I Village People stanno litigando. Ed è 'colpa' di Donald Trump

Tutti i componenti della band contro il titolare unico della gloriosa sigla dei Village People. Che non ha intenzione di ascoltarli.
I Village People stanno litigando. Ed è 'colpa' di Donald Trump

C'è una guerra in corso tra i componenti dei Village People. Ed è "colpa" di Donald Trump. O meglio: dell'utilizzo della hit "Y.M.C.A." da parte del presidente degli Stati Uniti durante le sue apparizioni pubbliche.

La band, salita alla ribalta alla fine degli Anni '70 con "Macho man", prima di conquistare le classifiche mondiali con la stessa "Y.M.C.A.", oggi è composta da Victor Willis, James Lee, Eric Anzalone, James Kwong e Chad Freeman. L'unico componente storico è Victor Willis, il "poliziotto", oggi titolare unico della gloriosa sigla dei Village People, che non si è opposto all'utilizzo di "Y.M.C.A." da parte dei sostenitori di Trump, che hanno riscritto il testo della canzone per omaggiare il presidente. E non ha dato ascolto agli altri componenti del gruppo, che ora a TMZ - sito statunitense di gossip e intrattenimento - sostengono che la mossa non stia facendo bene all'immagine dei Village People:

"Oltre ad inimicarci i sostenitori di Biden, in realtà non facciamo avvicinare al gruppo nemmeno i sostenitori di Trump con 'Y.M.C.A.'. Siamo infastiditi dall'uso che stanno facendo della canzone".

Ma a Willis le lamentele degli altri componenti della band non interessano affatto:

"Continuerò a criticare il presidente quando dirà o farà qualcosa con cui io non sono d'accordo. E non condiviso diverse sue azioni politiche. Ma non sono un odiatore di Trump. Pertanto, non farò causa al presidente semplicemente perché ama 'Y.M.C.A.' e non smetterà di farla ascoltare durante le sue apparizioni pubbliche".

Sull'argomento, Willis ha più volte cambiato idea. Inizialmente si era detto non disturbato di fronte alla scelta di Trump di usare le canzoni del suo gruppo durante le sue apparizioni pubbliche. Poi, quando Trump, nel bel mezzo delle proteste legate alla morte dell'afroamericano George Floyd, aveva ipotizzato l'intervento dell'esercito (poi smentito dagli stessi vertici dell'apparato militare statunitense) per contrastare i disordini, Willis aveva chiesto al presidente di smetterla di usare "Y.M.C.A.". A quanto pare, ora ha cambiato ancora idea.

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