Quella volta che Mariah Carey registrò un disco alternative rock

Cosa spinge una popstar di successo, con milioni di copie vendute, a ribellarsi e a incidere in segreto un album rock? Dopo 25 anni di totale silenzio, la cantante racconta l'operazione.
Quella volta che Mariah Carey registrò un disco alternative rock

Nel 1995 Mariah Carey era già una popstar di successo, affermata a livello mondiale grazie a hit come "Vision of love"; "Love takes time", "Someday", "Emotions", "I'll be there", "Dreamlover" e "Hero", senza dimenticare "All I want for Christmas is you", uscita contemporaneamente all'inizio delle lavorazioni di quello che sarebbe diventato il suo quinto album, "Daydream", e destinata a diventare un classico. A dimostrazione che la popolarità della cantante non era certo in crisi. Ma si sa come sono fatte le popstar. Non si accontentano mai e spesso dietro i Dischi d'oro e di platino e le platee gremite delle arene si nascondono sofferenze e frustrazioni che difficilmente vengono a galla. C'è chi a lungo andare finisce per perdere la testa. E chi prova invece a esorcizzare in un modo o nell'altro le insoddisfazioni. Come fece proprio durante le sessions di "Daydream" Mariah Carey, togliendosi gli abiti della popstar e della diva dell'r&b per indossare quelli della rocker, incidendo un album di musica alternativa. Tutto vero. La storia, finora segretissima, è stata rivelata dalla stessa cantante nella sua autobiografia, "The making of Mariah Carey", in uscita la prossima settimana. La voce di "All I want for Christmas is you" ha pubblicato un'anticipazione del libro sui suoi canali social ufficiali, svelando ai suoi fan il retroscena legato alle lavorazioni del disco del '95.

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"Volevo liberarmi, lasciarmi andare ed esorcizzare la mia infelicità. Ma volevo anche divertirmi. Ogni sera finivo le registrazioni di 'Daydream' e correvo a suonare con la band, un vero e proprio alter-ego", scrive Mariah Carey nelle pagine del libro. La band è esistita davvero, ma ne restano poche tracce. Dalle etichette dell'unico disco che il gruppo ha pubblicato, "Someone's ugly daughter", alle cui sessioni di registrazione partecipò la stessa Mariah Carey, si può risalire ai componenti della band, gli Chicks: C. Dane-Davidson alla voce, W. Chester alla chitarra, Mann al basso e W. Vlad alla batteria. Più le coriste M. Kim e D. Sue, quest'ultima autrice anche delle canzoni dell'album. Mariah Carey si sarebbe nascosta proprio dietro il nome fittizio di D. Sue: è stato un suo portavoce a confermare che nel disco degli Chicks non si limitò a cantare, ma partecipò anche alla scrittura dei pezzi (ad eccezione di "Surrender", una cover dei Cheap Trick).

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Il disco, destinato dopo le rivelazioni di Mariah Carey a diventare una sorta di Sacro Graal per i collezionisti, si intitolava "Someone's ugly daughter", venne registrato tra le pareti dell'Hit Factory di New York, dove avevano suonato anche John Lennon, Springsteen, U2, Madonna e Michael Jackson (è stato chiuso nel 2005) e uscì nel 1995 per 550 Music/Epic. Su YouTube ci sono due pezzi, "Demented" e "Malibu", caricati in rete più di dieci anni fa, mentre l'album non è sulle piattaforme di streaming (però un fan ha pubblicato su YouTube un video con brevi anticipazioni di ogni traccia).

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"Portavo le mie canzoni alt-rock alle band e accennavo qualche stupido riff di chitarra. Registravamo immediatamente. Era divertente e urgente. In quei panni mi sentivo a mio agio. Cantavo con lo stile delle cantanti punk e grunge bianche", ha aggiunto Mariah Carey a proposito dell'operazione. "Lo feci solo per divertirmi: quelle registrazioni mi aiutarono a superare giorni difficili".

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