Arisa: “Ho vissuto nella nebbia per anni”

La cantante si racconta in un’intervista, tra il bullismo subito e la liberazione di essere finalmente stessa
Arisa: “Ho vissuto nella nebbia per anni”
Credits: Pasquale Ettorre

“Sì, finalmente. Mi sento me stessa”: in una lunga intervista al Corriere della Sera, Arisa racconta la sua storia, senza sconti - soprattutto il retroscena di una foto su Instagram che quest’estate si è fatta notare: “Ero al mare e continuavo solo a guardarmi la pancia, le cosce... mi demoralizzavo. Poi mi sono detta: basta preoccuparmi, faccio una foto e la metto su Instagram. Ma con tutto quello che siamo in grado di fare noi donne, possiamo sempre perderci dietro queste preoccupazioni? Le mie giornate possono rabbuiarsi perché non ho il fisico di una velina”, racconta  la cantante di origini potentine a Chiara Maffioletti.

Quella foto, spiega Arisa, è uno dei punti di arrivo di un lungo percorso: è una delle più belle voci italiane, ma con una storia tormentata. Sia discograficamente - ha recentemente pubblicato "Ricominciare ancora” debuttando per la sua etichetta, la Pipshow, dopo una vita in Warner e una breve parentesi con la Sugar, compreso uno sfortunato Festival di Sanremo nel 2019 rovinato dalla febbre alta - “Una nuova Rosalba in città” è tutt’ora l’ultimo album.  E sia personalmente: nell’intervista racconta di essere stata vittima di bullismo fin da bambina

le medie non ero certo tra le ragazzine più carine. I compagni mi prendevano in giro per il naso o perché non avevo tanti vestiti. Per gli altri erano battute ma io le prendevo sul serio, mi pesavano (.)… Abitavo in campagna, mio padre ha sempre avuto gli animali e capitava che portasse a pascolare le pecore vicino alla strada dove passava l’autobus con i miei “amici”. Che hanno iniziato a chiamarmi pecora, a dirmi che puzzavo…

e ancora

Non ho mai voluto essere la reginetta della classe, ma almeno sentirmi integrata. Questa cosa non mi è riuscita: una volta hanno imbrattato il bagno dell’istituto con insulti alla maestra, firmandoli con il mio nome. Mi hanno sospesa per tre giorni: tutti sapevano che non ero stata io

Arisa racconta di essere andata avanti grazie al supporto della vaila

Mio padre però è fondamentale per me: mi ha sempre incoraggiata, sostenuta. Quando sono andata via di casa piangeva. (…)
 Mia mamma e le zie fanno di tutto con dei malanni pazzeschi. Io più che rattristarmi ho cercato di farmi forza con le mie passioni, mi rifugiavo in quello che mi faceva stare bene».

Racconta anche dell’esordio al Festival, tra i Giovani, dopo Area Sanremo: caschetto e occhiali spesso

Un look studiato da me e per questo mi faceva sentire bene. Dopo però ho vissuto nella nebbia per anni. Solo ora sono riuscita a fare uno switch e superare quel senso di inadeguatezza che non mi faceva essere mai felice. (…)
Ho interrotto delle situazioni che mi facevano male. Ero alla ricerca di un modello di perfezione che mi stava mettendo in difficoltà. La società tende a farci sentire in difetto ponendo l’accento sull’estetica. Dietro c’è il desiderio di sentirci accettati

La chiusura dell’intervista è sul nuovo singolo: “Racconta come tutto sarebbe diverso realizzando che siamo qui per un certo tempo: dovremmo concentrare le nostre energie sulle cose utili".

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