dei Led Zeppelin, il gruppo inglese aveva dato alle stampe il suo ottavo (e ultimo) album in studio, dal titolo “In through the out door”. Recentemente intervistato dalla rivista statunitense Rolling Stone in occasione dell’uscita del libro “Jimmy Page: The Anthology”, Page ha confermato che i Led Zeppelin - di cui nel 1982 arrivò sui mercati “Coda”, una raccolta di rarità e pezzi inediti appartenenti a varie fasi della band - dopo “In through the out door” avevano discusso su come avrebbe potuto essere il loro nono disco. Alla domanda su quale fosse la sua idea per l’album, dal momento che Jimmy Page e John Bonham volevano “fare un album dei Led Zeppelin più pesante", il 76enne musicista inglese ha risposto: 

“Stavamo già facendo cose nel 1980. Avevamo fatto un tour in Europa. Penso che il modo di dirlo sia questo: ‘Presence’ [del 1976] era un album di chitarre. Dopo quel disco John Paul Jones aveva acquistato una ‘Dream Machine’, un sintetizzatore Yamaha. Anche Stevie Wonder ne aveva uno. Gli aveva dato molta ispirazione. Improvvisamente aveva scritto pezzi interi, cosa che non aveva mai fatto prima, e pensai che la strada giusta da percorrere era quello di presentare John Paul Jones alle tastiere. Aveva scritto alcune cose con Robert. Pensai ‘Bene, è fantastico’. Ovviamente, a quel tempo, pensavo di sapere come stava prendendo forma ‘In through the out door’, ma il prossimo album si sarebbe allontanato da un disco caratterizzato dalle tastiere”.

Parlando di un ipotetico successore di "In through the out door", che - tra gli altri, include il brano "Fool in the rain", Page ha spiegato:

“Dopo le sessioni di ‘In through the out door’, John Bonham e io stavamo discutendo su come volevamo creare una sorta di entità basata sui riff, più dura e complicata. E poi, ovviamente, so che tipo di batteria gli piaceva suonare. Gli piaceva suonare pezzi molto forti, cose che le persone, ascoltandoli, dicevano: ‘Wow, che cos’è?’. A me piace piace farlo anche con le parti di chitarra. Avevamo un'idea di cosa avremmo potuto fare e, fondamentalmente, non sarebbe stato un album di tastiere. Forse ci sarebbero state le tastiere, ma sarebbe andato più in un'altra direzione. Sarebbe stato diverso da tutto ciò che c'era stato prima. Non abbiamo avuto la possibilità di farlo, ovviamente, perché abbiamo perso John”.

Nel 2007, in occasione di un evento tributo al defunto presidente dell'Atlantic Records Ahmet Ertegun, Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones - i tre membri in vita dei Led Zeppelin - tornarono insieme e si esibirono con Jason, il figlio di John Bonham, sul palco della O2 Arena di Londra. Recentemente, parlando alla rivista Classic Rock, il chitarrista Jimmy Page ha fatto sapere che la band inglese era pronta a organizzare un tour dopo la reunion del 10 dicembre 2007. Page ha raccontato: “Si disse che ci sarebbe stato un tour. Non erano state fissate delle date, ma ovviamente ci eravamo affinati a tal punto da essere pronti”. Ha aggiunto: “Ma da allora non c'è stata alcuna discussione su nessun tour, né ci sarà. È solo una di quelle cose strane del mondo dei Led Zeppelin, davvero, un'altra parte del fenomeno Led Zeppelin”.

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