Storia della canzone che riportò Elvis Presley sul trono

Nel 1969 al Re del Rock'n'Roll proposero una canzone scritta da tale Mark James. Era "Suspicious Minds", se ne innamorò immediatamente...
Storia della canzone che riportò Elvis Presley sul trono

Nella timeline musicale particolarmente nutrita di Elvis Presley figura anche l'1 novembre del 1969. Quel giorno il Re del Rock'n'Roll, che si sarebbe spento il 16 agosto 1977 all'età di 42 anni, si issò per l'ultima volta in vetta alla chart di vendita statunitense con la canzone "Suspicious Mind". Il brano venne scritto e inciso dall'allora 28enne cantautore Mark James nel 1968. James e la sua etichetta discografica erano certi che sarebbe stato un grande successo, ma invece...

Così Mark James, il cui vero nome è Francis Rodney Zambon, racconta come scrisse la canzone: "Una sera tardi, cazzeggiando sulla mia chitarra Fender e usando il mio organo Hammond, venne fuori una melodia orecchiabile. Allora ero sposato con la mia prima moglie, ma provavo ancora dei sentimenti nei confronti della mia dolce metà dell'adolescenza, che era sposata a Houston. Mia moglie sospettava che provassi quei sentimenti, quindi per me era un momento di confusione. Mi sentivo come se fossimo tutti e tre presi in una trappola dalla quale non potevamo uscire."

Mark James si era trasferito dalla natia Houston a Memphis per diventare un autore dell'American Sound Studio di Chips Moman. Quando il produttore gli disse che Presley voleva lavorare da loro gli chiese di scrivere delle canzoni che potessero piacere al Re. James era a corto di idee, come lui stesso ha ricordato nel 2017: "Mancavano un paio di giorni. Io ero giù di morale, perché non avevo ancora escogitato nulla". Poi pensò a “Suspicious Minds”: "Era come vedere una numero uno d'oro e sapevo che era la canzone che stavo cercando. Conoscevo la maggior parte dei ragazzi che stavano con Elvis, alcuni di loro lavoravano lì, intorno a Memphis. Mi sentivo come se lo stessi dicendo a George Klein, Marty Lacker, mi sentivo persino come se stessi scuotendo Elvis e gli dicessi: 'Questa è fantastica per te, è da registrare.' Ma sapevo anche che probabilmente tutti nel mondo gli avevano detto quelle stesse parole. Quindi tutto quello che potevo fare era dire ai ragazzi che stavano con lui, 'Fategli fare questa, è fantastica per lui!'". Mark James non era nella stanza quando Presley la ascoltò per la prima volta, Elvis chiese immediatamente di ascoltarla di nuovo. Moman ricorda che l'aveva preso subito e che l'aveva già imparata quando se ne era andato a casa con il nastro sotto il braccio.

La registrazione della canzone iniziò alle quattro del mattino del 23 gennaio 1969, ne furono registrate otto prove tre ore prima che Elvis aggiungesse la sua parte vocale. Ancora una volta, Mark James non era presente, aveva partecipato a una seduta in precedenza e gli era sembrato come se Presley fosse a disagio. "Sono andato in studio una volta. Sono andato di sopra e ho sentito che erano in pausa. (...) Sono entrato e lui era appoggiato alla griglia. Dissi, 'Ehi Elvis, ho sentito che potresti fare "Suspicious Minds''. E lui rispose, 'Ehi Mark, ci ho pensato', sai, proprio come direbbe Elvis."

Immediatamente dopo la session in studio, però, nacque una disputa che quasi impedì la pubblicazione della canzone. Anni prima, il manager di Presley, il colonnello Tom Parker, aveva imposto una regola secondo la quale Presley si prendeva il credito di co-scrittura per qualsiasi canzone che registrava e molti compositori avevano accettato questa clausola perché la canzone in questione cantata da lui sarebbe divenuta senza dubbio un successo.

Riguardo la questione, Moman ha dichiarato: "Quando finimmo, il codazzo di uomini d'affari di Elvis disse che volevano la metà dei miei diritti di pubblicazione. Dissi loro che stavano abbaiando contro l'albero sbagliato. Li ho accusati di furto, si arrabbiarono e io ho minacciato di interrompere l'intera seduta. Fortunatamente, Harry Jenkins della RCA disse: 'Questo ragazzo ha ragione, finiremo la seduta come vuole'. Jenkins intuì che "Suspicious Minds" sarebbe stata un grande successo e sapeva che ci sarebbe stato molto da fare." Ovviamente Jenkins aveva ragione. Lo speciale del ritorno del 1968 aveva riportato Elvis Presley sotto la luce dei riflettori e "Suspicious Minds" contribuì a cementare quel successo. È stata la sua prima hit alla posizione numero uno dal tempo di "Good Luck Charm" del 1962, disse di aver trovato "particolarmente piacevole" lo stare in cima alle classifiche con una canzone che non era associata a uno dei suoi film. Sarebbe anche stata la sua ultima numero uno mentre era ancora in vita e contribuì al successo di "From Elvis in Memphis", l'album che venne registrato all'American Sound Studio.

E' accaduto che Mark James dichiarasse di non essere completamente soddisfatto della versione data alla sua canzone da Elvis. Ripensandoci meglio ha però ricordato che venne spazzato via quando sentì la versione finale del brano, anche se all'inizio era preoccupato poiché pensava fosse troppo lenta. "[Presley] mi invitò a Las Vegas quando "Suspicious Minds" stava per prendere il volo e ricordo che era a un tavolo a parlare in una stanza con Sammy Davis o Andy Williams, due persone, dall'altra parte della stanza. Io entrai e lui si alzò, attraversò la stanza e mi disse: 'Ciao Mark. Come va?'". Presley nel 1972 registrò un'altra canzone di Mark James (scritta insieme a Wayne Carson e Johnny Christopher), "Always on My Mind". Ma avrebbero potuto esserci altre collaborazioni, come ha ricordato ancora James: "Dopo la sua morte, ho sentito dire che spesso chiedeva ai ragazzi in studio, 'Mark mi ha mandato altre canzoni?' Accidenti, avrei voluto saperlo."

Dall'archivio di Rockol - Così parlò Elvis il Re del Rock'n'Roll
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