Come Gary Kemp (Spandau Ballet) è finito a suonare le canzoni dei Pink Floyd

Nelle file dei Saucerful of Secrets di Nick Mason un componente parrebbe essere fuori posto...
Come Gary Kemp (Spandau Ballet) è finito a suonare le canzoni dei Pink Floyd

Nella primavera del 2018 il batterista dei Pink Floyd Nick Mason ebbe l'idea (l'ottima idea!) di formare una band – i Saucerful of Secrets - e riproporre dal vivo il repertorio dei primi Pink Floyd, quelli degli album precedenti a “The Dark Side of the Moon” (leggi qui la nostra recensione), pubblicato nel 1973.

Il gruppo messo insieme da Mason è formato da persone che in un modo o nell'altro aveva a che fare con l'universo floydiano: dal bassista Guy Pratt (già al lavoro in passato coi Pink Floyd), il tastierista Don Beken che aveva avuto modo di collaborare con il tastierista della band inglese Rick Wright, il chitarrista Lee Harris il cui padre fu direttore della fotografia nel video “High Hopes”. Unico intruso, il chitarrista degli Spandau Ballet Gary Kemp. Già, perché Gary Kemp? Ad aprire le porte per l'ingresso in formazione, la sua amicizia con Guy Pratt.

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In una intervista rilasciata a Ultimate Classic Rock, Mason ha parlato del suo progetto. Partendo proprio da Gary Kemp: “Conosco Gary da qualche anno, ma non avevo idea di quanto fosse appassionato e di quanto bene conoscesse le canzoni e la musica. Penso che sia stata una delle grandi sorprese e risorse di questa impresa. Perché tutti sanno che è un grande autore che ha scritto un paio di mega hit, gli Spandau Ballet erano visti come i New Romantics, non certo territorio dei Pink Floyd, ma sembrava che ci fosse scivolato dentro.”

Mason ricorda come: “È stato assolutamente fantastico. È un concetto molto antiquato. Perché la band è stata messa insieme, non con le audizioni o da me che cercavo le persone giuste. In realtà si è avvicinato Lee, poi Guy. Poi Gary ha voluto unirsi a noi. In un certo senso, era una specie di versione vecchia scuola di come mettere insieme una band, sono le persone che ti piacciono, decidendo che sarebbe stato divertente lavorare insieme. Non ne avevamo davvero idea. Di certo non avevo idea se avrebbe funzionato o meno. Penso che abbiamo prenotato per due giorni una sala prove. Era una specie di stanza piuttosto patinata. Per rendere le cose semplici, non ho nemmeno portato la mia batteria. Abbiamo usato quella che c'era nella stanza. Alla fine della giornata, ci siamo guardati e abbiamo detto: “È stato fantastico! Facciamolo ancora! Non credo che abbiamo fatto più di 10 o 12 giorni di prove prima di entrare effettivamente in un pub e di esibirci. Alla fine ci siamo detti, 'È fantastico'. C'erano un paio di persone, vari dirigenti e agenti e hanno detto: 'Vi troveremo il lavoro. Questa cosa potrebbe funzionare on the road.' Noi abbiamo detto: 'Grande!' E abbiamo preparato le valigie.”

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La formazione è nata come una cover band del vecchio repertorio dei Pink Floyd, ma la chimica creatasi potrebbe far pensare che si possa giungere alla registrazione di un album. Mason non svicola e risponde: “La mia prima reazione sarebbe, 'Non credo proprio'. Quello che però sento per davvero è che potrebbe essere possibile, ma non sarà il prossimo, perché c'è ancora tanto su cui lavorare. Ci sono ancora molte canzoni che vorremmo provare. Penso che sia abbastanza difficile fare nuova musica al giorno d'oggi, in particolare per una band di persone che in un certo senso hanno già fatto altre cose. Partire da zero in questa fase, sarebbe difficile. Detto questo, un autore del calibro di Gary, forse potrebbe, ma non è un qualcosa che ho in programma di fare il prossimo anno.”

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