Snocap (file sharing 'legale') finalmente al nastro di partenza

La nuova impresa di Shawn Fanning (fondatore di Napster) e dei suoi soci Jordan Mendelson e Ron Conway, che promette all’industria discografica un sistema per incassare denaro dal file sharing legale bloccando contemporaneamente l’uso non autorizzato dei brani musicali sulle reti P2P, è entrata finalmente in azione quando sono passati ormai tre anni dalla sua costituzione. Dopo la Universal Music, prima major ad aderire alla proposta di collaborazione di Shawn Fanning già nel 2004 (vedi News), alla carovana di Snocap si sono accodate le major Sony BMG ed EMI ed etichette indipendenti come TVT, Artemis, Nettwerk e il gruppo Ryko (negoziati sono in corso anche con la Warner).
Com’è noto (vedi News), il software progettato da Fanning e dai suoi collaboratori attribuisce ad ogni file musicale una “impronta digitale” specifica che permette di seguirne il percorso on-line e gli scambi che avvengono tra gli utenti secondo le regole e le limitazioni d’uso fissate volta per volta dai titolari dei diritti (in termini di prezzi, disponibilità temporale, possibilità di duplicazione su Cd-r o di trasferimento su lettori portatili ecc.: ogni variabile può essere modificata in tempo pressoché reale) nonché di contabilizzare e assegnare le royalty agli aventi diritto. Poiché tutto affluisce in un unico grande database o “registro musicale” centralizzato, il sistema dovrebbe consentire a qualunque rete P2P e a qualunque negozio di musica digitale di offrire un vasto catalogo di canzoni condivisibili tra gli utenti senza dover richiedere ogni volta le autorizzazioni ai singoli, legittimi proprietari. “L’idea”, ha spiegato alla Reuters il responsabile esecutivo della società Ali Aydar, “è di rendere il sistema disponibile a chiunque, artisti indipendenti, garage band e musicisti le cui canzoni si trovano probabilmente già sulle reti P2P. Uno dei nostri obiettivi fondamentali è di contribuire a portare sul mercato digitale quanta più musica possibile, permettendo ai fan di scegliere tra una grande varietà di servizi e di repertori e ai proprietari delle registrazioni di decidere con la massima flessibilità che cosa consentire e cosa no”. Il software di gestione, ha confermato Aydar, vigila anche sulle eventuali violazioni di copyright attraverso un sistema di “allarme” che individua le canzoni non registrare scambiate in rete e avverte i possibili titolari dei diritti.
Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Francesca Trainini (PMI, Impala)
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