Festival di Sanremo, il sindaco Biancheri: “Si farà. Mi piacerebbe anche un programma unico su Area Sanremo e Sanremo Giovani”

Il primo cittadino intervistato da Rockol: “Stiamo lavorando, in sinergia con la Rai, a un grande Festival”.

Festival di Sanremo, il sindaco Biancheri: “Si farà. Mi piacerebbe anche un programma unico su Area Sanremo e Sanremo Giovani”

Un programma televisivo capace di valorizzare i giovani, unendo le esperienze di Sanremo Giovani e Area Sanremo. Questo è solo uno dei progetti a cui il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, intervistato da Rockol (ieri vi abbiamo offerto un’anticipazione sul tema della convenzione), sta lavorando. Sono tanti i temi affrontati: dal rapporto della manifestazione con la città all’idea di un Pala Festival. Il primo cittadino ha confermato che la prossima edizione del Festival si farà. “Come” è ancora da capire, molto dipenderà dalla situazione del Paese a livello sanitario, mentre sul “quando” è sicuro che la nuova edizione andrà in scena a marzo.  

Sindaco, dopo Amadeus anche Fiorello ha detto che un Sanremo senza pubblico non sarebbe un vero Sanremo. Lei che cosa ne pensa?
La Rai sta valutando diverse ipotesi, fra queste non si prevede una cancellazione del Festival. Sanremo si farà. È da capire come: con un teatro pieno solamente in parte? Con un teatro pieno? Non possiamo saperlo. C’è anche l’ipotesi apocalittica di un teatro vuoto, vorrebbe dire che siamo ripiombati in un periodo buio, solo a quel punto potrebbe cambiare tutto. Io credo che le risposte, quelle definitive, le avremo a gennaio. Dobbiamo capire il momento che stiamo vivendo. Non fare Sanremo sarebbe una sconfitta, dobbiamo lavorare perché tutto funzioni al meglio. Con Area Sanremo stiamo portando avanti una prima fase online con un tetto massimo alzato fino a 600 ragazzi: ci adeguiamo ai tempi.

Agli artisti sul palco non pensa nessuno?
Non mi sembra che i concerti all’Arena di Verona siano stati disastrosi sul fronte del calore del pubblico. Le persone c’erano, interagivano con la musica. Certo, l’Arena non era piena, ma ripeto: bisogna capire il periodo storico. Io lo chiedo esplicitamente: la città di Sanremo e la Rai possono rinunciare, al di là degli aspetti più romantici della manifestazione, al Festival? Non farlo sarebbe un colpo durissimo.

Ci saranno eventi in città? Come pensate di gestirli?
In sei mesi tutto può cambiare. Gli scenari si possono ribaltare. Stiamo lavorando, in sinergia con la Rai, a un grande Festival e dopo il successo degli eventi esterni nell’edizione dello scorso anno, è normale si stia pensando a un’edizione diffusa. Il palco di piazza Colombo non lo gestisco io, ma come Comune possiamo e dobbiamo mettere in campo tutti i nostri mezzi perché il “fuori” avvenga in sicurezza e nel rispetto della distanza, se sarà ancora necessario.

Il Festival sarà a marzo. Gli albergatori e i commercianti della città preferivano un altro periodo?
No, è un buon momento. In estate la città lavora, mentre a febbraio e marzo ha bisogno di una spinta, sono periodi meno pieni in cui il Festival può davvero fare la differenza.

Negli scorsi mesi sulla firma della convenzione, tra voi e la Rai, c’erano state delle tensioni.
La convenzione è stata prorogata di un anno, non è ancora ufficiale, ma in via ufficiosa posso dire che un accordo è stato trovato, è stata accettata la nostra richiesta. Questo non è il periodo giusto per trattare. Io non penso che la convenzione riguardi solo i soldi, i numeri, penso che ci si debba sedere a un tavolo anche per parlare dei contenuti. Ma questo, al momento, è difficile per tante questioni, quindi è giusto riaprire le trattative il prossimo anno. Una guerra di cifre? No, non c’è stata. Chiaro che se io mi siedo a un tavolo per parlare della questione e mi viene detto, per prima cosa, che devono essere tagliati due milioni di euro, allora io ribatto che ne voglio due in più

In diverse occasioni si è parlato di un Festival lontano dall’Ariston. È davvero possibile?
Secondo me no. Il Festival continua a crescere con l’Ariston sempre protagonista. Se mi chiede: 'è favorevole alla costruzione di un Pala Festival?' le dico di sì, ma deve essere un progetto condiviso con la Rai e con la Regione Liguria. Non possiamo creare una struttura nuova e utilizzarla solamente sette giorni all’anno. Stiamo parlando di un investimento da 30-35 milioni di euro che il Comune non può permettersi. Deve esserci un partner privato a sostenere l’idea e deve essere frutto di un percorso sinergico. Dove sarebbe possibile? In piazza Colombo, dove ci sono i pullman, scavando, o sul mare. Sono ipotesi già previste dal nostro piano urbanistico.

Dall'ultima volta in cui un vincitore di Sanremolab/Area Sanremo ha vinto il Festival dei Giovani l'anno successivo, sono passati dodici anni (è successo nel 2008/2009 con Arisa; Mahmood vinse Area Sanremo, ma ha vinto il Festival quattro anni dopo arrivandoci dalla selezione dei Giovani). Cos'è che non ha funzionato, nel meccanismo, in tutto questo lungo periodo?
Area Sanremo va maggiormente valorizzata in accordo con la Rai. Non deve competere con Sanremo Giovani, ma collaborare. Io vorrei un programma capace di unire i due progetti, un programma tv da cui davvero far uscire i ragazzi che andranno sul palco dell’Ariston. Grazie a Claudio Baglioni e ad Amadeus c’è maggiore attenzione oggi su Area Sanremo, il rapporto è migliorato rispetto al passato, ma perché ci sia una vera evoluzione è importante che si apra un dialogo con Sanremo Giovani.

Lei sarebbe favorevole a una sala stampa composta solo da giornalisti musicali?
Il Festival di Sanremo non è solo musica, ma sono d’accordo sul fatto che gli addetti ai lavori specializzati nel settore musicale debbano essere valorizzati. Penso per esempio a degli eventi ad hoc o a dei confronti. Non sono d’accordo con chi chiede un'abolizione del voto della sala stampa.

(Claudio Cabona)

Dall'archivio di Rockol - Tutti i vincitori del Festival di Sanremo: dal 1951 al 1960
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