Diritti d'autore: 'Il Covid ha spazzato via 5 anni di crescita'

Luci e ombre nel rapporto appena pubblicato da Cisac, la rappresentanza internazionale delle società di collecting
Diritti d'autore: 'Il Covid ha spazzato via 5 anni di crescita'

E' una situazione estremamente particolare quella dipinta dal più recente rapporto annuale di CISAC, la Confédération Internationale des Sociétés d'Auteurs et Compositeurs, ente che raggruppa e rappresenta a livello internazionale le società di gestione collettiva dei diritti d'autore. I numeri proposti dal documento parlano di un aumento del volume generato dai diritti d'autore dell'8,4% su base annua nel 2020, con poco meno di 9 miliardi di euro finiti nelle tasche di autori ed editori. Di questi, 2,05 miliardi (+27,2% su base annua) provengono dai servizi digitali, 3,32 (+4,5% su base annua) da radio e TV e 2,62 (+5,6% su base annua) da musica diffusa e spettacoli dal vivo.

Questo risultato, osserva CISAC, è il frutto di cinque anni di crescita ininterrotta - più precisamente, del 24,7% - che tuttavia, in proiezione sul 2021, potrebbe essere stata del tutto cancellata dalla pandemia che ha di fatto congelato il mercato del live e pensantemente condizionato quello discografico: "La tendenza sarà invertita nel 2020", ha spiegato l'organizzazione in una nota, "Le perdite registrate quest'anno dal comparto musicale e da tutti gli altri sono destinate a spazzare via i cinque anni di crescita registrati dal 2015".

"Le prime previsioni ci dicono che la raccolta complessivamente calerà tra il 20 e il 35%", ha spiegato il direttore generale di CISAC Gadi Oron: "Questo si tradurrà in perdite enormi per autori ed editori, quantificabili in una cifra pari a 3,5 miliardi di euro".

Parlando di intermediazione di diritti d'autore, la proiezione al 2021 dei risultati conseguiti nel 2020 è dovuta ai tempi di ripartizione, che riversano sulla stagione successiva gli incassi generati dalla precedente. "Il danno maggiore sarà accusato dagli artisti più giovani, specie per quelli meno affermati che operano nei mercati meno avanzati", ha osservato il presidente di CISAC e già membro degli ABBA Björn Ulvaeus, che ha fatto appello ai legislatori perché considerino maggiornmente la categoria: "Non mi riferisco solo alle misure emergenziali una tantum, per quanto siano sempre ben accette. La classe politica deve affrontare i problemi che ha di fronte, cioè le gravi mancanze che stanno distorcendo il campo di gioco dei creator ormai da molti anni".
 

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