Lars Ulrich rivela qual è la canzone dei Metallica che non vuole più ascoltare

“Non ascolto molta musica dei Metallica. In parte è perché sono un po' troppo analitico”, spiega il batterista della band capitanata da James Hetfield.
Lars Ulrich rivela qual è la canzone dei Metallica che non vuole più ascoltare

A margine di una recente intervista rilasciata a Vulture, Lars Ulrich ha rivelato di non ascoltare molta musica dei Metallica e ha svelato il brano della band capitanata da James Hetfield “che non vuole più ascoltare”. 

Durante la chiacchierata, quando gli è stato chiesto qual è “la canzone dei Metallica che non vuoi più sentire”, il batterista del gruppo di “Kill’em all” ha fatto sapere: “C’è una canzone intitolata ‘Eye of the beholder’ nell’album ‘...And justice for all’. Ogni volta che io sento quella canzone, suona come - immagino che non vogliamo essere davvero irrispettosi nei confronti del pezzo - davvero forzata. Suona come se qualcuno ha messo un piolo quadrato in un buco rotondo. Sembra che ha due tempi diversi”. Ha aggiunto: “Suona letteralmente come due mondi diversi che si sfregano l'uno contro l'altro. Suona in modo molto imbarazzante secondo me. Non sono un grande fan di quella canzone”.

Dopo aver spiegato di non essere un grande “fan” del brano incluso nel quarto album in studio della band statunitense del 1988, Lars Ulrich ha narrato: “Secondo me, noi abbiamo dato il meglio che abbiamo potuto in ogni momento. Quindi, naturalmente, a volte ti siedi e pensi ‘Eh?’, oppure ‘Poteva essere migliore’.” Ha poi detto: “Rimanda a tutta quella cosa sul passato è il passato, e non passo molto tempo a tornare a quello. Non c’è molto che posso fare a riguardo. Onestamente, non li ascolto. Non ascolto molta musica dei Metallica. In parte è perché sono un po’ troppo analitico. Quando si ascolta la propria band preferita, come quando io ascolto i Rage Against the Machine o qualcosa del genere, ci si lascia andare. Ma quando partono i Metallica è come: ‘Eh?’.”

Successivamente il batterista dei Metallica, parlando del fatto che avrebbe cambiato alcune cose nella sua produzione precedente, ha raccontato: “Sono orgoglioso che, se non altro, tutti i dischi rappresentano la visione del momento. Eravamo protettivi nei confronti di quella visione e l’abbiamo realizzata. Perciò dopo 10 o 20 anni possiamo rilassarci e pensare ‘Eh?’, oppure ‘A cosa stavamo pensando? Di che si trattava? Perché abbiamo fatto questa scelta?’.”

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