Tonno: il mondo nonsense della band toscana, dove è bello sentirsi inadeguati

Il quartetto toscano debutta nel mercato del disco con un album che rispecchia la tendenza del gruppo a non prendersi troppo sul serio per non soffocare la sua parte più infantile.
Tonno: il mondo nonsense della band toscana, dove è bello sentirsi inadeguati

“Sono nato insieme a Rino Gaetano e a Battisti / Sono morto in un parcheggio di Scandicci”, recita un pezzo della canzone “VHS” dei Tonno. Si tratta del primo singolo pubblicato dalla band toscana nel 2018 e racchiude in sé lo spirito del progetto musicale dei quattro ragazzi proveniente dalla provincia di Firenze che attraverso le loro canzoni, piene di citazioni e frasi nonsense e caratterizzate da sonorità che ricordano i primi lavori dei Fast Animals and Slow Kids e dei Gazebo Penguins, cercano di stravolgere la realtà e dare forma a un mondo dove sentirsi inadeguati diventa qualcosa di bello e giusto.

Come emerso dall’eponimo Ep dei Tonno di due anni fa, il gruppo toscano ha la tendenza a non prendersi troppo sul serio per non soffocare la sua parte più infantile e libera. Un’attitudine, questa, che il quartetto non ha abbandonato neanche per realizzare il suo disco d’esordio, “Quando ero satanista”, uscito lo scorso 28 agosto per Woodworm Label e distribuito da Universal Music Italia.

La nascita del progetto dei Tonno
Alessio (voce e basso), Fabio (chitarra), Nicolò (tastiera/chitarra) e Federico (batteria) hanno dato vita al loro gruppo senza essere “molto coscienti di quello che stavano facendo” - ha raccontato la band.

La formazione è nata durante una festa di laurea di un amico, a margine della quale, per iniziativa di Fabio, i quattro ragazzi hanno deciso di prenotare una sala prove a nome “Tonno”, lo stesso scelto poi per il gruppo (“I componenti della band tuttora si rimbalzano la responsabilità di tale scelta”, hanno fatto sapere i Tonno). In onore di quella festa e di quella serata svoltasi in un paese della Toscana, che ha dato il via al progetto dei Tonno e di cui loro ricordano soprattutto “il vino, la pioggia, Fabio e la sala”, è nato il brano “Canzone contro la pioggia” che - come dichiarato dal quartetto - è un po’ “l’anthem del gruppo”.

Il progetto musicale di Alessio, Fabio, Nicolò e Federico - tutti poco più che 25enni - ha incominciato ad assumere una forma più concreta con l’uscita del primo Ep eponimo dei Tonno, pubblicato in autonomia nel 2018.

Grazie alla sua prima pubblicazione, contenente cinque canzoni, il gruppo ha iniziato a farsi conoscere nel giro dei piccoli locali toscani, che hanno ospitato le prime esibizioni dal vivo della band. Pur tenendo un profilo basso sui social (strumento, invece, molto sfruttato al giorno d’oggi dagli artisti emergenti per farsi conoscere), dove l’identità dei componenti dei Tonno non è mai stata esplicitamente rivelata - nascosta tuttora dietro a semplici disegni realizzati dal cantante del gruppo - la band è comunque riuscita a crearsi un proprio seguito che gli ha permesso di portare la sua musica anche fuori dalla provincia fiorentina. Nel 2019, infatti, i Tonno - tra le altre cose - si sono esibiti al Mi Ami Festival di Milano e al Reset Festival di Torino, oltre che sul palco del Largo Venue di Roma, aprendo il concerto dei Pop X. Queste esperienze hanno portato il nome dei Tonno all’attenzione dell’etichetta Woodworm - la stessa di, tra gli altri, Zen Circus e Ministri - con cui la band ha intrapreso un percorso artistico che nel 2020 si è concretizzato con la pubblicazione del suo album di debutto, “Quando ero satanista”.

Il mondo nonsense dei Tonno e il loro debutto discografico
Anticipato dai singoli "Sovrappensiero", "Quando ero satanista" e “Kame”, il primo lavoro discografico della band, prodotto da Andrea Marmorini, racchiude dieci canzoni attraverso le quali prende forma il mondo nonsense dei Tonno, dove le persone nate nella prima metà degli anni Novanta possono riscoprire la bellezza di sentirsi inadeguate, insicure e nostalgiche. 
Nei brani dei Tonno una serie di immagini paradossali (“Ti sposerò sulla collina di Windows XP”, canta Alessio nel brano “Tvtb4e”) e rimandi diretti ad artisti e band che sono da sempre punti di riferimento per il quartetto - da Rino Gaetano e Lucio Battisti ai Red Hot Chili Peppers e Soundgarden (“Nelle sue mutande c'è un disco dei Soundgarden”, recita un pezzo del ritornello sempre di “Tvtb4e”) - danno vita a quelli che sembrano racconti di fantasia ma che in realtà sono storie autobiografiche.

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Le tracce di “Quando ero satanista”, il cui titolo e la parola “satanista” - hanno dichiarato i Tonno - fa riferimento al “dare da mangiare, da bere e pagare l’affitto alla parte più infantile e libera di noi stessi, fare sì che continui ad abitarci dentro per ricordarci quanto è bello e giusto essere inadeguati, sentire la musica a tutto volume, innamorarsi male di tutto quanto”, raccontano le avventure e le disavventure di quattro ragazzi in cui qualsiasi persona sotto i trent’anni si può immedesimare.

Sono, infatti, brani - caratterizzati non solo dalla musica della band impostata sulla triade chitarra, basso, batteria ma anche dal suono dei synth e delle tastiere - in cui vengono presentati situazioni e personaggi quasi irreali per descrivere circostanze comuni come, per esempio, l’amore mai corrisposto per l’ennesima “Ragazza bonsai”. Questo è il titolo del pezzo di cui oggi - 7 ottobre - è stato pubblicato il video, nonché ultimo singolo estratto dall'album “Quando ero satanista” che, nonostante le difficoltà causate dall’emergenza Coronavirus, i Tonno stanno presentando dal vivo con una serie di live in programma in diverse città d’Italia.

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