Facebook, stretta sulla musica nei video UGC

Il social network di Mark Zuckerberg presenta le condizioni d’uso e le linee guida sulla musica che entreranno in vigore dal prossimo 1 ottobre, che - tra le altre cose - vietano l’utilizzo di video per 'creare un'esperienza di ascolto musicale'
Facebook, stretta sulla musica nei video UGC

Su Facebook, a questo indirizzo, è possibile consultare la versione aggiornata delle condizioni d’uso e le normative applicabili all’utente del social network di Mark Zuckerberg. Le nuove condizioni entreranno i vigore a partire dal prossimo 1 ottobre e tra queste vi sono anche le linee guida sulla musica, che - come si può leggere nella descrizione riportata sulla piattaforma - “descrivono le normative applicate in caso di pubblicazione o condivisione da parte dell'utente di contenuti con musica su Facebook”. Consultando le condizioni valide in caso di “pubblicazione o condivisione di video o altri contenuti contenenti musica su qualsiasi dei Prodotti Facebook” (che, si legge sul sito del social network, includono - tra le altre cose - Facebook stesso, compresi l'app mobile e il browser nell'app, Messenger e Instagram), è possibile scoprire che la piattaforma di Zuckerberg sta adottando misure per limitare la possibilità degli utenti di condividere attraverso le proprie pagine social video per “creare un'esperienza di ascolto musicale per se stessi o per gli altri”, anche per mezzo di dirette.

Le linee guida sulla musica, si legge su Facebook, si basano sul concetto per cui “le persone utilizzano i nostri prodotti per condividere contenuti con familiari e amici”. Dopo aver segnalato che “l’uso della musica per scopi commerciali o non personali è proibito a meno che tu non abbia ottenuto le licenze appropriate”, le condizioni d’uso del social network di Mark Zuckerberg informano che “non è possibile utilizzare video sui nostri Prodotti per creare un'esperienza di ascolto musicale”. Nonostante non venga specificato cosa si intende con “esperienza di ascolto musicale” e ciò che potrebbe costituire tale situazione, dalle linee guida sulla musica si apprende che:

“Vogliamo che tu possa divertirti con i video postati da familiari e amici. Tuttavia, se utilizzi i video sui nostri Prodotti per creare un'esperienza di ascolto musicale per te o per altri, i tuoi video saranno bloccati e la tua pagina, profilo o gruppo potrebbero essere cancellati. Questo include le dirette video”.

Le nuove norme, è bene specificarlo, non impediranno agli artisti di pubblicare sulle proprie pagine Facebook ufficiali i propri lavori, o di tenere esibizioni in diretta streaming: "Le linee guida per la musica nei termini di servizio di Facebook sono in vigore dal 2018, e da allora non sono mai state aggiornate", ha spiegato un portavoce della società di Menlo Park al New Musical Express, "Le abbiamo stilate per bilanciare il nostro impegno a supportare l'espressione musicale sulle nostre piattaforme con la garanzia di mantenere i nostri accordi con i titolari dei diritti, che rimangono invariati".

Il provvedimento, in questo senso, è perfettamente coerente con i piani della piattaforma - anticipati da indiscrezioni di stampa risalenti alla metà dello scorso luglio - in materia di distribuzione di contenuti video: entro la fine di quest'anno Facebook potrebbe rendere operativa una nuova funzione - dedicata solo agli utenti titolari di una pagina artista ufficiale - in grado di attivare sulle pagine stesse una sezione video destinata a ospitare contenuti prodotti dai titolati della stessa - e, di conseguenza, dei diritti relativi alle opere ivi inserite. Dato per assodato che le trattative del social network per chiudere i contratti di licenza con i principali interlocutori internazionali siano andate a buon fine, un cambiamento del genere implicherebbe non solo maggiori opportunità di monetizzazione da parte dei titolari dei diritti - in questo caso, artisti ed editori - ma anche un riposizionamento di Facebook sul mercato della raccolta pubblicitaria, a oggi principale finanziatrice della filiera musicale sulle piattaforme digitali.

Viceversa, le nuove disposizioni rivolte agli utenti privati andrebbero a correggere quello che fino a oggi era considerato un vulnus delle principali piattaforme social, ovvero l'utilizzo di musica coperta d'autore nei contenuti video UGC: come osservato in un recente rapporto stilato dalla startup Pex, il 77% del totale delle visualizzazioni video su Facebook sono totalizzate da clip contenenti almeno 10 secondi di musica registrata. La corsa alla chiusura di accordi di licenza con i titolati dei diritti, in un contesto del genere, non sono contribuirebbe ad ampliare i volume d'affarsi di creativi e collecting, ma anche a distendere i rapporti tra big tech e industria discografica, ancora oggi caratterizzati da qualche tensione in merito alla ripartizione della ricchezza generata dalla distribuzione sulle piattaforme social e media sharing di opere protette da copyright.

Music Biz Cafe Summer: le collecting e l'emergenza Covid
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.