Billie Eilish e "Where do we go?”, un "live stream" che diventa un videoclip dal vivo

Lo show digitale dell'artista americana: un concerto in streaming? Un videoclip? Un’installazione? Tutte queste cose assieme, e nessuna.
Billie Eilish e "Where do we go?”, un "live stream" che diventa un videoclip dal vivo

Un concerto in streaming? Un videoclip? Un’installazione digitale?  Billie Eilish è un’artista che sfugge alle definizioni, anche questa volta:  "Where do we go?” - il suo “Live stream”  trasmesso questa notte è stato tutta e nessuna di queste cose assieme.

Ogni volta che si parla di “concerti in streaming” ci sono reazioni contrastanti, ma il formato sta prendendo piede sempre di più. Da quelli in differita di Nick Cave e Pearl Jam (ne parliamo qua) a quelli in diretta, con diversi contenuti, prezzi e forme di interazione con il pubblico. È chiaro che non sostituiranno i concerti in presenza, quando torneranno. Ma il live streaming è ormai una nuova forma di distribuzione a pagemento della musica. 

"Where do we go?” ha una formula particolare, che lo rende più simile ad una sorta di videoclip digitale dal vivo che ad un concerto classico.  La cantante si è esibita in diretta nella notte tra sabato e domenica, poi lo show è stato replicato tutto il giorno (non on-demand ma piuttosto come un flusso in cui lo show viene ripetuto ogni ora senza la possibilità di mettere in pausa). Sul palco, con lei il fratello Finneas (tastiere e chitarre) e il batterista Andrew Marshall. La scena, completamente nera; dietro di lei un uno schermo a "V": quando si accende i tre si ritrovano immersi in uno spazio virtuale, con animazioni digitali che trasformano ogni performance in una sorta di videoclip dal vivo.  

L’idea in sé non è nuovissima: assomiglia a quello che si vede all’Eurovision Song Contest o in certi concerti dove cantanti e band suonano immersi in schermi giganteschi (penso per esempio al "Joshua Tree Tour" degli U2, dove ogni canzone dello storico disco venne riscritta attraverso un video originale su uno schermo di 60 metri per 15). L’effetto è notevole: ma questa dimensione visiva fa assomigliare "Where do we go?” più ad uno show TV che ad un concerto “tradizionale”, il modello a cui  molti live streaming fanno riferimeno, esaltando una location “classica”.  Una scelta coerente con il personaggio, appunto, fuori dagli schemi del pop classico.

"Where do we go?”  funziona, sia per gli effetti speciali, sia perché Billie Eilish ha un carisma e una presenza scenica notevole, anche in questa dimensione. Si capisce fin dalle prime di note dell’inizio “Bury a friend” quando si presenta praticamente immersa nello uno spazio vuoto che si illumina ritmicamente di rosso, riempiendolo da sola.  
In alcuni frangenti sembra pure lei un po’ stranita: ricorda più volte che è dal vivo (“Live, we are live”, ”Once again, we’re live from Los Angeles California” e così via);  Ogni tanto si sentono gli applausi fuori campo, un po’ come nelle sit-com e li prova ad interagire con il pubblico da casa. Più avanti nello show le facce degli spettatori verranno proiettate sullo schermo alle sue spalle, provando a recuperare almeno una parte del calore della presenza.

Il prezzo (30 dollari) è alto, ma è giustificato sia dall’importanza dell’artista, sia dal livello altissimo di produzione (a fine concerto c’è un video che mostra lo studio di posa e tutte le persone che hanno lavorato allo show), sia dal fatto che si tratta di un evento unico.  L’effetto complessivo è piacevolmente straniante e diverso da ogni altro concerto in streaming visto finora.

Una parte dell’intrattenimento musicale futuro assomiglierà a "Where do we go?”. Una parte, non tutta, però: perché i concerti torneranno. Ma in futuro vedremo sempre più eventi digitali “dal vivo” come questo. Speriamo con questa creatività e qualità.

Scaletta:
Bury a Friend
You Should See Me in a Crown
Ocean Eyes
Xanny
I Love You
Ilomilo
No Time to Die
When the Party’s Over
All the Good Girls Go to Hell
Everything I Wanted
My Future
Bad Guy

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