Il lockdown non ferma la discografia in Italia: +2,1% nel primo semestre 2020

L'emergenza sanitaria da Covid-19 penalizza il fisico (ma non il vinile) e lancia lo streaming (+33%), permettendo all'industria musicale tricolore di chiudere il bilancio della prima parte dell'annus horribilis in positivo
Il lockdown non ferma la discografia in Italia: +2,1% nel primo semestre 2020

Nonostante la pandemia, che ha colpito l'Italia prima degli altri paesi occidentali costringendo lo Stivale al lockdown già all'inizio dello scorso marzo, l'emergenza sanitaria da Covid-19 non ha impedito alla discografia tricolore di chiudere il primo semestre del 2020 in positivo. Secondo i dati pubblicati oggi, martedì 22 settembre, da FIMI, la Federazione Industria Musicale Italiana, il comparto discografico ha fatto segnare, tra gli scorsi mesi di gennaio e giugno, un incremento del 2,1% su base annua, registrando entrate lorde per un totale di 87,97 milioni di euro.

    Nonostante la pandemia, che ha colpito l'Italia prima degli altri paesi occidentali costringendo lo Stivale al lockdown già all'inizio dello scorso marzo, l'emergenza sanitaria da Covid-19 non ha impedito alla discografia tricolore di chiudere il primo semestre del 2020 in positivo. Secondo i dati pubblicati oggi, martedì 22 settembre, da FIMI, la Federazione Industria Musicale Italiana, il comparto discografico ha fatto segnare, tra gli scorsi mesi di gennaio e giugno, un incremento del 2,1% su base annua, registrando entrate lorde per un totale di 87,97 milioni di euro.

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