Riccardo Bertoncelli: 'Non sopporto le classifiche dei critici'

'Specialmente quella di Rolling Stone: vi spiego perché'
Riccardo Bertoncelli: 'Non sopporto le classifiche dei critici'

La Bibbia del rock ha deciso di aggiornarsi: lo scorso 22 settembre l'edizione americana di Rolling Stone ha pubblicato una nuova versione della “500 greatest albums of all time”, elenco dei 500 dischi più rilevanti della storia della musica popolare originariamente stilato nel 2003 e considerato da pubblico e buona parte degli addetti ai lavori una sorta di sacra scrittura in termini di completezza e autorevolezza. La lista, compilata dalla redazione della testata con i contributi di colleghi giornalisti, discografici e artisti, è – come spiegato dallo stesso magazine - “meno rock-centrica” di quella precedente, con una presenza “triplicata” di rap e affini rispetto alla versione originale. Il vento del cambiamento lo si intuisce già dalla top ten, dalla quale vengono stralciati “Highway 61 Revisited” e “Blonde on Blonde” di Bob Dylan, “Exile on Main Street” dei Rolling Stones, “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, “Revolver” e “Rubber Soul” dei Beatles e “London Calling” dei Clash a favore di, tra gli altri, “Blue” di Joni Mitchell, “Nevermind” dei Nirvana, “Purple Rain” di Prince, “Songs in the Key of Life” di Stevie Wonder e “The Miseducation of Lauryn Hill” di Lauryn Hill.

    La Bibbia del rock ha deciso di aggiornarsi: lo scorso 22 settembre l'edizione americana di Rolling Stone ha pubblicato una nuova versione della “500 greatest albums of all time”, elenco dei 500 dischi più rilevanti della storia della musica popolare originariamente stilato nel 2003 e considerato da pubblico e buona parte degli addetti ai lavori una sorta di sacra scrittura in termini di completezza e autorevolezza. La lista, compilata dalla redazione della testata con i contributi di colleghi giornalisti, discografici e artisti, è – come spiegato dallo stesso magazine - “meno rock-centrica” di quella precedente, con una presenza “triplicata” di rap e affini rispetto alla versione originale. Il vento del cambiamento lo si intuisce già dalla top ten, dalla quale vengono stralciati “Highway 61 Revisited” e “Blonde on Blonde” di Bob Dylan, “Exile on Main Street” dei Rolling Stones, “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, “Revolver” e “Rubber Soul” dei Beatles e “London Calling” dei Clash a favore di, tra gli altri, “Blue” di Joni Mitchell, “Nevermind” dei Nirvana, “Purple Rain” di Prince, “Songs in the Key of Life” di Stevie Wonder e “The Miseducation of Lauryn Hill” di Lauryn Hill.

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