Frusciante torna nel gruppo e per i Red Hot Chili Peppers fu "Californication"

Nel 1999 la band californiana ha pubblicato un album davvero indimenticabile.
Frusciante torna nel gruppo e per i Red Hot Chili Peppers fu "Californication"

Nel 1989 i Red Hot Chili Peppers conobbero la fama con l'album “Mother's Milk”, grazie anche alla loro incendiaria cover di “Higher Ground” di Stevie Wonder. Ma furono gli anni Novanta a consegnare definitivamente la band californiana alla gloria imperitura. Se nel mezzo i Novanta per loro furono fu un periodo abbastanza difficile, certo altrettanto non si può dire dell'inizio e della fine di quel decennio che si aprì e si chiuse con i loro due più grandi album, enormi: nel 1991 “Blood Sugar Sex Magik” e nel 1999 “Californication”. In entrambi alla chitarra era presente John Frusciante, che oggi compie 51 anni.

Durante il tour a supporto di “Blood Sugar Sex Magik” accadde che il chitarrista John Frusciante lasciò la band, incapace di affrontare la popolarità sempre più crescente.

Non molto tempo dopo la uscita dai Red Hot Chili Peppers la sua dipendenza verso le droghe pesanti iniziò ad andare fuori controllo. Quando John uscì dal gruppo la titolarità alla sei corde conobbe un periodo tormentato: finì in un primo tempo nelle mani di Arik Marshall, che portò a termine il tour abbandonato da Frusciante, dopo di che gli subentrò Jesse Tobias, infine Tobias venne sostituito da Dave Navarro dei Jane's Addiction con cui venne inciso, nel 1995, “One Hot Minute”. Il disco però non riscosse il successo sperato e, nel 1998, Navarro fece i bagagli pure lui. E allora ecco tornare alla base il figliol prodigo che, nel frattempo, aveva portato a termine un programma di riabilitazione per slegarsi dalla dipendenza da eroina e cocaina. Una delle persone che più gli fu vicina in quel difficile periodo fu il bassista del gruppo, Flea, questo particolare si rivelò importante per il suo rientro nel gruppo.

John Frusciante rivelò a Guitar Player come si svilupparono i lavori di "Californication": "Iniziammo nel giugno 1998, ma, per un motivo o per un altro, ci prendemmo del tempo.

Probabilmente abbiamo trascorso un totale di quattro mesi a provare e scrivere, poi siamo andati in studio e abbiamo registrato tutto in tre settimane." Il cantante Anthony Kiedis, parlando con il magazine statunitense Rolling Stone, ha ricordato la prima prova in studio del nuovo disco: "Quando John si entusiasma, è come otto miliardi di volt di elettricità. Rovesciava le cose, era assolutamente caotico, come un bambino che sta cercando di montare un albero di Natale. E quando suonò il primo accordo, era perfetto. La miscela di suoni di queste persone che non sentivo suonare insieme da tanto tempo". All'inizio del 1999 i Red Hot Chili Peppers presentarono ai loro manager "Scar Tissue", "Otherside" e "Californication", questi sobbalzarono sulla sedia e decisero che la band era davvero sulla buona strada. Venne quindi stabilito che "Scar Tissue" sarebbe stato il primo singolo dell'album. Nel maggio del 1999, la canzone raggiunse le stazioni radio e fu un successo. Di più, un grande successo. Frusciante creò il suono del brano con la sua Stratocaster del '55, mentre Kiedis vi descrisse nel testo le sue battaglie condotte contro la droga. “Scar Tissue” raggiunse il primo posto della classifica di vendita e fece guadagnare alla band un Grammy Award quale migliore canzone rock nel 2000. Il brano spianò la strada all'album, "Californication", che venne pubblicato qualche settimana più tardi, l'8 giugno 1999.

Il secondo singolo, dopo "Scar Tissue", fu "Around the World" che però non ripetè il medesimo successo e, in tutta onestà, sarebbe stato molto difficile ripetere un tale trionfo.

Kiedis disse di essersi ispirato, per il testo di questa canzone, a luoghi diversi, affermando che i versi provengono dai suoi viaggi personali e dalla vita estrema che vive in qualità di membro della band. Citò come ispirazione anche il film di Roberto Benigni 'La vita è bella'. La chiusa del brano sarebbe merito - stando a quanto riportato nel libro 'By the Way' - della figlia di Flea. Infatti durante la scrittura di "Around the World", Kiedis aveva problemi a trovare un finale convincente, scrisse allora alcune parole per colmare il vuoto. La band sostituì la parte, ma la figlia di Flea espresse la sua delusione per il fatto che lo scat di Kiedis non fosse più presente, quindi si finì per utilizzare il demo originale.

Quale terzo singolo venne scelta "Otherside". Ancora una volta, Kiedis usò come tema la tossicodipendenza, ma questa volta scrisse immaginando il punto di vista del primo chitarrista dei Red Hot Chili Peppers Hillel Slovak morto per un'overdose di eroina nel 1988, cercando di descrivere come poteva sentirsi e come doveva essere la sua lotta mentre cercava di chiudere con la dipendenza. "Otherside" fece centro e raggiunse la prima posizione in classifica.

Quale quarto singolo venne scelta la title track che uscì sul mercato poco meno di un anno dopo la pubblicazione dell'album. Il gruppo ebbe parecchi problemi a completare il brano, ma l'insistenza di Kiedis li portò a rimanere fedeli alla canzone finché non venne trovata la chiave corretta per farla funzionare. John Frusciante completò il riff finale solo due giorni prima della registrazione. Kiedis dichiarò in seguito che quelli erano, a suo parere, alcuni tra i migliori testi che avesse mai scritto. Nella sua autobiografia, 'Scar Tissue', Kiedis disse che l'idea gli nacque in testa dopo aver sentito una donna in Nuova Zelanda lamentarsi delle "spie psichiche cinesi". Quei testi lo portarono a cantare del lato oscuro di Hollywood, affrontando argomenti come la pornografia e la chirurgia plastica.

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