I Metallica pubblicheranno mai nuovi album?

Quasi sicuramente sì, ma le parole di Lars Ulrich lasciano aperte nuove possibilità: 'Il mondo di oggi richiede sperimentazioni su tempistiche e modalità'
I Metallica pubblicheranno mai nuovi album?

La messa in discussione del formato album tradizionalmente inteso - una raccolta di nuove canzoni, inedite ed originali, pubblicate tutte insieme su un unico supporto - è all'ordine del giorno ormai da parecchi anni. Una certa resistenza in merito, tuttavia, è sempre stata dimostrata dagli esponenti del rock classico nel senso più lato del termine, indentificabili sommariamente come artisti over cinquanta che abbiano costruito la propria carriera sul disco così come concepito nella seconda metà del secolo scorso.

I Metallica, curriculum alla mano, aderiscono perfettamente al profilo della band tradizionalista: con un catalogo visceralmente legato al formato album, i quattro giganti dell'heavy californiano sono quanto di più lontano ci si potrebbe aspettare dalla generazione Spotify, rappresentata da artisti under 30 più impegnati nella pubblicazione - talvolta compulsiva - di nuovi singoli sulle principali piattaforme streaming. Eppure anche James Hetfield e compagni, in un futuro nemmeno troppo prossimo, potrebbero sorprenderci.

Intervistato da Zane Lowe per Apple Music il batterista del gruppo di "Kill'em All" Lars Ulrich ha spiegato come le nuove produzioni musicali della formazione potrebbero essere distribuite presso il pubblico non necessariamente sotto forma di album. Dopo aver premesso di essere impegnato con i suoi compagni di band nell'immaginare le prossime mosse dei Metallica - che, e non è una novità, nel corso dell'estate ormai alla fine hanno accumulato molto materiale inedito - l'artista ha chiarito come l'entusiasmo in vista della pubblicazione di nuova musica registrata - che, tuttavia, potrebbe non essere imminente - abbia portato i Four Horsemen a ripensare le proprie abitudini discografiche. "Stiamo cercando di trovare tutti i modi possibili per entrare in contatto con i nostri fan e con la famiglia allargata dei Metallica", ha dichiarato Ulrich: "L'aspetto positivo di questi cinque mesi bui [a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19] è stato quello di essere costretti a ripensare a ciò che sai e a quelle che sono le tue abitudini. Un nuovo assetto mondiale richiede sperimentazioni su tempistiche e modalità. Vedremo cosa succederà".

E' verosimile che i Metallica siano pronti ad abbandonare gli album? E' possibile che il gruppo, che all'epoca fu tra i più strenui oppositori di Napster, oggi siamo pronto ad abbracciare in toto la filosofia dello streaming, come hanno suggerito le recenti dichiarazioni dello stesso Ulrich, che ha definito l'ad di Spotify Daniel Ek un "buon amico" e si è riufiutato di commentare la controversa esternazione del manager svedese relativa alla produttività degli artisti?

Nonostante la dichiarazione d'intenti, è molto difficile credere che il gruppo di "Nothing Else Matters" possa davvero abbandonare il formato più amato dagli appassionati di rock. Al proposito, fa testo il caso dei Muse, che nel 2015, all'indomani della pubblicazione di "Drones", dichiararono per bocca del loro batterista Dominic Howard:

"Siamo molto preoccupati di come la gente ascolta la musica, oggi, con questa selezione di tracce singole. E la nostra decisione di pubblicare 'Drones' non voleva essere dichiaratamente contraria a questo fenomeno. Tuttavia, credo che questa sia stata l'ultima chance, per noi, di stampare un disco. Il modo di consumare musica è molto cambiato in questi ultimi dieci anni, è pazzesco. Anch'io ho cambiato modo di ascoltare musica, e non ascolto più i dischi dall'inizio alla fine, come facevo un tempo. Ecco perché siamo giunti a questa conclusione: se dobbiamo davvero pubblicare un disco, tanto vale pubblicarne uno che abbia senso ascoltare dall'inizio alla fine. Oggi ci sono molte più distrazioni, rispetto al passato, ecco perché questa ci è parsa l'ultima opportunità di pubblicare un album nel senso tradizionale del termine (...) Il mondo è un posto molto diverso, rispetto a un po' di tempo fa. E il modo di ascoltare musica è molto diverso da com'era un tempo. Ecco perché stiamo discutendo se pubblicare piccoli gruppi di tracce raggruppate, o soli singoli, da un po' di anni a questa parte".

Il proposito durò nemmeno tre anni: nel novembre del 2019, infatti, il trio inglese pubblico il proprio ottavo album di inediti in studio, "Simulation Theory", che finì nella top ten di Australia, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna, Svizzera e Regno Unito, smerciando tra Francia, Italia e Gran Bretagna oltre 225mila unità.

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