TikTok, reazione legale alla causa di Triller

Il social di Bytedance cita in giudizio la start-up che cercò di portarlo in tribunale a luglio. E che a fine luglio si è fatto avanti per rilevarne le attività...
TikTok, reazione legale alla causa di Triller

Sta assumento contorni surreali il duello legale ingaggiato da Triller, società americana di video-sharing cofondata da David Lieberman e Sammy Rubin che lo scorso luglio aveva trascinato in tribunale TikTok con l'accusa di violazione di proprietà intellettuale per poi - nemmeno due mesi dopo - presentare una propria offerta (concertata con la il venture capital Centricus) per comprarlo. Secondo quanto riferito da diverse fonti statunitensi Bytedance, società madre della popolare piattaforma social, ha depositato una contro causa negando ogni addebito.

Oggetto del contendere è un brevetto del 2017 per un sistema di video-sharing assegnato dalle autorità statunitensi a un'app per bambini, Mibblio, i cui fondatori - David Lieberman e Sammy Rubin - sono gli stessi di Triller, nonché principali accusatori di TikTok, che sul video-sharing ha costruito la propria fortuna. La casa madre della piattaforma, che appena alla fine dello scorso mese di agosto si era vista recapitare proprio da Lieberman e Rubin un'offerta da 28 miliardi di dollari per rilevare l'operatività della piattaforma in USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda, ha ora deciso di presentare a suo volta un procedimento legale per scrollarsi di dosso le accuse mosse dai competitor a stelle e strisce. Secondo i documenti depositati TikTok "non mostrerebbe di aderire alle specifiche proprie del brevetto": al team legale di Bytedance, che ha richiesto quindi la dismissione del procedimento, ha risposto l'amministratore delegato di Triller Mike Lu, secondo l'ultimo capitolo dello scontro non sarebbe altro se non un "attentato".

Non stupisce che Lu dimostri risentimento nei confronti del gigante asiatico: è dello scorso 8 ottobre la notizia dell'esclusione di Triller dalla corsa per l'acquisizione delle operatività su una grossa fetta dei mercati occidentali di TikTok, causato da uno smarcamento da parte di Centricus, che avrebbe presentato in autonomia un'offerta da 20 miliardi di dollari.

Nel frattempo si sta avvicinando l'ultimatum - fissato al prossimo 12 novembre - previsto dal presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump per la cessazione completa delle attività della piattaforma sul mercato americano in caso di mancato accordo che ceda a una società statunitense il controllo delle operatività del social in occidente. Tuttavia, l'esito della tornata elettorale presidenziale previsto per il prossimo 2 novembre potrebbe aprire nuovi e imprevedibili scenari in quella che a ragione può essere considerata una delle vicende politico-economiche più rilevanti della seconda metà del 2020.

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