Parlano gli AC/DC: 'Concerti? Solo quando avranno trovato la cura'

Prime interviste dopo il ritorno sulle scene per Angus Young, Brian Johnson e soci. Si parla di concerti e naturalmente del nuovo disco.
Parlano gli AC/DC: 'Concerti? Solo quando avranno trovato la cura'

Hanno preferito lasciar parlare prima la musica. "Shot in the dark", il primo singolo estratto dal nuovo album "Power up", uscito lo scorso mercoledì, ha interrotto un silenzio discografico che durava da sei lunghissimi anni, tanti quanti ne sono passati da "Rock or bust". E ha segnato il ritorno in grande stile degli AC/DC, con Brian Johnson, Angus e Stevie Young, Phil Rudd e Cliff Williams finalmente di nuovo insieme dopo le varie vicissitudini che tra il 2016 e il 2017 hanno seriamente rischiato di portare allo scioglimento della formazione. Ora a parlare sono loro. Angus Young, Brian Johnson e soci hanno rilasciato le prime interviste dopo l'uscita di "Shot in the dark", parlando della genesi di "Power up" e di cosa si aspettano dal disco, affrontando inevitabilmente il tema concerti.

C'è chi, come i Metallica, ha tenuto una serie di concerti - tutti registrati - nei drive in. Chi, come gli Squeeze, ha dato la propria disponibilità ad esibirsi nei palasport di fronte a capienze ridotte (il 5 dicembre la band britannica sarà la prima a tornare a suonare alla O2 Arena di Londra dopo nove mesi di stop: ad assistere al concerto appena 4.700 spettatori, contro i 20mila che può normalmente ospitare l'arena). Chi si è buttato sui concerti in streaming. Gli AC/DC, stando a quanto lasciato intuire dai componenti della band nel corso di un'intervista concessa ai microfoni di Radio.com, preferiscono aspettare, sperando di poter tornare presto a suonare senza restrizioni e a pieno regime. Ha commentato infatti Angus Young a proposito dei concerti a capienza ridotta e con distanziamento fisico tra gli spettatori:

"Una volta che hai provato l'emozione di suonare di fronte a così tanta gente, penso che fatichi a provare lo stesso se sei costretto a trovare altre soluzioni per fare spazio tra le persone. La gente ai nostri concerti si è sempre esaltata al massimo ed è così che noi intendiamo i concerti. Speriamo che riescano presto a trovare una cura che possa riportarti alla normalità".

Intervistato da Absolute Radio, poi, Brian Johnson ha aggiunto a quanto affermato da Young:

"Non vedo l'ora di esibirmi di nuovo dal vivo. Abbiamo avuto un assaggio dalle nostre prove e ha stuzzicato già abbastanza il nostro appetito, eravamo felici e la sensazione di essere di nuovo insieme era fantastica. Ma ovviamente il pubblico svolge un ruolo importante, è la vera linfa dei concerti.

Parlando con Ultimate Classic Rock, invece, il chitarrista della leggendaria formazione australiana ha raccontato la nascita di "Power up" e rivendicato la co-paternità di tutti i brani contenuti nell'album, nati da idee abbozzate insieme al fratello Malcolm prima della morte di quest'ultimo, avvenuta nel 2017, tre anni dopo il suo ritiro dalle scene:

"Tutte le tracce dell'album, a partire da 'Shot in the dark', sono state scritte da me e Malcolm. Molte di queste erano idee che avevamo nel cassetto e che sapevamo potevano essere buone per gli AC/DC all'epoca. Ma non siamo mai riusciti a fissarle su nastro. Nel disco è Steve a suonarle. Ma le canzoni, tutte le canzoni presenti nel disco, sono frutto di idee che avevamo abbozzato io e Malcolm".

Sulla scelta di "Shot in the dark" come primo singolo, Brian Johnson ha spiegato:

"Quando ho ascoltato l'album per intero per la prima volta ho mandato una email ad Angus e gli ho detto: 'Ti dico una cosa, amico. Sono contento di non dover essere io a scegliere il primo singolo. Non saprei quale scegliere'".

I cinque componenti della band hanno affidato il compito ai loro discografici:

"Per un compito del genere bisogna avere le idee chiare e non essere coinvolto emotivamente".

L'ultimo concerto ufficiale degli AC/DC risale al 20 settembre del 2016, quando la band di "Back in black" chiuse la lunga tournée legata all'album "Rock or bust". La serie di concerti, segnata da non poche difficoltà (Brian Johnson fu costretto a ritirarsi per alcuni problemi all'udito e venne sostituito da Axl Rose, tra le polemiche dei fan), vide il gruppo esibirsi in un anno e mezzo di fronte a oltre 4 milioni di spettatori e le quasi 90 date incassarono oltre 220 milioni di dollari (circa 185 milioni di euro). Il tour fece tappa in Italia il 9 luglio 2015, all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.

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