Quando Layne Staley prese a pugni un nazista presente tra il pubblico

Era il 1993 e gli Alice in Chains erano in concerto in Svezia.
Quando Layne Staley prese a pugni un nazista presente tra il pubblico

Nel 1993, mentre si esibiva dal vivo nella capitale svedese Stoccolma con la sua band, il frontman degli Alice In Chains Layne Staley invitò uno skinhead nazista sul palco prima di dargli un pugno e rimandarlo nuovamente tra il pubblico.

Accadde che il frontman della band statunitense, morto tragicamente per overdose nel 2002 all'età di 34 anni, notò un ragazzo fare un gesto nazista. Staley molto infastidito da quanto accaduto fermò il concerto, chiamò il ragazzo a sé, lo aiutò a salire sul palco e poi lo stese con un destro rimandandolo nel pit.

Al tempo dell'accaduto la band di Seattle si trovava a Stoccolma poiché impegnata nel tour europeo insieme agli Screaming Trees a sostegno del loro secondo album “Dirt”, uscito l'anno precedente. Secondo quanto raccontato da Randy Biro, tecnico della chitarra e del basso della band durante il tour, un uomo iniziò a fare gesti osceni e tentò di picchiare delle persone proprio sotto il palco. Dopo aver portato a termine “It Ain’t Like That”, Staley, che si era stancato di quella situazione, la risolse a modo suo.

Quindi, dopo aver detto al microfono, "Popolo svedese, noi vi amiamo", che venne accolto dagli applausi della gente, andò verso il bordo del palco e, con l'aiuto della sicurezza, riuscì a raggiungere l'uomo tra la folla e poi a farlo salire sullo stage. Poi l'imprevedibile: dopo avergli sferrato due pugni, lo spinse di nuovo giù dal palco.

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Dopo il concerto, però, l'uomo denunciò la band alla polizia che, a sua volta, cercò di rintracciare il frontman degli Alice In Chains per chiedere spiegazione sull'accaduto. A questo punto, però, Staley e Biro erano già in viaggio poiché dovevano prendere un traghetto diretti in Finlandia. Le autorità locali non si persero d'animo e fermarono il resto della band sequestrandogli i passaporti fino all'avvenuto ritorno di Staley. Una breve indagine, che vide anche lo stesso fratello del presunto nazista schierarsi al fianco della band, portò infine Layne Staley ad essere lodato dalla polizia svedese e rilasciato immediatamente.

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