Vasco Rossi rivela cosa gli passava in testa quando aveva vent'anni

Il rocker emiliano svela ciò che pensava quando aveva un'altra età.
Vasco Rossi rivela cosa gli passava in testa quando aveva vent'anni

Vasco Rossi mette mano quotidianamente ai suoi social network regalando ai propri fan pensieri, video, sogni, immagini vecchie e nuove, e ricordi. Ed è proprio il cassetto dei ricordi quello che Vasco ha voluto aprire nella giornata di oggi. Condividendo sul suo account Instagram le idee e i valori che aveva nella testa e nel cuore al tempo dei suoi vent'anni, negli anni Settanta. Concetti che, a distanza di ormai tanti anni, il rocker emiliano ritiene siano ancora, e sempre, molto validi.

Questo il testo del messaggio pubblicato da Vasco Rossi:

“Non eravamo gli anarchici che buttavano bombe, ma gli anarchici idealisti, dei primi dell’Ottocento; leggevamo Bakunin, facevamo teatro per la strada, eravamo Indiani Metropolitani, facevamo sensibilizzazione, cercavamo di migliorare noi stessi, di diventare l’uomo anarchico capace di vivere senza bisogno della polizia che lo controlla. Questo era il concetto che io avevo nella testa a vent’anni, e tutto quello che ho fatto poi è stato sempre in quel modo lì, cercando di cambiare me stesso, di migliorare, di affrontare le paure che avevo e di vincerle.”

Di altro tenore, ma ricordando sempre un fatto accaduto nei '70, il messaggio pubblicato la scorsa settimana - "Auguri Renato per i tuoi primi 70 anni! Sei una rarità in tutta la città Di mostri come te cerco in giro, ma non ce n‘è" - per la precisione il 30 settembre, quando ha voluto festeggiare il settantesimo compleanno di Renato Zero. In questo svela, scherzando, che qualche merito sul futuro successo dell'artista romano lo può avere avuto anche lui.

Raccontata da Vasco: “Quando gestivo la discoteca di Punto radio alla fine degli anni Settanta. Il padre di Bibi Ballandi aveva un'agenzia di spettacolo e io andavo da lui a scegliere quelle che allora si chiamavano le attrazioni. Una volta presi Renato Zero. Fu un “buco” pazzesco, perché all'epoca non lo conosceva nessuno. A un certo punto gli si ruppe anche l'impianto e lui continuò raccontando barzellette e saltando in braccio all'uno e all'altro. In quel periodo mandammo in onda “Madame” per un mese di seguito come sigla della radio e so che qualche tempo dopo cominciò a esibirsi nei locali tra Emilia e Toscana. Mi sa che lo abbiamo lanciato noi”.

Raccontata da Renato Zero: “Un piccolo aneddoto sull'incontro negli anni '70 a Zocca, in provincia di Modena, con Vasco Rossi: "Lui faceva il dj ed era in società con un promoter di concerti. Lo spazio dello show era mitico: i giardini pubblici del paese. Dopo il terzo pezzo ci fu un botto micidiale e l'amplificazione andò a fuoco. Allora, per non far saltare la data e perdere l'ingaggio, mi misi a raccontare barzellette. Vasco e il socio mi diedero 1 milione e mezzo di lire dicendomi: 'E' la prima volta che paghiamo qualcuno per non cantare'".

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