Il bedroom pop di Moci, tra Beatles e Mac DeMarco

Il cantautore rivelazione della nuovissima scena post-indie capitolina, che suona per Rockol "Mica male", uno dei pezzi del suo album d'esordio.
Il bedroom pop di Moci, tra Beatles e Mac DeMarco

Alla fine è arrivato, l'album d'esordio di Moci. Del cantautore rivelazione della nuovissima scena post-indie capitolina, quella che ha iniziato a farsi strada negli ultimi mesi per andare a colmare il vuoto lasciato dai vari Tommaso Paradiso, Calcutta, Gazzelle e Carl Brave, diventati di fatto i protagonisti del nuovo pop nazionale, vi avevamo già parlato l'anno scorso: dalle prime esibizioni sui palchi dei club di San Lorenzo e del Pigneto al primo concerto "vero" (ospitato nella primavera del 2019 dall'Auditorium Parco della Musica di Roma), passando per la firma per la giovane etichetta indipendente Sbaglio Dischi, i primi singoli e la collaborazione con Giancane (ex chitarrista del Muro del Canto, punto di riferimento nella Capitale). "Moci perché mamma mi chiama così da sempre. Scrivo canzoni, mi lamento perché l'autobus non passa e so fare la sciabola dei pirati con i palloncini", raccontava di sé stesso nella descrizione che accompagnava l'Ep "Scusa", interamente autoprodotto e pubblicato su Soundcloud mentre il suo nome cominciava a circolare tra i seguaci della nuova scena romana. Della quale da queste parti lo avevamo definito la "next big thing", prevedendo per Moci - ascoltando le sue canzoni e conoscendo il suo mondo - un futuro roseo. Ora Marco Colagrande - è il vero nome del cantautore, classe 1997 - si ritrova ad affrontare la prova più attesa: il disco d'esordio. E la supera con stile.

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"Morbido", questo il titolo dell'album, uscito il 27 ottobre per Sbaglio Dischi e Carosello Records (la stessa etichetta che ha lanciato e fatto diventare protagonisti del mainstream ex fenomeni di nicchia come Levante, Coez, i Thegiornalisti e Diodato), è stato anticipato dai singoli "Pensieri bellissimi", "Primo piano" e "Telegiornale" ed è il diario personale di Moci, che ripercorre idealmente tutto quello che è accaduto tra la primavera del 2017 - quando ha iniziato davvero a credere in una carriera da cantautore - a oggi. Ogni pezzo è un capitolo degli eventi che hanno portato Moci ad incidere le dieci canzoni che compongono l'album, tra delusioni, lavori sbagliati e misantropia. Questa la copertina:

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Da "Coralli" (c'è l'eco di Mac DeMarco, il cantautore canadese paladino della scena indipendente e alternativa internazionale, amatissimo dalle stelline del bedroom pop, il "pop da cameretta" tutto chitarrine e loop, e dunque anche da Moci) a "In mutande", "Morbido" è un album che parla di quanto sia complesso crescere, staccarsi da quel senso di spensieratezza adolescenziale per andare incontro alle aspettative disilluse dell'età adulta.

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Abbiamo chiesto a Moci di suonare in esclusiva per Rockol uno dei brani contenuti nel disco. La scelta è ricaduta su "Mica male". Il video lo ha inevitabilmente girato nella sua cameretta, "osservato" dai Beatles - protagonisti dei poster attaccati alle pareti ("Sono cresciuto ascoltando i dischi dei Beatles. Amo tanto quelli dei primi album, da 'Please please me' a 'Rubber soul', quanto quelli del post-'Revolver', più sperimentali, sempre alla ricerca di soluzioni nuove e originali. E poi Nirvana, Oasis e cose più pazze tipo gli Slowdive, i My Bloody Valentine"). 

Moci suona per Rockol "Mica male"
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