Litfiba: la rissa, la sparatoria e la surreale serata a Pizzo Calabro nel 1984

L'anno prima di debuttare con 'Desaparecido', la band di Piero Pelù rimase coinvolta in una vicenda a metà strada tra la cronaca nera e il grottesco
Litfiba: la rissa, la sparatoria e la surreale serata a Pizzo Calabro nel 1984

"It's a long way to the top, If you wanna rock 'n' roll", cantavano quasi cinquant'anni fa dei tizi che, in merito, la sapevano lunga. Perché prima dei milioni di visualizzazioni in un giorno, dell'hype sui social, degli stream e dei live virtuali la strada per il successo era una sola: lunga, tortuosa, piena di imprevisti, pericolosa e percosa - per giunta - in un furgone puzzolente e prossimo alla rottamazione.

Sono storie del secolo scorso, è vero, ma - in effetti - questa è una storia del secolo scorso. Del 1984, più precisamente. E' primavera e un promettente gruppo fiorentino - i Litfiba - pubblica per un'etichetta indipendente il proprio secondo EP, "Yassassin", con una cover di David Bowie - "Yassassin", appunto, da "Lodger" del '79 - ed "Elettrica danza". Discograficamente parlando, Piero Pelù e compagni sono tutto meno che una realtà consolidata - il primo album ufficiale, "Desaparecido", sarebbe arrivato solo un anno dopo, nel 1985 - ma quei ragazzi cresciuti nella sala prove al civico 32 di via De Bardi, sulle sponde dell'Arno, dal vivo ci sapevano fare. Tra il 1982 e il 1983 i Litfiba avevano già tenuto una cinquantina di date in tutta Italia, oltre a una manciata di live in Francia. Nel 1984 Piero e Ghigo avevano pensato ancora più in grande: 45 date da febbraio a dicembre, con puntate oltreconfine in Jugoslavia, Francia e Spagna. Era l'ascesa, ma la strada da percorrere per arrivare in cima era ancora lunga.

Il tour inizia allo Slego di Rimini e prosegue - tra le altre tappe - al Tenax di Firenze, per poi spostarsi a Torino, Roma e Rimini, prima di approdare a Berlino, dove sarà registrato "Live in Berlin" (oggi disponibile all'interno del box set "Litfiba Rare & Live", uscito nel 2011): dopo quella che sarebbe tornata a essere la capitale tedesca sei anni dopo, la serie di eventi passa dalla Yugoslavia - a Capodistria, Pola e Lubiana - per poi tornare, a inizio luglio, in Italia, e Cosenza.

Dopo altre tre date nello Stivale, tra il 10 e il 12 luglio i Litfiba sono di scena a Parigi, per poi tornare a metà mese in centro Italia e approdare, il 25 del mese, a Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia. Il luogo deputato a ospitare lo show - come confermato anche dal libro "Non nasconderti - Sotto il palco e dentro le canzoni dei Denovo" (di Sergio Azzarello, Il Vento Antico Edizioni) è l'Ottagono, club che il frontman del gruppo toscano avrebbe definito - nell'autobiografia firmata con Massimo Cotto, "Perfetto difettoso" (Mondadori Editore, 2000) - "locale tipo rotonda sul mare, colata di cemento sull'acqua, bar e pista da ballo". Insomma, Berlino era lontana. E l'atmosfera, racconta Pelù nelle sue memorie, era particolare:.

"L'organizzatore ci portò tutto il pomeriggio avanti e indietro per la via principale, per attirare la gente. Sapeva il fatto suo. L'espediente funzionò e, al concerto vennero ben quaranta persone"

La band fiorentina non si perde d'animo - "La scarsa affluenza non intaccò il nostro buon umore: l'importante era suonare. E poi, l'erbetta calabra era deliziosa" - e si dà da fare sul palco. Alla fine dello show, tuttavia, iniziano i problemi:

"Un'ora e mezza di spettacolo, poi arriva l'organizzatore. 'Ragazzi, c'è qualche problema. Troppa poca gente. Non vi posso pagare'".

"Storie già sentite", osserva Pelù, che fa notare al tizio come i tanti chilometri percorsi dal cuore dell'Europa al sud dello Stivale giustificassero il compenso. Ma il bello - o il brutto - doveva ancora venire:

"[L'organizzatore] se ne andò che pareva convinto. Cinque minuti dopo, nel bar, scoppiò una rissa gigantesca, da far west. La intuivo da fuori, perché i vetri non erano trasparenti, ma bianchi, e si vedevano ombre di sedie che volavano e persone che cadevano, colpite da qualcuno o da qualcosa. Decidemmo di andarcene, il più velocemente possibile. Salimmo sulla Peugeot, con dietro il carrello degli strumenti, e ci avvicinammo, quando, quasi all'uscita del parcheggio, sbuca un tizio che urla: "Io l'ammazzo, io l'ammazzo...". Attaccato alla sua maglia, come nel peggiore dei B movie, una ragazza: "Ti prego non farlo, te lo chiedo in ginocchio...". Il tizio apre la sua auto, estrae una pistola dal cruscotto e si dirige verso il bar. Poi, all'improvviso, ci vede. Si avvicina alla nostra macchina, mi punta la pistola in faccia e mi dice: "Abbassa il finestrino". Ubbidisco. Sempre con la pistola in mano, il tizio riprende: "Dammi le chiavi della macchina". Io, adrenalina a mille, gli do le chiavi. Il tizio entra nel locale, si sente uno sparo. Poi, silenzio'".

Dopo qualche minuto, la band viene raggiunta dall'organizzatore fuori dal locale. Il promoter restituisce il maltolto e dà appuntamento al gruppo in un ristorante della zona:

"'Queste sono le vostre chiavi: andate, ci vediamo dopo, in pizzeria'. Due ore più tardi ci incontriamo. 'Che cosa è successo?'. E quello risponde: 'Niente, che vi interessi. Lo dico per voi'. Gli chiesi del nostro cachet. Replicò, quasi urlando in modo che tutti sentissero: 'Non ti preoccupare, perché se non ti pagherò io, qualcun altro pagherà per me'. Naturalmente, non ci diedero mai le nostre cinquecentomila lire, ma, se non altro, portammo a casa la pelle, anche se, col senso di poi, ci convincemmo che il tutto era stato una straordinaria messinscena architettata da quel figlio di puttana per non pagarci".

Possibile che sia stato simulato un autentico fatto di cronaca nera per evitare di corrispondere un cachet a fronte di una serata (molto) meno affollata del previsto? La domanda - più che legittima - se l'è posta anche il sito dedicato alla storia e alla cultura locale pizzocalabro.it, che nel 2001 ha dedicato alla vicenda una pagina:

"Sinceramente non ricordiamo tale episodio e dopo diciassette anni è un po’ difficile trovare delle testimonianze. Chiederemo in giro".

A oggi, non si hanno notizie di riscontri...

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