Quattro palchi per il 'Liga': 'Ho molto da festeggiare, e l'astinenza è durata troppo'

Quattro palchi per il 'Liga': 'Ho molto da festeggiare, e l'astinenza è durata troppo'
Quando si dice farsi in quattro: Luciano Ligabue l’ha presa alla lettera, e il 10 settembre al Campovolo di Reggio Emilia (praticamente dietro casa) salterà come un grillo da un “Main stage” a un “Vintage stage”, da un palco “Teatro” a un palco “Solo”, in una maratona celebrativa dei suoi 15 anni di carriera che non ha precedenti nella storia internazionale della musica pop & rock. Così assicura Claudio Trotta (Barley Arts), che per produrre e organizzare il megaevento ha resuscitato temporaneamente il sodalizio con Ferdinando Salzano (Friends & Partners), che proprio in occasione del tour 2002/2003 del “Liga” raggiunse il suo top prima di frantumarsi per (così spiegarono loro ai tempi) “insanabili divergenze di vedute”.
L’idea iniziale del concertone non è stata loro, però, e nemmeno dell’artista, ma si deve al suo manager Claudio Maioli (Riservarossa). “C’erano altre ricorrenze da festeggiare”, spiega quest’ultimo ai giornalisti. “Con quelle contenute nel prossimo album le canzoni pubblicate da Ligabue saliranno a 100, e mancava un concerto per portare a 100 anche il numero delle date dell’ultimo tour. A novembre ho parlato della mia idea con Luciano, sul momento non mi ha neanche risposto ma dopo due giorni ha detto di sì”. Da lì, coinvolgendo Trotta e Salzano, il progetto ha cominciato velocemente a prendere forma, sfociando nelll’idea originale dei quattro palchi (informazioni dettagliate sul sito www.campovolo.com). Sul “Main” il rocker di Correggio si esibirà con il suo attuale gruppo La Banda proponendo anche brani del nuovo disco (ancora senza titolo: un primo singolo, annuncia la Warner, uscirà a fine agosto/inizi di settembre, mentre l’album sarà nei negozi al massimo per il 16 settembre; dal concerto stesso, naturalmente, verrà ricavato successivamente un Dvd); sul “Vintage” ricostituirà il gruppo dei primi tre dischi, i Clandestino, riproponendo per una mezz’ora circa materiale d’epoca con tanto di suoni, arrangiamenti e luci fedelmente riprodotti (“Non ci siamo mai persi di vista e ogni tanto suoniamo ancora insieme”, spiega il Liga. “Sono felicissimi ed emozionatissimi perché suonano a casa e a vederli ci saranno le loro famiglie: a me ora tocca il compito di tenerli calmi); sul Palco “Teatro” ci sarà anche Mauro Pagani, a riproporre le atmosfere eleganti del tour teatrale “Giro d’Italia”, e su quello “Solo” il cantautore si esibirà per voce e chitarra (le due sezioni dovrebbero durare una ventina di minuti ciascuna). “In quello stesso spazio”, raccontano gli organizzatori, “chi andò al concerto degli U2 nel ’97 si lamentò di aver visto e sentito poco o nulla. Abbiamo voluto raccogliere la sfida e cercare di risolvere i problemi di acustica e visuale, premiando i fedelissimi che si godranno da vicino l’esibizione nel main stage (in apertura e chiusura del programma) ma anche quelli che abitualmente restano più indietro: ognuno avrà un palco a cui potersi avvicinare” (sempre che il pubblico rispetti la consegna di non spostarsi in massa da un luogo all’altro). “Così”, spiega Ligabue, “abbracceremo il pubblico, lo circonderemo anche di suoni perché la musica continuerò a diffondersi ininterrottamente dagli impianti di amplificazione di tutti i palchi. Un'autocelebrazione? Lo è, chi sale su un palco ha sempre un ego forte". “E’ un concetto totalmente nuovo”, ribadisce Trotta a proposito della struttura e della logistica dello show, “ed è curioso che la vedova di Frank Zappa, Gail, mi abbia confessato proprio qualche giorno fa che suo marito stava progettando qualcosa di simile prima di morire…Abbiamo messo in piedi una produzione internazionale, ma siamo orgogliosi di sottolineare che la creatività coinvolta in questo progetto è tutta italiana”.
L’“occupazione” dell’aeroporto reggiano inizierà già dal 20 agosto, e la produzione impiegherà oltre 1.500 addetti: numeri da kolossal, confortati da una prevendita che in un solo mese e mezzo ha polverizzato 100 mila biglietti: 30 euro + 15 % di prevendita il prezzo, relativamente calmierato proprio in funzione delle aspettative di affluenza, 150 mila-200 mila persone. “Stiamo correndo un rischio, inutile negarlo”, dice Salzano. “Abbiamo ribaltato le regole che vogliono il concerto come epilogo di un lavoro promozionale legato all’uscita di un disco”. Poi la parola passa definitivamente al protagonista: che si dichiara eccitato (“sono fermo da due anni e mezzo, un tempo inusitato per me: e sapete che io sono un tossico da concerti, l’esibizione dal vivo è uno scambio di energia straordinario, una delle poche occasioni in cui la gente si sente libera di urlare, di commuoversi, di lasciarsi andare totalmente alle emozioni”). Ma anche tranquillo, “anche se non potremo effettuare nessuna prova sul posto. Rimedieremo con un paio di warm up, Clandestino compresi, a Zurigo e Monaco di Baviera. Di solito, in un tour, si arriva a dare il massimo quando si è rodati, dopo sei o sette date. Qui dovremo farci trovare pronti al momento giusto”.
Inevitabili le domande su Vasco, nel momento in cui l’altro grande rocker d’Emilia celebra gli ennesimi bagni di folla. Ligabue ha voluto dare una risposta? “Ma no, io non vedo i cantanti come cavalli da corsa in competizione uno contro l’altro. Per questo non ho mai capito manifestazioni come Sanremo. Vasco l’ho incontrato poche volte, mi è simpatico e so bene cosa significhi per la musica italiana”. E il Live 8, perché il suo nome non compare nel programma? “La richiesta ufficiale ci è arrivata solo un paio di giorni fa. Io però sono impegnatissimo con le fasi finali del disco, forse non avrei neanche il tempo materiale di mettere insieme la band. La vedo molto, molto dura, anche se naturalmente appoggio incondizionatamente l’iniziativa. Vedremo in queste ore cosa si può fare, un no definitivo non lo abbiamo ancora dato”. Qualche parola in più, sull’album nuovo, emerge proprio in chiusura: “Non conterrà troppe canzoni, ho voluto fare un disco molto concentrato. Non aspettatevi cambiamenti enormi, difficile a 45 anni e se si vuole fare un prodotto onesto che rispecchi ciò che si è. Ma mai come questa volta ho lavorato sui suoni. Sì, questo disco mi ha fatto un po' tribolare”.
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