Calibro 35: “Dalle limitazioni può nascere una grande creatività”

Intervista a Tommaso Colliva che racconta la partecipazione della super band al programma Indie Jungle. In anteprima per Rockol il video dell’esecuzione di “Notte in Bovisa”.
Calibro 35: “Dalle limitazioni può nascere una grande creatività”
Credits: Fabrizio Iozzo, Fabiana Calvo e Ginevra Baldassarri

“Trovo un senso in tutto quello che mette la musica al centro, in questo momento in modo particolare. Una cosa è certa: i Calibro 35 funzionano dal vivo, suonare è nel nostro dna”, racconta Tommaso Colliva, produttore e membro aggiunto dei Calibro 35, formati da Massimo Martellotta, Enrico Gabrielli, Luca Cavina e Fabio Rondanini. Il gruppo sta per partecipare a un nuovo viaggio diviso in dodici tappe e altrettanti concerti: insieme a Frah Quintale, Fulminacci, Coma Cose, La Rappresentante di Lista, Gazzelle, Ghemon, Eugenio in via di Gioia, Colapesce e Dimartino, Selton, Lucio Corsi e Lucio Leoni, saranno protagonisti a "Indie Jungle", il nuovo programma di approfondimento musicale che propone puntate monografiche per altrettanti concerti. In onda su Sky Arte da sabato 17 ottobre alle ore 20.30, sarà disponibile anche on demand e in streaming su Now Tv. Serate alla scoperta delle sonorità e delle storie degli artisti coinvolti, attraverso un racconto che rende questi live anche dei veri e propri mini documentari. La produzione è curata da Erma Pictures. In anteprima per Rockol, i Calibro 35, in video, dagli studi della trasmissione, suonano “Notte in Bovisa”.

“Il nostro è un musicismo condiviso che ha la sua massima espressione nel live – dice Colliva - Indie Jungle è interessante per la connotazione che ha, a partire dal titolo. L’obiettivo è dare respiro a un certo mondo musicale. E credo che tutto, in questo momento, possa aiutare. Noi siamo andati giù a Roma a registrare e abbiamo suonato per davvero, anche perché non potremmo fare altrimenti. La nostra identità si manifesta così”. In alcuni eventi in streaming ci sono state polemiche legate alla partecipazione di artisti a cui è stato chiesto di esibirsi in playback. “Prendiamo “Heroes”: noi lì non siamo stati invitati come Calibro 35, ma alcuni di noi c’erano: Fabio Rondanini era presente con gli Afterhours – ricorda Colliva – il gruppo è arrivato come una mosca bianca, si è esibito dal vivo. E quella era la cosa giusta da fare, non poteva essere altrimenti. Ma non è una guerra fra live e playback, non è quello il punto. Io credo che dalle limitazioni possa nascere una grande creatività. Il nostro momento di riflessione come Calibro, iniziato con l’ultimo disco “Momentum”, non è terminato. Sta continuando. Da inguaribile ottimista quale sono, credo che da queste crepe storiche possa uscire qualcuno capace di far nascere qualche cosa di nuovo e di inaspettato”.

Un’altra questione è il lavoro legato alla musica. “Da questo punto di vista la situazione è drammatica – dice Colliva – tutto il settore è in ginocchio, grandi figure professionali non riescono a vedere una luce. Credo che il comparto della musica, come avviene nel nord Europa, debba essere supportato dallo Stato, bisogna combattere perché questo avvenga. Le battaglie con iniziative come “La musica che gira” hanno portato dei frutti, è un segnale, ma non bisogna fermarsi”. A quale punto sono i Calibro 35? “In un punto eccitante – conclude Colliva – siamo un progetto musicale che è cresciuto e che ha fatto dello studio un punto cruciale del proprio percorso. Recentemente abbiamo realizzato due concerti tributo a Ennio Morricone, un mondo diverso da quello che abbiamo affrontato negli ultimi anni, ma che è stato un onore ripercorrere. Questo perché siamo pieni di sfaccettature e di strati, tutti con un approfondimento alle spalle. Ci piace ripassare vecchie lezioni e impararne di nuove”.

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