Renzo Rubino: domani in TV il docufilm "Porto Rubino"

Sarà trasmesso da Sky Arte (canali 120 e 400 di Sky) mercoledì 28 ottobre alle 21.15
Renzo Rubino: domani in TV il docufilm "Porto Rubino"

"Porto Rubino", il docufilm ideato da Renzo Rubino e diretto da Fabrizio Fichera, già proiettato in anteprima durante la 15ª edizione della Festa del Cinema di Roma il 13 ottobre, sarà trasmesso da Sky Arte (canali 120 e 400 di Sky) mercoledì 28 ottobre alle 21.15, rimanendo disponibile on demand e in streaming su NOW TV.
Per farci raccontare "Porto Rubino" abbiamo chiesto l'aiuto di un diretto interessato, Andrea Rodini, che del docufilm è coautore e cosceneggiatore.
Ecco la sua testimonianza:

Premessa: a parte una breve interruzione, lavoro con e per Renzo Rubino dal 2010.
Quello che segue potrebbe quindi suonare come un testo autocelebrativo.
Lo è!
Vuole celebrare il tuffo di pancia, il primato dell’improvvisazione sulla programmazione, il pensiero che segue l’azione, il coraggio figlio dell’inconsapevolezza e della curiosità.
È sempre funzionato così il lavoro con Renzo, fin dal 2013, quando portammo a Sanremo Giovani “Il Postino”, canzone che parla di amore omosessuale, talmente retrò nella composizione e nell’arrangiamento da risultare contemporanea in quanto “senza tempo”.
Ricordo una mitica conferenza stampa (le conferenze stampa in sala stampa a Sanremo sono in genere tra le cose più noiose del pianeta).
Decidemmo di portare una tastiera e di fare un po’ di musica, invece di rispondere a domande del tutto inutili tipo: “Che effetto fa essere sul palco dell’Ariston?”, oppure (peggio) “Hai scritto una canzone su un amore omosessuale per farti pubblicità?”
Per evitare tutto questo Renzo suonò e cantó.
In sala stampa c'era un clima di festa: peccato che fosse vietato suonare in conferenza stampa.
Rischiammo grosso.
E le domande stupide arrivarono lo stesso.

Due anni fa Renzo Rubino ebbe un'idea semplice e geniale: adibire una barca a palco, con strumenti, strumentisti e impianto, circumnavigare la Puglia, gettare l’àncora nei porti, suonare per la gente del porto e ripartire.
Chiamó questo format "Porto Rubino".
Nel 2019 ci fu la prima edizione.

Anno Domini 2020, che più bisestile non avrebbe potuto essere: c'è in programma la seconda edizione di Porto Rubino.
Mastro Covid impone gravi restrizioni agli spettacoli dal vivo, e solo due Comuni accettano di ospitare Porto Rubino: Polignano e Taranto.
“Allora facciamo un film!”
“Renzo, ma tu sai come si fa un film?!”
“No, ma conosco uno che lo sa! (In genere è un "mio cugggino").
Invece si tratta di Fabrizio Fichera, il bravissimo regista del futuro Docufilm “Porto Rubino - Storie Canzoni e Lupi di Mare”

"Porto Rubino 2020" comincia quindi nell’inconsapevolezza assoluta di cosa comportasse organizzare contemporaneamente tre concerti su una barca (il terzo sarebbe stato sempre su barca, ma per l’occasione carrellata in una masseria/vigna di proprietà dello sponsor San Marzano), una navigazione e un film che raccontasse tutto questo.
Si sceglie un tema: l’inquinamento del mare e in particolare la plastica.
Si scrive una storia tra il fantastico e il reale dove la plastica diventa il Mostro da avvistare e sconfiggere.
Si individuano alcuni personaggi da intervistare, fra cui Marines e il Messicano, due ex contrabbandieri.
Renzo Rubino si occupa personalmente di contattare gli ospiti per i concerti di Polignano, Taranto e la masseria di San Marzano.
Accettano di suonare: Paola Turci, Bugo, Morgan, Ron, Noemi, Bobo Rondelli, Vasco Brondi, i Selton con Priestess, Erica Mou e Gabriella Martinelli.
Accetta di esserci in qualità di presentatore e intervistato Gino Castaldo.
Accettano di essere presenti nel docufilm Diodato e Giuliano Sangiorgi.
Renzo Rubino suona, organizza, telefona, intervista, scrive la storia, si incazza, riceve suggerimenti, li ignora e naufraga.
Davvero! È naufragato davvero!
I pirati (Marines e il Messicano) glielo avevano detto: “Tu stanotte non arrivi a Otranto, c’è Maestrale!”
Ma siccome "esperienza" deriva da esperire, sperimentare, Renzo ha voluto fare l’esperienza di incagliarsi su una secca al largo del mare di Otranto e di essere recuperato dalla Guardia Costiera dopo sei ore.
Insomma: un’avventura incredibile che avrebbe avuto bisogno di una organizzazione tipo Live Aid ed invece è stata portata letteralmente in porto anche grazie alla passione e al buon senso di un gruppo di grandi professionisti, ma di altre professioni o alla loro prima esperienza. 
 

Dall'archivio di Rockol - I Campioni del 68° Festival di Sanremo: Renzo Rubino racconta "Custodire"
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