Ha senso ascoltare la musica in streaming in alta definizione?

È da poco sbarcato anche in Italia la versione “HD” di Amazon Music: una panoramica su quali sono i servizi che propongono abbonamenti per audiofili, cosa si intende per “alta fedeltà”, cosa serve per ascoltarla. Ma soprattutto: ne vale davvero la pena?
Ha senso ascoltare la musica in streaming in alta definizione?

15 euro al mese per ascoltare la musica in “alta definizione”: sulla carta è un buon affare. In pratica cosa significa? 
Nei giorni scorsi è sbarcato in Italia un nuovo servizio, Amazon Music HD. Non è il solo a proporre musica ad una qualità streaming migliore rispetto a quella standard.
Quella dell’alta definizione nella musica digitale è un tema che ritorna periodicamente: ricorderete il Pono e le battaglie di Neil Young: il rocker canadese, dopo il fallimento del progetto del lettore ad alta fedeltà, si è creato una sua app a pagamento in HD, i Neil Young Archives, e ha dato il suo nuovo EP "The Times" solo ad Amazon proprio per via della qualità di riproduzione. 
Ma la questione ha radici ancora più antiche: perché l’altra parola usata questi servizi, “Hi-FI”, rimanda ad un tempo in cui si compravano ogni sorta di apparecchiature pur di ascoltare meglio la musica.
Abbiamo indagato su offerte (e specchietti per le allodole).

Cosa si intende per HD e Hi-Fi nello streaming
(spoiler: spesso non è davvero “alta definizione”) 

La prima questione è quella delle etichette: “HD”, “Alta definizione”, “Hi-Fi”, “Hi-res”, “Masters”, etc. 
Abbiamo un’idea abbastanza chiara di cosa significhi HD, Full HD o 4k in un televisore o in un video: sono diverse gradazioni della quantità di pixel che vediamo sullo schermo, effettivamente molte di più rispetto a quelle dei televisori o dei DVD di anni fa. 
Invece per HD nella musica in streaming si intende una cosa che avevamo già e abbiamo perso: la qualità di un CD. Come probabilmente sapete, la musica digitale è compressa: il file, in download o streaming, tagliano alcune parti dei dati sonori per occupare meno spazio. 
Quasi tutti i servizi che parlano di HD o “Hi-fi” permettono lo streaming a quella che su supporto fisico è la definizione standard. I file non sono codificati in MP3 ma in FLAC o formati “lossless” (che non tagliano alcun dato sonoro rispetto al CD). 

Alcuni servizi poi offrono musica in “Ultra-HD” o in “Hi-res”. La prima è una definizione ancora una volta un po’ esagerata, mentre la seconda è uno standard, con un logo che viene spesso utilizzato dai produttori di hardware e software per audiofili: in entrambi i casi ci si riferisce a musica codificata in maniera molto ma molto più definita: questa è la vera alta definizione, con un campionamento maggiore rispetto al CD (che si ferma a 44.1khz) e un maggiore uso di bit (fermo a 16). Troverete numeri come 92khz e 24bit o valori anche superiori (una spiegazione dettagliata è qua): il succo è che la musica in studio viene registrata con molta più precisione; questi valori significano due cose: avete bisogno di una velocità di rete maggiore per ascoltare, e la musica vi arriva con molta più definizione. Che poi riusciate a coglierla e a sentire davvero la differenza, è un altro paio di maniche, ma ci torniamo tra poco. 

Quali sono i servizi in Italia per la musica in alta definizione
Amazon Music HD è l’ultimo di un offerta molto varia, che va da Deezer Hi-FI (qualità Flac-CD a 15€) a Tidal, che offre un abbonamento Hi-Fi a 19€ (con qualità CD o “Master”, un altro nome ancora per definizione superiore). Poi c’è Qobuz, servizio nato specificatamente per lo streaming di alta qualità, che non ha abbonamenti base, ma parte direttamente dai 19,99€ per uno streaming in qualità CD per arrivare ai 24,99 della versione Hi-Res. 

Spotify e Apple Music non hanno versioni con definizione maggiore, ma Apple l’anno scorso ha lanciato un suo strumento per fornire agli utenti una versione “Digital Masters” con i file ottimizzati per l’ascolto.  Non è necessario nessun upgrade di abbonamento.

Cosa serve per sfruttare l’HD: un DAC e delle cuffie buone
Il primo punto, però, è che per sfruttare davvero l’alta definizione, un computer o un telefonino non bastano. Amazon Music indica, cliccando su HD o Ultra HD, le “Capacità del dispositivo”, che sono limitate perché i nostri device hanno schede audio per lo più di qualità medio-bassa. 
È allora necessario un DAC (“Digital to Analog Converter”), un piccolo aggeggio esterno al computer, una sorta di scheda audio esterna /amplificatore che prende direttamente gli 0 e gli 1 e li trasforma in suoni analogici (DAC) con precisione e fedeltà molto maggiori ai componenti audio di serie. La differenza si sente, eccome, e permette di passare a 24 bit e con campionamenti da 48khz in su.
Altro punto fondamentale sono le cuffie: se ascoltate la musica in HD con cuffiette standard, non sentirete assolutamente la differenza. In generale meglio le cuffie a filo (quelle wireless perdono qualità nella trasmissione bluetooth) e meglio un paio di cuffione  chiuse, che permettono un ascolto più isolato e definito.

Come suona la musica in HD?
Ho fatto qualche prova, con un DAC e cuffie a filo, a partire dall’EP di Neil Young, e ho provato ad ascoltare anche le nuove canzoni di Bruce Springsteen, che su Amazon sono presenti in versione Ultra HD. 
Nel primo caso, la registrazione è quasi amatoriale (come nei video concerti di Neil Young sugli archivi): una buona parte della resa sonora dipende dalla fonte originale (sempre più spesso la musica viene incisa a volumi alti e senza dinamica - la cosiddetta "Loudness war"  - con il risultato che il suono è brutto in partenza). Nella versione in alta definizione dell'EP di Young c'è dinamica si sente ambiente, profondità e fruscio e, in generale, un suono più profondo. Nel caso di Springsteen le canzoni sono un poco più brillanti: soprattutto le chitarre di “Ghosts”.  La maggior parte della musica su Amazon è in HD, ma quella in ultra HD è ben valorizzata con playlist specifiche (Springsteen, per esempio, ne ha una che raccoglie tutta la sua musica presente in alta definizione). 
In conclusione, la differenza tra un file ad alta definizione e streaming classico si sente, ma non è drammatica, ed è molto sottile se non inesistente se si usano almeno delle buone cuffie con filo.

Il verdetto: ne vale la pena?
 Qualche tempo fa Neil Young sosteneva che un Mp3 contiene solo il 5% dei suoni incisi: può darsi, ma la maggior parte degli ascoltatori non coglie tutte queste sfumature, che ai livelli più alti è assolutamente impossibile ascoltare senza un DAC. 
Se siete audiofili, vale la pena un abbonamento streaming in HD. Ma proviamo a girare la questione: forse le piattaforme streaming dovrebbero fare lo sforzo di offrire la qualità CD come default, invece che come servizio premium aggiuntivo, e far pagare solo per la versione “Ultra HD” e quella davvero in “Alta definizione”…

Music Biz Cafe Summer: piattaforme Web e diritti
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.