Product placement nei videoclip: Fabio Rovazzi fa giurisprudenza

L'artista di 'Senza pensieri' raggiunge un accordo con il Garante per la comunicazione che regolerà l'inserimento dei contenuti pubblicitari nei videoclip
Product placement nei videoclip: Fabio Rovazzi fa giurisprudenza

Quello dell'inserimento di marchi o prodotti specifici in video musicali a scopo commerciale è un tema dibattuto da anni: clip come quelli di "Focus" di Ariana Grande, "Anaconda" di Nicki Minaj o "Telephone" di Lady Gaga con Beyoncé hanno fatto discutere per la smaccata esibizione di popolari brand in un contesto non esplicitamente pubblicitario, ponendo il problema, a livello internazionale, di una disciplina in materia che lasciasse libertà ad artisti e produttore di raccogliere fondi per finanziare le proprie opere senza offrire al pubblico esempi di pubblicità occulta.

Al riguardo, in Italia, una svolta potrebbe essere arrivata grazie a Fabio Rovazzi, lo youtuber divenuto un fenomeno musicale grazie a singoli dal successo virale come "Andiamo a comandare" del 2016 o "Senza pensieri" del 2019: in una nota diffusa oggi, martedì 27 ottobre, l'artista milanese ha fatto sapere di aver raggiunto un accordo con il Garante per la comunicazione in merito alla gestione degli inserimenti pubblicitari nei videoclip. Come si legge nel comunicato inviato dallo staff della voce di "Tutto molto interessante":

Il Garante per la comunicazione ha archiviato il procedimento relativo alla gestione degli inserimenti pubblicitari nei miei videoclip.

'Sono felice per una serie di motivi: il primo è che siamo arrivati a un'intesa che fa giurisprudenza con un accordo equo che non rovina i video, equiparati ormai anche a livello europeo, a opere cinematografiche, ma fa chiarezza sulle inserzioni pubblicitarie anche se mancano ancora normative chiare e linee guida.

Proprio per questo mi sono battuto fin da subito non solo per una giusta causa, ma anche per farmi portatore di un interesse collettivo ed essere l'apripista di una materia tutta da disciplinare, per la quale non avrebbe avuto alcun senso sanzionare gli artisti solo per ottenere una cassa di risonanza mediatica. E meno che mai me, che ho sempre indicato gli 'sponsor' a fine video.

Alla luce di queste considerazioni, con il Garante, abbiamo individuato una modalità da me proposta per fare chiarezza sull'inserimento di contenuti pubblicitari rendendoli chiari al consumatore, senza stravolgere i videoclip, esattamente come avviene per le opere cinematografiche. Insieme al mio avvocato abbiamo infatti raggiunto un giusto compromesso che prevede l'inserimento dell'avvertenza nei titoli di coda.

Questo serve a contemperare diversi interessi: quello di non 'sporcare' il video, di essere trasparenti con gli utenti e di evitare confusione su cosa sia sponsor e cosa no. Per esempio, se indosso un mio orologio, per intenderci da me semplicemente acquistato, in un video, quello non può sicuramente rientrare fra i cosiddetti 'product placement'.

Sono contento di essere il primo artista italiano a far passare questo messaggio, mantenendo intatta l'integrità delle opere. Ne approfitto per togliermi un sassolino dalla scarpa nei confronti del presidente dell'Unione Nazionale Consumatori che qualche mese fa si era lasciato andare ad accuse pretestuose e, alla luce di questo accordo, totalmente infondate. E colgo l'occasione per ringraziare chi nell'Antitrust in questi mesi ha lavorato fra incontri e audizioni insieme al mio team legale per arrivare a questo importantissimo accordo'.

In sostanza, secondo l'accordo raggiunto da Rovazzi con il Garante la semplice e casuale esibizione di un marchio o di un prodotto in un videoclip non costituisce, di per sé, un caso di product placement: l'inserimento a scopi promozionali di un brand, se compiuto, dovrà essere esplicitamente denunciato nei titoli di coda dell'opera.

Con i suoi cinque video musicali realizzati come solista - "Andiamo a comandare" e "Tutto molto interessante" del 2016, "Volare" con Gianni Morandi nel 2017, "Faccio quello che voglio" del 2018 e "Senza pensieri" (con Loredana Bertè e J-Ax) del 2019 - Rovazzi ha accumulato su YouTube un totale di 547 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Alla comunicazione di Rovazzi ha risposto l'Unione Nazionali Consumatori con una nota che pubblichiamo qui sotto:

Vittoria dell'Unione Nazionale Consumatori per il videoclip “Senza pensieri” del cantante Fabio Rovazzi.
L'Antitrust ha comunicato la chiusura del procedimento con accettazione di impegni, costringendo il cantante (che ha anche scritto, diretto e montato la clip musicale) non solo a modificare le informazioni sulla pubblicità contenuta nel video, ma anche a farsi carico, d’ora in poi, per le future produzioni artistiche, di rendere palese l'inserimento di marchi a fini promozionali, pena, in caso di inottemperanza, la sanzione pecuniaria da 10 mila a 5 mln di euro.
"Una vittoria importante. Grazie alla nostra segnalazione si chiude l'ennesimo procedimento sul fenomeno degli influencer e della pubblicità occulta scoperchiato dalla nostra associazione, che in questo caso si estende per la prima volta ai video musicali" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.
"Siamo contenti -prosegue l’avvocato Dona- che il cantante Rovazzi si reputi soddisfatto per il risultato visto che d’ora in poi sarà obbligato ad assicurare una maggiore trasparenza verso tutti i suoi fan; resta da capire perché abbia dichiarato di volersi ‘togliere un sassolino dalla scarpa’ polemizzando con noi! L’artista ha dichiarato che le nostre accuse erano pretestuose e infondate, ma se il nostro esposto fosse stato infondato l'Antitrust lo avrebbe archiviato e non avrebbe costretto Rovazzi, come invece ha fatto, a modificare la sua condotta (punto sul quale, peraltro, era intervenuto anche l’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria IAP su nostra sollecitazione)”.
Come attesta l'Autorità Garante della Concorrenza e del mercato nelle sue valutazioni conclusive, nel video era inserito a fini promozionali il brand del colosso dell’elettronica LG, una presenza di un partner commerciale "non esplicitata in modo adeguato". Rovazzi aveva collocato meri ringraziamenti in sezioni esterne al video, di consultazione solo eventuale. Ma ciò, secondo l’Antitrust, non può bastare ad informare correttamente i suoi fan.
In conclusione della lunga istruttoria, l'Autorità, visto l’impegno del cantante ad aggiungere al video “Senza pensieri” opportuni richiami alle finalità pubblicitarie e anche grazie all'impegno a rendere palese l'inserimento di marchi a fini promozionali anche nei futuri videoclip, ha stabilito che gli impegni assunti dai professionisti sono "idonei a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale" e, quindi, ha chiuso il procedimento senza accertare l'infrazione.
“C’è da augurarsi -conclude il presidente Dona- che questa vicenda serva a rendere l’industria musicale (e quella degli influencer) maggiormente consapevoli dell’importanza del ruolo che i personaggi più amati dal pubblico hanno nel rendere chiare e trasparenti le sponsorizzazioni che devono essere presentate ai fan con adeguati strumenti informativi, senza che ciò leda in alcun modo il valore artistico o la fruibilità di questi contenuti”. 


 

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