L'ultimo valzer dei Duran Duran

Di quando la band inglese si sciolse, dopo un grande successo.
L'ultimo valzer dei Duran Duran

A metà degli anni Ottanta i Duran Duran erano in profonda crisi, divisi in due pezzi, la band inglese era praticamente sciolta. I cinque provarono comunque a tornare insieme, si dettero un'ulteriore chance, ma non ci fu nulla da fare, il dado era tratto. Quel tentativo di riunione, tra l'altro, non andò per nulla male al botteghino tanto che generò una canzone che raggiunse il primo posto delle classifiche di vendita in molti paesi. Questo il quadro: il cantante Simon Le Bon, il tastierista Nick Rhodes e il batterista Roger Taylor nel 1985 fondarono gli Arcadia, dopo che l'anno precedente, il bassista John Taylor e il chitarrista Andy Taylor formarono i Power Station che avevano alla voce Robert Palmer e alla batteria Tony Thompson degli Chic.

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A contribuire a riavvicinare le parti che avevano preso direzioni opposte pensò, niente meno, che l'agente segreto più famoso del mondo: James Bond. O meglio, accadde che John Taylor, ubriaco, a una festa, si fosse imbattuto nello storico produttore della saga cinematografica Albert 'Cubby' Broccoli. A presentare i due la fidanzata di Taylor, Janine Andrews, che aveva avuto una parte secondaria nell'allora ultimo capitolo di 007 'Octopussy' del 1983. Stando a quanto riportato in 'Notorious: The Unauthorized Biography', John Taylor avrebbe biascicato al produttore un qualcosa di molto simile a: "Quando hai intenzione di convincere qualcuno di decente a fare una delle tue sigle?". Quella che, a tutti gli effetti, era una provocazione, se non proprio un piccolo insulto però incuriosì a tal punto Broccoli che organizzò un incontro con il compositore e curatore delle colonne sonore dei film su James Bond, John Barry, e il produttore Jonathan Elias nell'appartamento di Taylor a Londra.

Pare che Barry e Taylor se la intesero immediatamente, ma poi tutti cominciarono a bere, quindi la discussione non andò molto per le lunghe. In seguito Barry disse, non celando un certo stupore: "Sulle cose che ho fatto ne sa più lui di me. Prendeva una scena di un vecchio film - e intendo vecchio - e me ne parlava come se io la ricordassi come fosse accaduta ieri!".

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I Duran Duran non pubblicavano nuova musica da oltre un anno, perciò le prove per il tema del film di James Bond iniziarono quasi immediatamente. Nel 2015 parlando con la testata britannica NME Simon Le Bon, su quella esperienza, disse: "Penso sempre che [un tema di Bond] abbia bisogno di qualcosa di eccitante, qualcosa di sorprendente, qualcosa che un poco ti sconvolga. Che si tratti di un cambio di accordo, un cambiamento ritmico o anche una svolta lirica, una sorpresa è sempre una buona cosa."

John Barry lascio ai cinque Duran campo libero senza dare suggerimenti di sorta. Riporta ancora Le Bon: "Non ha davvero pianificato nessuna delle idee musicali di base. Ha sentito quello che avevamo in mente e l'ha messo in ordine. Ed è per questo che filò rapidamente, perché lui è stato capace di separare le idee buone da quelle cattive e le ha arrangiate. Ha un ottimo modo di lavorare sugli arrangiamenti. Praticamente lavorava con noi come se fosse il sesto membro del gruppo, senza pesarci sulle spalle".

Il brano venne intitolato "A View to a Kill", dopo che fu scelto il titolo del film, la canzone rappresentò un passo in avanti coraggioso verso la modernità per una serie che per anni aveva fatto affidamento principalmente su ballate un poco paludate che si rifacevano alla tradizione. John Taylor ricordando quel lavoro alla platea di Good Morning America spiegò: "L'approccio che volevamo adottare nel modo in cui abbiamo composto la musica era quello di mantenere il nostro stile. Non abbiamo pensato a ciò che era successo prima di noi. Volevamo dargli qualcosa di molto contemporaneo e di molto Duran Duran. Non abbiamo davvero pensato a ciò che dovevamo seguire. Se avessimo pensato ai temi precedenti, non saremmo mai stati in grado di farlo". Ricordando l'approccio dei Duran Duran al tema del flm, nel 2015, Simon Le Bon parlò in questo modo all'Irish Examiner: "Non abbiamo provato a scriverne uno che suonasse come Eartha Kitt o Tom Jones. Noi volevamo creare un tema di Bond dei Duran Duran ed assicurarci che suonasse in quel modo".

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Non si può proprio dire che la canzone non venne apprezzata dai fan della band inglese, che spedirono "A View to a Kill" alla posizione numero uno della classifica negli Stati Uniti il 13 luglio 1985. Lo stesso giorno in cui i Duran Duran salirono sul palco americano del Live Aid allo stadio di Philadelphia. "Sul palco, abbiamo suonato duri come sempre", scrisse John Taylor in 'In the Pleasure Groove: Love, Death and Duran Duran'. "Ma quando calò il sipario sulla nostra performance... nessuno di noi aveva la minima idea che stesse per calare il sipario sulla prima parte delle nostre carriere e delle nostre vite."

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La clip del brano venne girata a Parigi e lì si capì che i Duran Duran non avrebbero avuto grande futuro davanti a loro, che "A View to a Kill" sarebbe stato per l'ultimo valzer di una band che era al vertice della notorietà. John Taylor sul making del video ricordò: "Tutti i membri della band erano su pianeti diversi, in universi diversi. Tutte le riprese del video sono state delle riprese individuali. Simon fai questo qui, Nick fallo lì". Andy Taylor, nella sua autobiografia, 'Wild Boy: My Life in Duran Duran', ha ammesso, "fu allora che decisi che avrei fatto il video di Bond e poi me ne sarei andato."

Quando presentarono la canzone al Live Aid, era palese che mancasse qualcosa, che non fossero i soliti Duran Duran. "C'era nervosismo in entrambi i campi; le nostre relazioni non erano migliorate da Parigi", scrisse John in 'In the Pleasure Groove'. "Semmai, le cose erano peggiorate." Al Guardian nel 2003 dichiarò ancora: "Quando arrivarono Simon, Nick e Roger, eravamo in squadre diverse. Io e Andy ci eravamo fatti crescere i capelli ed eravamo impegnati con il progetto rock in America. Loro stavano facendo una cosa esoterica europea. Stava tutto nel taglio dei capelli."

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"A View to a Kill" è stata l'ultima canzone registrata dai cinque membri della formazione originale dei Duran Duran, almeno fino a quando non tornarono insieme nel 2001. Andy Taylor, che ha lasciato il gruppo una seconda volta nel 2006, ed è attualmente l'unico della line up originale che non ne fa più parte, è rimasto scioccato da come si concluse la loro storia al Live Aid: "Quando uscimmo dal palco a Philadelphia, non ci furono abbracci di congratulazione o sorrisi amichevoli. Era come se fossimo completamente estranei l'uno con l'altro, sarebbe stata l'ultima volta che suonammo insieme per quasi due decenni".

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