Fedez e lo stop ai concerti: 'Incazzato e confuso, ma non voglio fermarmi'

Lo sfogo del rapper e le frecciatine ai colleghi e alle agenzie che hanno ignorato la sua proposta per aiutare i lavoratori dello spettacolo: "Ho aspettato due settimane invano".
Fedez e lo stop ai concerti: 'Incazzato e confuso, ma non voglio fermarmi'

È uno sfogo durissimo quello che Fedez ha deciso di pubblicare sui suoi canali social ufficiali in seguito alla firma da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte del decreto legato alle misure restrittive per fronteggiare l'aumento di contagi da Covid-19, con le norme che impongono uno stop per ogni forma di spettacolo dal vivo, dagli eventi a teatro ai concerti. Il premier ha promesso sostegno ai lavoratori dello spettacolo, che in questi mesi hanno più volte protestato contro le decisioni del governo e le misure adottate per fronteggiare la crisi economica, definendo inadeguata l'indennità di 600 euro riconosciuta agli autonomi (l'ultima delle manifestazioni all'inizio del mese ha visto oltre mille lavoratori dello spettacolo scendere in piazza Duomo a Milano disponendo di fronte alla cattedrale tanti bauli vuoti, a testimoniare l'immobilismo del settore). Il rapper milanese negli scorsi giorni ha lanciato tramite i suoi canali social ufficiali, dov'è seguitissimo (solo su Instagram conta oltre 11 milioni di follower), una proposta rivolta a colleghi e agenzie per aiutare i lavoratori del mondo dello spettacolo in crisi con l'istituzione di un fondo per aiutare i lavoratori dello spettacolo attraverso la restituzione dell'anticipo garantito ricevuto dagli artisti che avevano annunciato tournée nelle arene e nei palasport poi posticipate a causa della pandemia. Una proposta che, a quanto pare, è rimasta inascoltata, come fa notare ora Fedez su Instagram, ribadendo la sua intenzione di mettersi a disposizione del settore:

"Ho aspettato due settimane invano che qualcuno raccogliesse il mio appello perché non sarà una cosa che riuscirò a fare da solo, avrò bisogno di una mano da chi in questo momento ha strumenti e mezzi. Spero di riuscire a trovare dei buoni compagni di viaggio per realizzare quello che ho in testa. Sono incazzato, spaventato e confuso ma non voglio fermarmi, non voglio essere spettatore. Libertà è partecipazione diceva il maestro Gaber, quindi è ora di alzare il culo e darsi da fare. Non dimentico da dove vengo e per quanto possa contare sappiate che io ci sono".

"Sento che è arrivato il momento per me di rimboccarsi le maniche", scrive Fedez nello stesso post, "fa male vedere tutto questo e se c'è anche una piccola opportunità di essere d'aiuto voglio fare la mia parte senza stare a guardare. Questa settimana forse sarò meno presente perché voglio mettere la testa su un progetto che possa aiutare chi lavora nel mondo dei concerti, degli eventi e della musica in maniera concreta ma soprattutto con RAPIDITÀ". Il rapper negli scorsi giorni non aveva mancato di lanciare qualche frecciatina alle agenzie italiane: "Io sono qui a disposizione e mi sento di dire alle stesse agenzie di booking che non hanno rimborsato i biglietti dei tour che sono stati rimandati che i soldini ce li hanno, in cassa... Sarebbe bello che partecipassero anche loro, perché mi sto un po' mordendo la lingua".

Laura Pausini, tra i primi artisti ad essersi appellati al governo, invitandolo già lo scorso aprile, in pieno lockdown, a sostenere le maestranze che lavorano nel mondo della musica e dell'intrattenimento attraverso iniziative e fondi dedicati, chiamata a rispondere alla proposta di Fedez negli scorsi giorni ha detto: "Io faccio fatica a immaginare la gestione di questi fondi. Meglio affidarsi al governo, noi non possiamo farcene carico".

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