Keith Richards e la mascherina: "La metto sempre. Sono un uomo mascherato"

Keef si racconta dice che non ha nessuna intenzione di smettere: "Cos'altro potrei fare? La musica non è qualcosa da cui ti ritiri"
Keith Richards e la mascherina: "La metto sempre. Sono un uomo mascherato"

Dopo Mick Jagger, anche Keith Richards ha rilasciato un'intervista per raccontare il suo lockdown. Si tratta in realtà di una occasione per per promuovere la ristampa di "Goats head soup" (qua la recensione), uscita venerdì: come nell'analoga intervista al cantante e collega, il racconto del disco del '73 occupa buona parte della conversazione con Rolling Stone U.S.A.. Il tutto però parte da cosa ha fatto il chitarrista in questi mesi rimanendo a casa in Connecticut. E parliamo di Keith Richards, uno che non è mai noioso: anche questa volta ci sono alcune perle. 
A partire da come si definisce: "Uomo mascherato", perché usa sempre la mascherina.

Mi sento molto fortunato ad avere un po' di spazio per poter uscire. (...) Non vado in giro molto spesso: usciamo e ci fermiamo in un caffè.
Oh sì, sono un uomo mascherato: è quello che va fatto. Non mi interessa l'aspetto  o nient'altro. È ridicolo: siamo nel dannato Alice nel paese delle meraviglie, sai?

Richards racconta di avere usato buona parte del tempo a lavorare alla musica, e che fu lui a spingere per far uscire "Living in a ghost town", il singolo che la band ha pubblicato durante la pandemia. Richards non esclude che presto arriveranno altre canzoni.

 Sto cercando di capire cosa fare con questi brani che abbiamo inciso prima della pandemia e se possiamo usarli in un altro modo. 
Penso che abbiamo cinque, sei o sette tracce che abbiamo in qualche modo lentamente messo insieme, e in questo momento, se questa situazione continuerà, forse dovremmo pensare di usarle in un altro modo.

Forse la parte più interessante dell'intervista è quella sul futuro. Keef dice di non avere nessuna intenzione di smettere

Non lo so, potresti chiamarla un'abitudine. Voglio dire, è quello che facciamo. E c'è anche quella sorta di competizione tra noi, una cosa del genere "Chi sarà il primo a mollare?"
Devi farti cacciare o mollare, giusto? Funziona così. Altrimenti non riesco davvero a immaginare di fare nient'altro. La musica non è una cosa da cui ti ritiri, sai?

Keef parla anche di qualche possibile iniziativa per i 60 anni della band, nel 2022, non senza una punta di ironia:

Speriamo di festeggiare con quanti più di noi possibile. Guarda il lato positivo: bisogna farlo, sai?
Sarà un momento davvero speciale quando tornerete sul palco.  Spero che ci siamo tutti, amico. 

 

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