Marilyn Manson attende di essere incolpato della pandemia da Coronavirus

Il rocker statunitense in una intervista parla degli effetti del Coronavirus e di quelli del lockdown.
Marilyn Manson attende di essere incolpato della pandemia da Coronavirus

Poco più di un mese fa, Brian Hugh Warner, in arte Marilyn Manson, ha pubblicato il suo undicesimo album "We Are Chaos" (leggi qui la nostra recensione). E di caos ha parlato anche in una intervista con Classic Rock, del caos creato dal propagarsi della pandemia dovuta al Coronavirus che ha modificato la sua vita, come la nostra.

Il 51enne rocker statunitense ha espresso tutta la sua fatica nel rimanere per lungo tempo in casa isolato con la sola compagnia dei suoi gatti: "Non aver potuto esibirmi dal vivo... non è la lamentela di una rock star lunatica e arrogante che dice che guaio non posso fare il mio lavoro. Ma negli ultimi venti anni, tutto quello che ho fatto è salire sul palco e cantare. Non posso farlo. Quindi è mentalmente devastante. Quando sei in quarantena, la tua vita diventa un macrocosmo o un microcosmo. Sei confuso. Non sai quale sia la realtà, a parte ciò che ti circonda. E questo può farti impazzire."

Manson dice inoltre di essere in attesa, da un momento all'altro, di essere incolpato per la crisi sanitaria globale, un ruolo, quello del capro espiatorio, al quale, in qualche modo, è abituato poiché in passato il suo nome è stato tirato in ballo negli Stati Uniti per vicende quali le tragiche sparatorie nelle scuole superiori o altri problemi a sfondo sociale. Questo il suo pensiero: “È difficile dire se [la destra cristiana] in questo momento mi sta dando del filo da torcere, perché non credo che le chiese siano aperte. Le chiese non sono aperte. Le scuole non sono aperte. Quindi ciò esclude molti punti problematici. Molti piantagrane sono senza lavoro. Probabilmente in qualche modo verrò incolpato di aver fatto crollare il mondo, ne sono sicuro. Ma non sto cercando quel merito".

Il rocker accetta il fatto che la pandemia sia un problema molto serio, ma ammette di aver sempre pensato che un'apocalisse umana sarebbe stata più interessante. Ha detto al riguardo: “Le persone che si ammalano e muoiono in modo incontrollabile, non è in alcun modo qualcosa che credo dovrebbe essere preso alla leggera. Stiamo combattendo una piaga che non è del nostro tempo. Non abbiamo mai sperimentato qualcosa di così orribile. Comprendo quello che dici, nel senso dell'Anticristo. Ma il mio sogno di un'apocalisse sarebbe molto più interessante e colorato."

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