Keith Richards, la storia di 'Angie' e Bob Dylan

Il chitarrista dei Rolling Stones scrisse la canzone mentre era ricoverato in clinica per disintossicarsi. E agli apprezzamenti di Dylan risponde: "Che Dio lo benedica".
Keith Richards, la storia di 'Angie' e Bob Dylan

Ancora un'altra intervista ai Rolling Stones legata all'edizione deluxe di "Goats head soup", l'album del '73 appena tornato nei negozi di dischi in versione espansa, con tracce bonus e materiale extra (leggi qui la nostra recensione). A parlare stavolta è Keith Richards, che in una lunga chiacchierata con l'edizione statunitense di Rolling Stone - tra le altre cose - ha raccontato la nascita di "Angie", il singolo che anticipò l'uscita dell'ideale seguito di "Exile on Main St." e che di fatto fece da traino all'album, e risposto agli apprezzamenti di Bob Dylan.

Accreditata a Mick Jagger e Keith Richards, "Angie" - come più volte raccontato dal chitarrista della rock band - nacque in Svizzera nel periodo in cui, poco prima dell'uscita di "Goats head soup", Richards decise di ricoverarsi in clinica per disintossicarsi:

"La scrissi in un bagno. In quel omento Mick era dall'altra parte del mondo. Ci siamo ritrovati appena poche settimane prima di volare in Giamaica per mettere insieme tutti i pezzi che avevamo composto cercando di formare delle canzoni. Mick aveva 'Silver train' e 'Starfucker' e io stavo lavorando sulla maggior parte degli altri brani. Era un modo diverso per noi di lavorare: 'Io ho questo, ma avrei bisogno di un bridge', 'Oh, sai che ho un bridge perfetto proprio per quel pezzo?'".

"Angie" fu ispirata dalla nascita di Angela Richards, avvenuta nell'aprile del '72, frutto dell'amore con la modella italo-tedesca Anita Pallenberg (dalla loro unione era già nato nel '69 Marlon Leon Sundeep e nel '76 sarebbe nata Tara Jo Jo Gunne, che però morì poche settimane dopo - la storia tra la Pallenberg e Richards sarebbe giunta al capolinea nell''80):

"Il brano nacque per pura noia. Angie era nata da poco. La cosa strana è che, all'epoca, non la chiamavamo Angie, perché in realtà era un nome che le avevano dato le suore romane, dal momento che era nata in un ospedale cattolico: 'Dovete sceglierne uno da questo elenco', ci dissero. Anita la chiamava Dandelion. La cosa di Angie mi è sempre rimasta impressa. E quello fu il nome che più tardi decise di usare".

Dylan ha recentemente affermato che "Angie" è una delle sue canzoni preferite degli Stones:

"Veramente? Non lo sapevo. Che Dio benedica il vecchio Bob. Adoro il suo nuovo album, ha fatto un ottimo lavoro in 'Rough & Rowdy Ways".

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