TikTok, Trump frena sull'accordo con Oracle e Walmart

Il presidente USA pronto a bloccare i download dell'app se il controllo della nuova società non sarà 'totalmente americano'. Ma Pechino non ci sta...
TikTok, Trump frena sull'accordo con Oracle e Walmart

Potrebbe essere una nuova settimana di passione, per le attività negli USA di TikTok, quella in attesa della prossima domenica, 27 settembre, giorno al quale - lo scorso fine settimana - è stato rinviato il bando del download dagli store statunitensi in attesa di un accordo che soddisfi sia le autorità americane che quelle cinesi.

Nel corso di un'intervista a Fox News il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto sapere di essere pronto a bloccare le attività nel paese del social se Oracle e Walmart, le due società in trattativa con Bytedance per gestire la piattaforma negli USA, non avranno il controllo totale di TikTok Global, la nuova società creata ad hoc per superare l'impasse economico-politica. "[Bytedance] Non avrà nulla a che fare con TikTok Global", ha precisato Trump: "Se lo avrà, semplicemente non faremo l'accordo".

Di segno completamente opposto, come è facile immaginare, è stata la reazione della controparte: secondo Hu Xijin, firma del Global Times, testata controllata dal Partito Comunista Cinese, dopo le esternazioni di Trump il governo di Pechino si sarebbe detto pronto a rigettare l'accordo con Oracle e Walmart, tenendo fede alla linea sempre tenuta fin dall'inizio delle trattative, che prevede l'incedibilità del codice sorgente della piattaforma.

Possibile che, nel giro di poco più di una giornata, si sia passati dall'ottimismo agli ultimatum? Allo stato attuale delle cose, si sa che TikTok Global dovrebbe essere partecipata da Oracle e Walmart per il 20% delle quote (nel dettaglio, per il 12,5% per Oracle e per il 7,5% per Walmart). La società con sede negli USA - si è parlato, in merito, del Texas - avrebbe come ad Doug McMillon, e quattro consiglieri di amministrazione su cinque di nazionalità americana: una volta in attività, la nuova entità cercherebbe nel giro di meno di un anno di quotarsi a Wall Street per mezzo di un'offerta pubblica iniziale aperta sia ai primi due azionisti - Oracle e Walmart - che ad altri potenziali investitori.

E' proprio da qui, tuttavia, che le comunicazioni diventano confuse. Per Oracle e Walmart, che nel corso del passato fine settimana hanno diramato un comunicato stampa congiunto, "TikTok Global sarà di proprietà della maggioranza di investitori americani, inclusi Oracle e Walmart, e sarà una società americana indipendente, con sede negli Stati Uniti".

Ieri, lunedì 21 settembre, ByteDance ha diffuso una nota ufficiale nella quale ha specificato come TikTok Global, pur con sede negli USA, sarà una società controllata in prima battuta al 100% dalla sua società madre cinese, e in seconda battuta - cioè dopo una tornata di finanziamenti pre-IPO - al 80%, in virtù del 20% ceduto a Oracle e Walmart.

Nessuno al momento mostra segni di cedimento, anche perché la battaglia - ormai - è politica e non commerciale. E' bene tuttavia osservare che un eventuale mancato accordo entro il prossimo 27 settembre non implicherà il blocco totale della piattaforma su suolo americano, ma solo il blocco dei download dagli store americani: i cittadini statunitensi titolari di un account e proprietari di uno smartphone con l'app installata potranno continuare la propria attività online. Il vero e proprio blocco totale del sistema, il Dipartimento del Commercio, l'ha fissato per il prossimo 12 novembre, quando - in mancanza di un accordo che soddisfi le richieste della Casa Bianca - a TikTok sarà vietata su territorio americano la fornitura di servizi di hosting Web, di distribuzione di contenuti e di utilizzo del codice, delle funzioni o dei servizi che consenta il funzionamento o l'ottimizzazione dell'applicazione mobile.

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