Francesco Bianconi al debutto solista: ‘A me piace anche la versione solista di Tommaso Paradiso’

Il leader dei Baustelle racconta a Rockol il suo primo album da solista, “Forever”, e offre una riflessione su quegli artisti che, come lui, oltre a essere frontman di band, hanno deciso di intraprendere una propria strada.
Francesco Bianconi al debutto solista: ‘A me piace anche la versione solista di Tommaso Paradiso’
Credits: Laura Villa Baroncelli

“Forever” è il titolo dell’album che, in uscita il prossimo 16 ottobre, segna l’esordio solista del leader dei Baustelle. L’idea di realizzare il suo primo disco, anticipato dai singoli “Il bene”, “L’abisso” e “Certi uomini”, è nata in Francesco Bianconi quando il gruppo di “Amen” ha deciso di prendersi una pausa, dopo la pubblicazione dei due lavori discografici del progetto “L’amore e la violenza” – pubblicati rispettivamente nel 2017 e nel 2018 – a cui ha fatto seguito un tour.

“Per quello che mi riguarda, in parallelo a questa decisione, c’è stata una mia spinta a scrivere canzoni che sono venute naturalmente diverse da quelle che sono solito scrivere con i Baustelle”, ha spiegato il cantautore toscano a Rockol, raccontando la genesi di “Forever”, lavoro prodotto da Amedeo Pace. Ha aggiunto:

“Mi ci sono trovato bene nel Francesco da solo. Ho incominciato a scrivere timidamente e poi è come uscita fuori una bella spinta. Tutte le canzoni sono nate in un periodo molto limitato”.

Un disco di "canzoni dirette, viscerali, che hanno tutte un po’ la caratteristica di piccole autoanalisi"
Le dieci canzoni del primo album solista di Francesco Bianconi sono accomunate dall’essere segno di “una persona che era cambiata". A margine dell’incontro con Rockol, tenutosi in occasione delle riprese del video che accompagna l’ultima anticipazione estratta da “Forever”, il brano “Certi uomini”, l'artista ha narrato: "Volevo che le canzoni seguissero fino in fondo la strada di una maggiore sincerità. Una maniera di dire le cose un po’ più dirette, senza sovrastrutture e senza orpelli”. Ha poi detto: “Quasi subito, infatti, è nata l’idea che queste canzoni dovessero essere molto spoglie anche dal punto di vista dell’arrangiamento. Che dovessero essere voce, pianoforte, archi e non dovessero avere ritmica rock tradizionale, quindi niente batteria, chitarre. Era quello che mi sentivo come essere umano e musicista”.

“Forever”, descritto da Bianconi non come un concept album, è un disco fatto di canzoni “dirette, viscerali, che hanno tutte un po’ la caratteristica di piccole autoanalisi”. Oltre a presentare la traccia “Zuma beach” come il pezzo a cui è più affezionato perché “racconta di una giornata felice”, il leader dei Baustelle ha spiegato che il suo più recente singolo - il cui video conta della partecipazione di Angelo Trabace al pianoforte, di Mirco Mariani alla chitarra e della violinista Yoko Morimyo -  racchiude in sé “un attacco, in generale, ai cantanti”. Spiegando un passaggio di “Certi uomini” in cui Bianconi canta “I cantanti ucciderebbero per apparire / in un programma in televisione / Dove i discografici morti della Warner, della Universal e della Sony / Poi gli pubblicano la canzone”, l’artista ha fatto sapere: “E’ un modo di attaccare la pratica abituale di fare musica in televisione con i talent show. Però è più un attacco, in generale, ai cantati - e nei cantanti mi ci metto pure io”. Ha aggiunto: “E’ Un attacco all’egoismo, all’egocentrismo, all’essere legati a un mondo di apparenza”.

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Un album che non appartiene a nessun luogo in particolare: le collaborazioni
L’album che segna l’esordio come solista di Bianconi è, inoltre, caratterizzato da diverse collaborazioni. Oltre alla presenza in ogni pezzo del quartetto d’archi Balanescu Quartet e in alcune canzoni dei pianisti Michele Fedrigotti e Thomas Bartlett, “Forever” conta della partecipazione delle voci di Rufus Wainwright, Eleanor Friedberger, Kazu Makino e Hindi Zahra. “Le collaborazioni sono nate dal fatto che volevo che questo disco fosse italiano ma anche in qualche modo libero dal tempo e dallo spazio”, ha detto Francesco Bianconi. Spiegando il suo intento di voler presentare un album che fosse “più universale e slegato agli accidenti del tempo”, il leader dei Baustelle ha narrato: “Mi piace che questa universalità fosse declinata anche dal punto di vista geografico, in modo che questo disco non appartenesse a nessun luogo in particolare”. Seguendo questa idea, Bianconi ha così deciso di “cercare altre lingue, altre voci e altri suoni”. Il cantautore e scrittore toscano ha poi fatto sapere: “Per la prima volta ho scritto la musica pensando a chi avrei potuto ‘spedire’ una determinata canzone”. Ha aggiunto “Ho pensato alla voce di Rufus Wainwright che può cantare in inglese o francese, essendo franco-canadese, o a Hindi Zahra, perché volevo che ci fosse anche una voce araba dentro questo disco. Per cui ho commissionato delle musiche a delle voci altre perché volevo che lavorassero alla scrittura del testo nella loro lingua e poi cantassero con me”.

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Da frontman di una band ad artista solista
Con “Forever” Francesco Bianconi presenta un album realizzato senza i suoi compagni dei Baustelle. Ragionando sul percorso artistico di un frontman che decide di dedicarsi alla realizzazione di un progetto solista, senza il suo gruppo, l’artista ha detto: “Non c’è una regola. Anche se adesso sono qua a propagandare il me solo, voglio dire che a me piacciono le band. Anzi, viviamo in un momento di carenza di band, o di carenza di solisti che hanno lo spirito figo dell'essere una band nella testa. Io sono molto convinto che bisognerebbe sempre avere una band in testa, anche se si fa un disco di pianoforte e voce”. Non considerando come un “tradimento” il desiderio di un cantante di intraprendere una strada senza il proprio gruppo e riflettendo su alcuni artisti di formazioni italiane che hanno deciso di dedicarsi a carriera da solista, come - per esempio - il già leader dei Thegiornalisti Tommaso Paradiso e Manuel Agnelli degli Afterhours, Francesco Bianconi ha detto: “Non c’è mai lo scandalo dell’aver tradito qualcosa che era più bello prima. Dipende, a volte succede. A volte uno lo fa perché non ha più niente da dire o perché tenta il successo da solo”. Ha aggiunto: “A volte, invece, si fanno delle scelte motivate perché da soli si vogliono dire delle cose che sono più adatte a una poetica più personale. È una questione, ovviamente, di quello che uno fa. A me piace anche la versione solista di Tommaso Paradiso”. A proposito di Agnelli, attualmente impegnato come giudice a X Factor, Bianconi ha raccontato di aver assistito a uno spettacolo del tour “An Evening With Manuel Agnelli”, portato in scena dal frontman della band di “Non è per sempre” insieme a Rodrigo D'Erasmo. Il cantautore toscano ha detto: “Secondo me Manuel dovrebbe fare un disco solista, e anzi secondo me lo farà”.

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Francesco Bianconi (Baustelle) al debutto solista: l'album "Forever"
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