Anthony Kiedis, Flea e "Blood Sugar Sex Magik"

Nel 1991 il disco di una band californiana conquistò l'onore delle cronache...
Anthony Kiedis, Flea e "Blood Sugar Sex Magik"

Nel 1983 Anthony Kiedis (voce), Flea (basso) e Hillel Slovak (chitarra) formarono i Red Hot Chili Peppers con l'aggiunta di Jack Irons alla batteria. In realtà in principio non si facevano chiamare Red Hot Chili Peppers, ma il nome con cui oggi sono delle star riconosciute in ogni angolo del globo non avrebbe tardato a fare il suo debutto. Uno dei primi brani composti dalla band californiana fu "Out in LA" che si appoggia su un potente giro di basso di Flea e sulla voce di Kiedis (senza dimenticare la chitarra di Hillel). Gli ingredienti che li avrebbero portati in cima al mondo c'erano già tutti: funk, rap, metal, rock. Ma non fu immediato successo, il frutto non era ancora maturo. Nell'arte, quando si precorrono i tempi, si incuriosiscono i pochi e si spiazzano i molti. Però la strada era segnata e sarebbe stata una strada vincente. Nel 1984 la band californiana pubblica il primo album, "The Red Hot Chili Peppers".

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L'anno successivo viene pubblicato un secondo album, "Freaky Styley", che sarà prodotto dal Padrino del Funk George Clinton. E' un ulteriore passo in avanti, ma, come per il precedente album non ha grande riscontro quanto a numero di copie vendute. Nel disco trova spazio "Jungle Man", canzone che Kiedis scrive e dedica all'inseparabile compare Flea (a proposito, oggi è il suo 58esimo compleanno), il cui vero nome è Michael Peter Balzary. Nel 1987 i brani di "The Uplift Mofo Party Plan" hanno dei testi palesemente volgari che creano qualche problema al gruppo. Sarà l'ultimo album con Slovak – morirà di overdose l'anno successivo – e Irons che lascia la band. I due verranno sostituiti da Chad Smith alla batteria e da John Frusciante alla chitarra. Nel 1989 esce "Mother's Milk", il disco entra nella classifica di vendita statunitense, trainato dalla cover di "Higher Ground" di Stevie Wonder. Alle porte ci sono gli anni Novanta e "Blood Sugar Sex Magik".

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Il doppio album "Blood Sugar Sex Magik" venne pubblicato il 24 settembre del 1991 e fece il botto. La sua realizzazione però non fu tutta rose e fiori. Era scaduto il contratto con la EMI e la band era alla ricerca di una nuova casa discografica. Firmarono per la Warner e vollero come produttore per il loro disco Rick Rubin. Rubin aveva 28 anni, ma era già leggenda, avendo alle spalle collaborazioni virtuose con Run DMC, Beastie Boys, Slayer. Il produttore newyorkese li portò a sviluppare le idee per il nuovo album in una villa sulle colline di Hollywood, completamente vuota e molto appartata, che una volta era stata proprietà del leggendario illusionista ed escapologo Harry Houdini. I quattro membri della band si trasferirono lì, ogni componente del gruppo aveva la propria stanza, potevano lavorare giorno e notte. Vi rimasero poco più di un mese.

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Nonostante la guida e la supervisione di Rubin qualche attrito sorse all'interno della band. Kiedis, in quel periodo, era totalmente ripulito da pericolose dipendenze, lo stesso discorso non valeva per Flea e Frusciante. Dalla frustrazione provata da Kiedis nei confronti dei compagni nacque una delle canzoni più rappresentative della band, "Under the Bridge". Il cantante trovò l'ispirazione un giorno mentre stava tornando a casa in automobile, dopo una seduta di prova, pensando ai suoi tre anni di sobrietà: "Avevo una ragazza che era un bellissimo angelo, disposta a darmi tutto il suo amore, e invece di abbracciarlo, ero in giro con dei maledetti gangster a farmi di speedball sotto i ponti". Ripensando a quel periodo e sentendosi estraneo ai suoi compagni di band, scrisse "Under the Bridge".

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Ma non solo di droga si canta in "Blood Sugar Sex Magik". Un altro argomento che stava molto a cuore a Kiedis, ma anche al resto del gruppo, è il sesso. Discutendo di questo tema con il magazine Rolling Stone la voce dei Red Hot Chili Peppers considerò: "Sembra un materiale perfetto per l'arte, come la morte ed ogni altro aspetto fondamentale dell'esistenza. Ciò che mi uccide è che ci sono tantissime persone che ascoltano "Under the Bridge" in America che non hanno idea di come siano i Chili Peppers. Prendi ad esempio un gruppo di casalinghe del Kansas che accendono la radio e dicono, 'Oh, mi piace quella canzone dolce e sentimentale. Tesoro, potresti uscire e portarmi questo disco.' Prendono il disco e ci sono "Sir Psycho Sexy" e "Power of Equality". Il loro piccolo mondo si capovolge".

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Nel disco Flea ha abbandonato un poco il suo stile di basso slap, all'arma bianca, optando per un suono più nei canoni della tradizione. Alla rivista Bass Player il musicista di natali australiani ha rivelato: "Stavo semplicemente cercando di suonare su "Blood Sugar Sex Magik" perché suonavo troppo prima, quindi ho pensato, 'Devo rilassarmi e suonare la metà delle note. Quando suoni di meno, è più bello: c'è più spazio per tutto'".

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Il disco uscì sui banconi dei negozi anticipato dalla pubblicazione del singolo "Give It Away". Il brano in origine avrebbe dovuto far parte del repertorio di un progetto parallelo di Frusciante e Flea chiamato H.A.T.E., che mai si concretizzò. I due portarono il riff in sala di incisione e Kiedis iniziò a cantarci sopra la frase "Give it Away". Racconta Kiedis al proposito: "Rimasi molto colpito dalla parte di basso di Flea, mi sono alzato, mi sono avvicinato al microfono, con il mio nuovo taccuino. Ho sempre avuto in mente frammenti di canzoni e idee o anche solo frasi isolate". In questo caso, l'idea del 'give it away' giunse dalla ex fidanzata Nina Hagen che gli aveva trasmesso l'idea dell'essere altruisti. "Give It Away" prese il volo nelle radio ed andò in orbita quando MTV inserì in programmazione il video. La canzone si aggiudicò il Grammy per la migliore performance vocale hard rock dell'anno.

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Dopo il successo di "Give It Away" i Chili Peppers erano alla ricerca di un secondo singolo, ma non sapevano quale canzone scegliere. Accadde che la casa discografica pensò di seguire alcuni concerti per comprendere cosa piacesse al pubblico. Durante uno di questi live Kiedis mancò l'entrata di "Under the Bridge", immediatamente il pubblico iniziò a cantare la canzone. Quello fu il secondo singolo. Il successo riportato dal brano in parte sorprese il batterista Chad Smith che dichiarò: "Non ha un vero gancio. E, senza nulla togliere ad Anthony, lui non è il più grande cantante del mondo. È molto bello e pieno di sentimento. Non è come quel ragazzo che vince tutti i premi - Michael Bolton - ma forse è per questo che è così fantastico."

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"Blood Sugar Sex Magik" portò alla band californiana un successo che è giunto sino ai giorni nostri, a quasi trenta anni di distanza. Ma ci fu anche un effetto collaterale che sicuramente non era stato preventivato. Il chitarrista John Frusciante cadde in una profonda depressione - alimentata dalla sua dipendenza dalla droga e dal sempre crescente successo del gruppo - e si mostrò sempre meno entusiasta di salire sul palco o di presentarsi davanti alle telecamere. Kiedis ha ricordato così ciò che accadde al compagno di formazione: "Iniziò a perdere tutti gli aspetti frenetici, spensierati e divertenti della sua personalità. Anche sul palco, c'era un'energia più seria in lui". E' degna di menzione una ospitata alquanto bizzarra al Saturday Night Live, ma le cose raggiunsero il loro apice quando John si rifiutò di salire sul palco durante un live in Giappone. In questo modo Kiedis ricorda cosa avvenne: "Capii dal suo sguardo che era serio. Disse, 'Non posso più rimanere nella band. Ho raggiunto uno stato in cui non posso rendere giustizia a ciò che abbiamo creato, a causa dello stress e della fatica. Non posso più dare ciò che serve per rimanere in questa band.'" Frusciante uscì dal gruppo, ma poi, come sappiamo, vi fece ritorno. Due volte.

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