Springsteen e la lettera d’amore alla E Street Band (ma i 4 concerti mancati a San Siro...)

Abbiamo visto il film dedicato a “Letter to you”, disponibile su AppleTV+: un bel racconto in bianco e nero che scalda il cuore. A parte quella scena che rivela i piani (falliti) per un tour che doveva cominciare da Milano
Springsteen e la lettera d’amore alla E Street Band (ma i 4 concerti mancati a San Siro...)
Credits: Danny Clinch

Partiamo dalla cosa che fa male: Bruce Springsteen e la E Street Band stavano pensando a ben quattro concerti a San Siro per “Letter to you”. Il Boss ha ipotizzato anche di aprire il tour a Milano: lo rivela una scena del film di Thom Zimny, reso disponibile su Apple TV+ assieme all’uscita dell’album, in cui Springsteen e Steve Van Zandt magnificano il pubblico italiano (“A Napoli cantavano anche le melodie più nascoste di “Rosalita”…)
Con ogni probabilità non se ne sarebbe comunque parlato prima del 2021 - i piani per un tour quest’anno vennero scartati già prima della pandemia. E con ogni probababilità non se ne parlerà prima del 2022.
Ma consoliamoci con il film: la cosa bella, però, è che il resto di questo racconto scalderà il cuore dei fan, come il nuovo album del Boss: è una lettera d’amore alla E Street Band.

Nell’incontro con la stampa Europea Springsteen ha spiegato che la pellicola è “una sorta di meditazione sulla musica, che poi viene fatta sentire e vedere in azione, suonando”, replicando in parte il modello del film dedicato a “Western stars” - che però venne distribuito solo nei cinema e parecchi mesi dopo. “Volevamo creare qualcosa che fosse più di un film concerto e più di un documentario”, con l’unica regola che le telecamere non dovessero intralciare la registrazione. “La musica viene prima, ho detto a Thom, ma non c’è stata mai una volta che mi accorgessi delle camere”.

Obbiettivo centrato. Il film “Western stars” era un racconto in cui affascinava più la narrazione che la performance. Qua, pur mantenendo l’idea di un racconto, la cosa che scalda il cuore è vedere la E Street Band in azione, mentre le parole di Springsteen ti fanno capire il pensiero che c’è dietro alle canzoni. La narrazione aiuta soprattutto a capire il legame tra Bruce i suoi compagni: “La E Street Band non è un lavoro, è una vocazione (...). Le canzoni e la visione sono mie, ma loro sono le persone che danno vita a questa visione materializzano tutto”.
Il film usa diverso materiale d’archivio  per creare una connessione tra passato e presente, e il bianco e nero per mantenere un tono spirituale e riflessivo che si adatta alle parole di Springsteen, non distante come tono da quelle dello spettacolo di Broadway. Il tutto è stato girato lo scorso novembre nello studio della tenuta di Springsteen, in mezzo alla neve (il che spiega la scelta della foto di copertina, scattata in una New York invernale: riflette l'atmosfera in cui il disco è stato registrato).

Ma a lasciare il segno sono le 10 canzoni suonate dalla band - si tratta di performance analoghe a quelle del video di “Ghosts”, che mostrano il ruolo della band nel costruire le canzoni. L’unico difetto del film è che sono rimaste fuori due dei brani migliori del disco (no spoiler), ma dopo i titoli di coda c’è una sorpresa, una performance inedita, una vera chicca.
Vediamo spesso Springsteen cantare le nuove canzoni in acustico ai suoi musicisti, e loro che hanno già lo sguardo di chi sa cosa fare per renderle materiale da E Street Band. Già solo questo vale la visione, per i fan.
Per i non fan, mi tornano in mente le parole di Jeff Tweedy: "Bruce Springsteen ti salverà, anche se non vuoi essere salvato". Il film è una liturgia dedicata dedicata al rock e al suonare in un gruppo, dove le canzoni sono le preghiere: "The power of prayer", come recita una canzone. Un film spirituale, a suo modo, dedicato al potere della musica.

Il film è stato pubblicato ieri pomeriggio, un giorno in anticipo sulla data di lancio, originariamente prevista per oggi 23 ottobre. È la punta dell’iceberg di una serie di contenuti che Springsteen sta creando per lanciare l’album, organizzati da Sony tramite una partnership con Apple (ogni piattaforma ha periodi di prova gratuiti, quindi non è necessario pagare nulla). Se siete fan è una bella cosa, vederlo raccontare così in dettaglio la genesi dell’album: la “Letter to you radio” è imperdibile - stupenda la chiacchierata sul successo con Eddie Vedder e Dave Grohl. C'è anche una bella intervista di Zane Lowe che - a parte l’inevitabile product placement (computer, cuffie etc) - è forse la più interessante che ho visto in questo periodo;  quando Bruce tira fuori la chitarra su cui ha composto “Nebraska” vengono i brividi. 

Dall'archivio di Rockol - Bruce Springsteen racconta Asbury Park
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.