Festival di Sanremo: "AmaSanremo", alti e bassi. Il commento

Com'è stata la trasmissione, cosa ha funzionato e cosa no, i vincitori
Festival di Sanremo: "AmaSanremo", alti e bassi. Il commento

Per dovere di cronaca ho assistito ieri sera alla prima puntata di "AmaSanremo", la trasmissione ideata per farvi svolgere la gara, fra i 20 semifinalisti individuati dalla Commissione della RAI, per stabilire chi saranno i cantanti che parteciperanno nella categoria Giovani al Festival di Sanremo 2021 (sempre che si svolga, il Festival; e non ci sarebbe nessuna ragione di scandalizzarsi se per un anno non si svolgesse).


Prima di riferirvene, ripeto qui una mia convinzione già altre volte espressa. Scegliere gli 8 artisti emergenti italiani ai quali dare l'opportunità di una visibilità importante qual è la partecipazione al Festival di Sanremo è un compito che andrebbe affidato a un gruppo di persone - chiamatele talent scout, chiamatele come volete - che per conto della RAI, organizzatrice del Festival, lavorassero tutto l'anno monitorando la scena musicale e selezionando il meglio che questa propone. Nessuna commissione, nemmeno la meglio intenzionata, potrebbe efficacemente scegliere venti canzoni fra 961 brani presentati alla competizione. E nessuna commissione composta da persone come quelle che la componevano quest'anno (Claudio Fasulo, Gianmarco Mazzi, Massimo Martelli e Leonardo De Amicis) è in grado di garantire l'assoluta estraneità a qualsiasi conflitto di interessi - o interesse privato - dato che le selezioni vengono svolte "in chiaro": in altre parole, le canzoni vengono presentate con l'indicazione del nome e cognome degli interpreti e degli autori, e della relativa etichetta discografica.
Se la selezione proprio dev'essere fatta con questa modalità, allora servirebbero tre condizioni: la prima è l'assoluta anonimità delle canzoni, che impedisca per quanto possibile i favoritismi da conoscenze personali o scambi di benefit professionali; la seconda è l'assoluta trasparenza delle votazioni, e cioè la pubblicazione dell'elenco dettagliato di chi ha votato per chi; la terza è la garanzia che tutti i componenti della commissione abbiano ascoltato tutte le canzoni.
Siccome nessuna di queste tre condizioni è stata rispettata, considero inattendibile e non verificabile il frutto del lavoro della commissione.


Premesso questo, e ammettendo che i venti approdati alla selezione pre-finale di "AmaSanremo" siano effettivamente il meglio dei 961 in competizione, da quel che si è visto e sentito ieri sera mi pare che siamo messi piuttosto male; se i quattro che abbiamo ascoltato ieri sono fra i migliori, non riesco a immaginare come fossero i peggiori, o comunque i non ammessi.
Ma, ripeto, non ho assistito alla trasmissione con spirito di partecipazione rispetto a chi si sarebbe qualificato. L'ho guardata con spirito di servizio, per poterne riferire con cognizione di causa (almeno per la prima delle cinque puntate previste).
Televisivamente, la breve durata (poco più di un'ora) ha giovato al ritmo e alla rapidità. Bene che i 20 aspiranti al Festival fossero tutti presenti in studio (ma gli eliminati lo saranno anche nelle prossime puntate?); bene la conduzione di Amadeus, che riesce ad essere essenziale e veloce; bene la citazione degli autori delle canzoni; bene anche l'ospite-testimone (anche se Arisa, che ieri sera è stata come sempre apprezzabilissima, non arriva da Sanremo Giovani ma da Area Sanremo; e anche se sarebbe stato più interessante e divertente rivedere il video della sua partecipazione con "Sincerità" nel 2009 anziché fargliela ricantare). Bene il fatto che i giurati presenti (Morgan, Luca Barbarossa, Piero Pelù e la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi) abbiano votato in maniera palese - anche se la presenza della Venezi è parsa piuttosto incongrua, trattandosi qui di musica leggera e non di musica classica.


La partecipazione di Riccardo Rossi non ha avuto granché senso; anche perché se gli autori gli confezionano interventi deliranti come il primo, su Pippo Baudo che inventa Sanremo Giovani perché vede una scritta nel cielo (???), o il secondo (non è vero che a Sanremo 2009 non si facevano discriminazioni fra Giovani e Big: i quattro autori come se la sono inventata, questa balla?), il povero attore/comico/conduttore radiofonico non ha certo modo di ricoprire un ruolo sensato, utile o divertente.


Malissimo la modalità di approdo alla classifica finale. Ad eccezione di quella della giuria televisiva, che come ho già detto era totalmente palese, grazie alla palette con i voti tipo Zecchino d'Oro, delle altre due classifiche si è detto e capito poco. Sono comparse, in velocissimo e illeggibile scorrimento, delle percentuali in sottopancia, ma non si è capito quale fosse la graduatoria separata delle due altre votazioni (il televoto e quella della commissione RAI), perché quella del televoto è stata sommata alla prima, e quella della commissione è stata sommata alla sommatoria delle prime due. Oltretutto, quella della commissione RAI sarebbe dovuta essere palese, per assicurare la massima trasparenza dei risultati (non sono stati detti i nomi dei componenti della commissione RAI; possiamo solo ipotizzare che fosse la stessa commissione che ha selezionato dai 961, ma avrei voluto sapere chi ha votato chi).


Alla fine, i due qualificati sono stati M.E.R.L.O.T. e WrongOnYou, i due eliminati Ginevra e Gavio.
Nonostante il traino efficace di una serie TV di successo come "Doc - Nelle tue mani", che le ha consegnato un patrimonio di 7.529.000 spettatori (28.3% di share), "AmaSanremo" ha portato a casa 2.047.000 spettatori (11.6% di share). Non è malissimo, in assoluto, ma significa comunque che rispetto alla trasmissione precedente "AmaSanremo" ha perso cinque milioni e mezzo di spettatori e ha ben più che dimezzato lo share. Non proprio un gran risultato.

Franco Zanetti

Dall'archivio di Rockol - Duccio Forzano racconta la regia del Festival
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