Vita e morte di Peter Tosh

Il musicista giamaicano aveva solo 42 anni quando un fallito tentativo di rapina...
Vita e morte di Peter Tosh

Si chiamava Winston Hubert McIntosh, ma sui dischi compariva il suo pseudonimo, Peter Tosh. Era nato a Grange Hill, poco lontano dalla più nota Negril, località balneare giamaicana da qualche tempo entrata nelle rotte del turismo di massa. Grange Hill è il luogo di nascita, ma crebbe nel quartiere di Trenchtown, a Kingston, la capitale della Giamaica, dove incontrò un altro ragazzo che, come lui, darà lustro alle sonorità della sua isola. Era il 19 ottobre 1944 quando venne al mondo, rimase tra i vivi fino all'11 settembre 1987, non moltissimo. Anche in questo accomunato dal medesimo sfortunato destino di Marley.

L'11 settembre del 1987 Tosh era a casa sua in compagnia della moglie e di tre amici musicisti. Erano in attesa di accogliere altri amici, quando tale Dennis Lobban detto Leppo suonò alla porta. Era un volto conosciuto, un amico di Peter che non se la passava particolarmente bene, in sua compagnia altre due persone. I tre, una volta entrati in casa, spianarono le armi e intimarono ai presenti di consegnare loro ciò che avevano e a Tosh di consegnare denaro in valuta statunitense. Lui dice di non avere dollari con sé, i malviventi, spazientiti, aprono il fuoco. Le cronache riportano che furono esplosi venticinque/trenta colpi, lui e un amico troveranno la morte. Leppo verrà poi condannato all'ergastolo.

Destino vuole che solo qualche giorno prima di questa tragedia Peter Tosh avesse pubblicato il settimo album della sua carriera solista, "No Nuclear War". Le canzoni ivi incluse erano, come suo solito, delle aperte critiche alle molte ingiustizie che affliggono la nostra società. Forse, grazie alla commozione suscitata dalla morte, il disco si aggiudicherà il Grammy quale migliore album reggae dell'anno.

Il percorso solista di Tosh aveva preso il via oltre dieci anni prima, era il 1976 infatti, quando pubblicò l'album "Legalize It", inno a favore della legalizzazione della marijuana. Peter allora aveva superato la trentina ed era reduce da un'importante esperienza conclusasi nel 1974 quando abbandonò i Wailers insieme a Bunny Wailer (o Livingston, che dir si voglia), dopo una decina di anni di militanza, per divergenze di vario tipo con Bob Marley.

Nel 1977 esce "Equal Rights", album i cui testi si scagliano contro le storture del governo giamaicano chiedendo giustizia. L'anno successivo esce "Bush Doctor", disco pubblicato per la Rolling Stones Records, che presenta in tracklist il duetto con il frontman dei Rolling Stones Mick Jagger sulle note di "(You Gotta Walk) Don't Look Back" dei Temptations e in due brani - "Bush Doctor" e "Stand Firm" – è presente anche la chitarra dell'altro Stones Keith Richards.

Nel 1979 Peter Tosh pubblica l'album "Mystic Man" che contiene uno dei brani più noti della sua produzione, "Buk-in-hamm Palace". Il primo disco pubblicato negli anni Ottanta è "Wanted Dread & Alive" del 1981 poi, nel 1983, il penultimo capitolo della sua storia con "Mama Africa" che include in scaletta una versione reggae di "Johnny B. Goode" di Chuck Berry.

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