Kanye West, tempesta di tweet: "Io sono Mosè"

Il rapper si è paragonato anche a Nat Turner
Kanye West, tempesta di tweet: "Io sono Mosè"

Era da qualche giorno che non avevamo sentori di esternazioni via tweet da parte di Kanye West, e lo pensavamo impegnato a cercare di tenere in piedi quel che resta della sua controversa e costosissima campagna presidenziale (ne abbiamo scritto qua). La più recente sortita social del rapper risale a un mesetto fa, e riguardava il progetto di lanciare una versione "cristiana" dell'app TikTok, "sicura per i bambini e il mondo, nel nome di Gesù. Amen".
Ieri Kanye è tornato a dedicarsi a questioni più mondane, e si è speso in una dichiarazione piuttosto impegnativa, annunciando che smetterà di pubblicare nuova musica finché non sarà svincolato dall'esistente contratto discografico con Universal Music e da quello editoriale con Sony/ATV.
Il tweet si conclude con la frase


"In Jesus name... come and get me".


Di seguito, West ha chiesto a J.Cole, Drake e Jay-Z di "scusarsi pubblicamente con lui":


"Sono al servizio di Dio. Dobbiamo guarire il mondo. Sono Nat Turner... sto combattendo in nome di tutti noi".


Per chi non lo sapesse, Nathaniel Turner, noto come Nat Turner (1800 – 1831), è stato un ribelle statunitense che guidò la cosiddetta rivolta degli schiavi di Nat Turner, scoppiata nella Contea di Southampton, in Virginia, nell'agosto 1831. Nat Turner fu condannato per "cospirazione, ribellione ed insurrezione" e condannato a morte per impiccagione.
Dopo essersi paragonato all'eroico Turner, Kanye ha alzato la posta:


"Voglio vedere i contratti di tutti con Universal e Sony, non voglio vedere la mia gente ridotta in schiavitù. Metto in gioco la mia vita per la mia gente. L'industria musicale e la NBA sono l'equivalente delle navi che portavano gli schiavi... io sono il nuovo Mosè".


Per dare un'idea della modestia del paragone, Mosè, nella Bibbia, è colui che ha liberato il popolo d'Israele dalla schiavitù in Egitto (per i musulmani, invece, Mosè fu uno dei profeti dell'Islam).


Kanye è ai ferri corti con Universal e Sony ATV da un po' di tempo. All'inizio dello scorso anno ha depositato una causa contro entrambe le società, reclamando royalties e diritti non pagati. In quell'occasione già aveva dichiarato che i contratti che lo riguardavano erano equivalenti a una forma di schiavitù, e di volersi "liberare da quei legami".
In seguito, tuttavia, Kanye West aveva pubblicato, a fine 2019, l'album "Jesus is King" (qui la nostra recensione) facendolo seguire a breve distanza da un altro lavoro, "Jesus is born" (l'abbiamo recensito qui), un album di gospel uscito il giorno di Natale.
Dell'annunciato nuovo album "Donda", invece, non si hanno notizie dal luglio scorso; al momento l'unica musica ad esso correlata è "Wash us in the blood", la collaborazione con Travis Scott risalente allo scorso giugno.

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