Jimi Hendrix suona "Foxy Lady" nell'anteprima del docufilm su "Live In Maui". Guarda.

Le riprese complete delle esibizioni del chitarrista a Maui usciranno a novembre.
Jimi Hendrix suona "Foxy Lady" nell'anteprima del docufilm su "Live In Maui". Guarda.

È stata pubblicata una nuova anteprima del documentario su Jimi Hendrix "Music, Money, Madness… Jimi Hendrix a Maui": si tratta di una video performance di "Foxy Lady". Le riprese complete e un album celebrativo usciranno il prossimo 20 novembre. Il film racconta la visita della band Jimi Hendrix Experience a Maui e di come rimasero intrappolati nelle registrazioni dello sfortunato Rainbow Bridge prodotto dal loro controverso manager Michael Jeffery. Il Blu-ray include il documentario completo e i bonus con tutte le riprese cinematografiche a colori 16mm delle due esibizioni di quel pomeriggio, mixate sia in stereo che in surround 5.1. Inclusa nel box anche la versione audio Live In Maui, entrambi i set distribuiti in 2 cd o 3 lp recentemente restaurati e mixati dall’ingegnere storico di Jimi Hendrix Eddie Kramer e masterizzati da Bernie Grundman.

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Verso la metà degli anni ’70, Jimi Hendrix stava lavorando al seguito di Electric Ladyland con i suoi compagni di band, Mitch Mitchell (batteria) e Billy Cox (basso), mentre veniva invitato come headliner nei festival e nelle arene degli Stati Uniti e prendeva parte alla costruzione degli Electric Lady Studios nel Greenwich Village di Manhattan. Completare questa struttura di registrazione si stava rivelando un’impresa costosa, quindi il suo manager Michael Jeffery si procurò un anticipo di $500.000 dalla Warner Bros. per finanziare la costruzione rimanente. In quegli stessi incontri, Jeffery convinse i dirigenti della Warner Bros. a finanziare un film intitolato "Rainbow Bridge" che doveva essere girato a Maui in cambio dei diritti per la colonna sonora che sarebbe stata composta da nuove registrazioni in studio di Jimi Hendrix. Ispirato ad Easy Rider e diretto dall’assitente di Warhol Chuck Wein, il film di Jeffery era incentrato sull’idea di un “ponte arcobaleno” tra i mondi dei non illuminati e quelli degli illuminati. Era previsto che includesse di tutto, dal surf allo yoga, alla meditazione e Tai-Chi, girato senza il supporto di una sceneggiatura o di attori professionisti.

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Le riprese si rivelarono così un miscuglio sconclusionato di eccessi hippie e Jeffery si preoccupò che il suo investimento fosse stato sprecato. Intanto, gli Experience erano già prenotati per un concerto a Honolulu presso l’H.I.C. Arena il 1° agosto 1970. Chuck Wein, desideroso di far interpretare ad Hendrix un ruolo all’interno del film, ideò un piano per filmare un “color/sound vibratory experiment” sul pendio del vulcano dormiente Haleakala. Il passaparola di un concerto gratuito di Jimi Hendrix portò alcune centinaia di curiosi locali di Maui al ranch di bestiame Baldwin dove venne costruito un palco improvvisato e il pubblico fu posizionato in base ai propri segni zodiacali. La performance fu un successo: il trio suonò due set in modo impeccabile su uno splendido sfondo naturale. All’indomani della sua performance a Maui, Hendrix sarebbe poi tornato a New York per il suo lavoro agli Electric Lady Studios, non avendo più alcun ruolo in Rainbow Bridge. Partì in seguito per l’Europa alla fine di agosto per prendere parte al grande festival dell’Isola di Wight e iniziare il tour europeo. Tragicamente, morì a Londra il 18 settembre 1970.

"The Cry Of Love", il primo album di registrazioni postume di Jimi Hendrix, fu pubblicato nel 1971 con grande successo commerciale e di critica, mentre Jeffery aveva preparato "Rainbow Bridge" e la sua colonna sonora come successiva uscita. Nonostante l’associazione con Hendrix, il film fu un flop commerciale. "Rainbow Bridge" confuse gli spettatori, molti dei quali avevano l’impressione di andare a vedere un film concerto. Nel montaggio finale furono utilizzati 17 minuti di riprese del concerto di Hendrix modificati a casaccio che si rivelarono essere la grazia salvifica del film. A causa di problemi tecnici inerenti alla registrazione originale delle esibizioni di Maui, Mitch Mitchell dovette sovraincidere le sue tracce di batteria agli Electric Lady Studios nel 1971 proprio per poter rendere quelle esibizioni ascoltabili.

L’album della colonna sonora di "Rainbow Bridge", pubblicato postumo e confezionato da Mitch Mitchell, Eddie Kramer e John Jansen, era di prim’ordine e comprendeva classici come “Dolly Dagger” e “Hey Baby (New Rising Sun)”. L’album, tuttavia, non includeva l’audio del concerto di Maui, il che aveva generato confusione nei consumatori. Diretto da John McDermott e prodotto da Janie Hendrix, George Scott e McDermott, “Music, Money, Madness… Jimi Hendrix In Maui” include ora i filmati originali e interviste con i partecipanti in prima persona e attori chiave come Billy Cox, Eddie Kramer, i dirigenti della Warner Bros. e diversi membri del cast di Rainbow Bridge, oltre al regista Chuck Wein. Il documentario prepara il palcoscenico per il proverbiale Live In Maui – i due set completi della Jimi Hendrix Experience, incluse le interpretazioni mozzafiato dei brani “Foxey Lady”, “Purple Haze” e “Voodoo Child (Slight Return)”, così come gli allora inediti “Dolly Dagger” e “Freedom”.

 

 

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