I 20 anni di “Puttana puttana, puttana la maestra”

Il primo album di Tricarico: "Io sono Francesco" viene ristampato in vinile colorato e rimasterizzato. La storia di quella canzone e quella frase (che ispirò pure un film porno)
I 20 anni di “Puttana puttana, puttana la maestra”

Nel settembre 2000 esordiva uno dei cantanti più originali della musica italiana degli ultimi decenni, con una canzone che ha lasciato il segno. Molti la ricordano per la frase  “Puttana puttana / puttana la maestra”, ma era semplicemente "Io sono Francesco" e lui era altrettanto semplicemente Tricarico. Ovvero  Francesco Tricarico, all'epoca 29 anni, figlio di un aviatore, e un diploma in flauto traverso al Conservatorio di Milano. L'album che conteneva quella canzone (uscito nel 2002) verrà ripubblicato la prossima settimana: un LP colorato in edizione limitata, con le canzoni rimasterizzate da Claudio Giussani all’Energy Studio Mastering di Milano.

"Sul finire dell’anno 2000 le radio cominciano a trasmettere una surreale canzonetta elettronica, eccessivamente allegra, eccessivamente cantilenante, cantata in modo eccessivamente sghembo, quasi stonato dice qualcuno, comunque eccessivamente ‘strana’", ricorda Vincenzo Rossini nel suo libro a “Unadimille – 1000 canzoni italiane dal 2000, raccontate” (Arcana). "L’opinione pubblica si affeziona al personaggio Francesco che canta Io sono Francesco', e i media colgono l’occasione ghiotta per romanzarci sopra. (...) Ma è biografia pura: Tricarico giocherella con le modalità espressive tradizionali della filastrocca e le sostituisce con squarci lampanti sul danno emotivo da lui vissuto. È la cronistoria di un trauma, dei suoi effetti e di un suo potenziale superamento. Solo che invece che raccontarlo, il trauma, Tricarico ce lo mostra attraverso istantanee della memoria".

Jovanotti lo scelse per aprire il suo tour, la canzone venne nominata sia al P.I.M che agli Italian Music Awards, due premi del tempo, e venne tradotta in spagnolo ("Yo soi Francesco").
E la popolarità non si fermò lì, con coda di polemiche Tricarico dovette spiegare che quella canzone non era un insulto, ma una difesa dei bambini. La frase che diventò una sorta di tormentone ispirò pure un film porno, "Puttana la maestra”, realizzato da Showtime di Firenze e interpretato da Viola Argento (che già aveva riletto in chiave hard la musica in “Festival!”, pornoparodia di Sanremo).Ne raccontammo la storia al tempo, comprese le reazioni non proprio felici della Universal: spiegò al tempo il discografico Davide Benetti:

Quella frase, che pure ha suscitato parecchie polemiche, non ha intenti né volgari né offensivi, ma è coerente con la situazione emotiva che la canzone descrive. Però, è inutile negarlo, anche questo è un segno della grande popolarità che Tricarico e il suo brano si sono conquistati negli ultimi mesi

A quella canzone fecero seguito altri singoli, e poi finalmente l'album con lo stesso titolo, che uscì due anni dopo (quindi la ristampa celebra i 20 anni del singolo, non dell'LP...). Tricarico non sarebbe stato una meteora, anzi: una carriera fatta di alti e bassi, ma con altre canzoni davvero notevoli, come "Vita tranquilla" e "Il bosco delle fragole" (entrambe presentate al Festival di Sanremo). Altri sei album (“Frescobaldo nel recinto” (2004), "Giglio" (2008), “Il Bosco delle fragole” (2009), “L'imbarazzo” (2011), “Invulnerabile” (2013) e “Da chi non te lo aspetti” (2016), un libro per bambini per Bompiani e, l'anno scorso un duetto con un altro Francesco, De Gregori, in "A Milano non c'è il mare".

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