Cosa ascoltano i ragazzi di 18 anni, secondo le serie

Le serie tv sono diventate la nuova frontiera dell'indie? Parlano i curatori della colonna sonora di "Baby", tra Maneskin, Tommaso Paradiso, Levante, Achille Lauro e qualche chicca.

I pariolini di diciott'anni comprano e vendono motorini, danno le botte di cocaina, fanno i filmini con le quartine. Perché anche se non fosse amore, non per questo è da buttare, com'è logico che sia. Se fosse uscita nel 2018, "I pariolini di diciott'anni" sarebbe stata la colonna sonora perfetta di "Baby", la serie Netflix ispirata al caso di cronaca delle baby squillo dei Parioli, il giro di prostituzione minorile della "Roma bene" che tanto fece discutere l'opinione pubblica nel 2013. Era il 2010 e con la sua canzone Niccolò Contessa - all'epoca nascosto dietro l'anonimato del moniker I Cani - nell'ambiente romano conquistò le simpatie tanto del pubblico quanto degli addetti ai lavori con quel modo ironico - ma neanche troppo - di descrivere una tipologia di giovane romano, il pariolino di diciott'anni, appunto, che la serie Netflix ha fatto conoscere anche al di fuori del Grande Raccordo Anulare. Non ci sono I Cani, ma la colonna sonora di "Baby" - la terza ed ultima stagione è stata da poco pubblicata sulla piattaforma - strizza l'occhio proprio alla scena musicale che Niccolò Contessa ha contribuito a creare con quel suo modo di raccontare senza filtri ciò che gli girava attorno: da Tommaso Paradiso ad Achille Lauro, passando per Wrongonyou, la Dark Polo Gang e Coez.

    I pariolini di diciott'anni comprano e vendono motorini, danno le botte di cocaina, fanno i filmini con le quartine. Perché anche se non fosse amore, non per questo è da buttare, com'è logico che sia. Se fosse uscita nel 2018, "I pariolini di diciott'anni" sarebbe stata la colonna sonora perfetta di "Baby", la serie Netflix ispirata al caso di cronaca delle baby squillo dei Parioli, il giro di prostituzione minorile della "Roma bene" che tanto fece discutere l'opinione pubblica nel 2013. Era il 2010 e con la sua canzone Niccolò Contessa - all'epoca nascosto dietro l'anonimato del moniker I Cani - nell'ambiente romano conquistò le simpatie tanto del pubblico quanto degli addetti ai lavori con quel modo ironico - ma neanche troppo - di descrivere una tipologia di giovane romano, il pariolino di diciott'anni, appunto, che la serie Netflix ha fatto conoscere anche al di fuori del Grande Raccordo Anulare. Non ci sono I Cani, ma la colonna sonora di "Baby" - la terza ed ultima stagione è stata da poco pubblicata sulla piattaforma - strizza l'occhio proprio alla scena musicale che Niccolò Contessa ha contribuito a creare con quel suo modo di raccontare senza filtri ciò che gli girava attorno: da Tommaso Paradiso ad Achille Lauro, passando per Wrongonyou, la Dark Polo Gang e Coez.

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